Casi studio

Soluzioni definitive combinate all’umidità di risalita, Francolino di Ferrara, 2017

Umidità di risalita a Francolino di Ferrara

In questo cantiere vi erano danni agli intonaci, causati sia dall’umidità di risalita, che da altre problematiche, le quali erano:

  1. Il tagliamuro (guaina a protezione dall’umidità ascendente) anche se presente, era stato danneggiato dalla manodopera durante la costruzione dell’edificio, in fase di realizzazione degli scassi per gli impianti.
  2. L’intonaco era realizzato con malte premiscelate contenenti cemento, che risentiva della condensa del pavimento.
  3. Le pareti erano state tinteggiate con vernice poco traspirante.
  4. Il tagliamuro era rotto in corrispondenza degli impianti.
  5. Vi erano punti di accesso dell’acqua meteorica dall’esterno.

Siamo intervenuti rimuovendo le parti di intonaco ammalorate e successivamente per fermare l’umidità di risalita abbiamo riparato il tagliamuro in vetroresina prolungandolo fino alla parte esterna dell’intonaco, utilizzando cemento osmotico e microemulsioni impermeabilizzanti con un sistema di barriera chimica, tutti i corrugati che attraversano la vetroresina sono stati murati con cemento osmotico e malta antisali.

Dove non era possibile riparare la vetroresina, come nel bagno, abbiamo risolto il problema montando un impianto elettrosmotico (elettrosmosi).

Poi abbiamo creato uno scasso di 2 cm x 3 cm a 40 cm da terra in cui abbiamo inserito un cavo in lega di titanio ed altri metalli nobili per creare una linea positiva, poi abbiamo installato il polo negativo in una nicchia a terra sopra il battiscopa, con 8 puntazze infilate nel muro, che arrivano a 30 cm di profondità dal piano esterno di calpestio.

Avendo una risalita a 25 cm di altezza ho scelto di realizzare l’intonaco deumidificante subito dopo con un doppio strato di antisale specifico per sali nitrati, e il secondo strato di intonaco è stato realizzato usando esclusivamente calce aerea naturale e sabbia del Friuli.

Garanzia di 20 anni sull’impianto e gli intonaci

Superficie di intervento: 32 metri lineari

 

Daniele Stevoli

Patologo e consulente edile specializzato nell’analisi delle cause di degrado delle costruzioni correlate ai fenomeni di umidità, infiltrazioni, condensazioni e danni post-evento. Opero con un approccio tecnico-diagnostico strutturato, fondato su indagini strumentali, misurazioni oggettive, analisi chimiche e lettura stratigrafica delle murature, finalizzate all’individuazione certa delle cause e alla distinzione tra sintomi e origine del problema. L’attività si basa su un’esperienza maturata su centinaia di casi reali, con particolare attenzione ai meccanismi fisico-chimici che regolano il comportamento igrometrico dei materiali, inclusi i fenomeni di trasporto dei sali, le interazioni con le finiture e le alterazioni indotte da interventi non corretti. Affianco alla diagnosi una competenza avanzata nella progettazione degli interventi di risanamento, sviluppando soluzioni tecniche coerenti con il quadro patologico rilevato. Fornisco indicazioni operative estremamente dettagliate per l’esecuzione in cantiere, definendo materiali, cicli applicativi e modalità di intervento, con l’obiettivo di garantire efficacia, durabilità e controllo del risultato. Mi occupo inoltre della gestione degli effetti secondari dell’umidità, tra cui cristallizzazione salina, degrado degli intonaci e contaminazioni biologiche, attraverso protocolli di trattamento verificabili e basati su criteri tecnici. Eseguo consulenze tecniche e perizie specialistiche rivolte a privati, imprese e professionisti, con approccio indipendente e orientato alla risoluzione concreta del problema. L’obiettivo è fornire diagnosi affidabili e indicazioni chiare, evitando interventi inefficaci e ottimizzando le risorse economiche del committente.

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