Barriera termica Thermistore

Informazioni, chiarimenti e funzionamento riguardo la deumidificazione muraria tramite calore.

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Ho deciso di pubblicare questo articolo descrivendo prima le casistiche in cui ho installato con successo la barriera termica Thermistore, precisando che è un sistema piuttosto semplice da capire, poiché prevede l’emissione di calore nella muratura e come ben noto, il calore asciuga le murature umide.

Specifico inoltre, che questa tipologia di cavo riscaldante si differenzia da gli altri cavi presenti sul mercato poiché le prestazioni e l’assemblaggio sono specifici per poter essere inseriti all’interno delle murature senza arrecare danni, l’impianto è munito di messa a terra, inoltre i consumi sono notevolmente minori rispetto i comuni cavi reperibili sul mercato, la cui installazione peraltro è fortemente sconsigliata.

Ho installato la barriera termica negli edifici per risanare in queste situazioni:

  • Umidità di risalita non capillare, in muratura portante in mattoni pieni di larghezza 60 cm, la presenza dell’umidità era dovuta ad un vespaio sotto il piano di calpestio al piano terra, la deumidificazione è avvenuta con successo.
  • Ho installato la barriera termica riscaldante in edifici che avevano formazioni di condensa sul pavimento, la condensazione era dovuta al mancato riscaldamento nei piani sottostanti e accentuati ponti termici presenti, anche in questo caso la deumidificazione è avvenuta con successo già dal giorno dopo l’installazione.
  • Deumidificazione di murature a quota terreno impermeabilizzate all’esterno prive di infiltrazioni laterali, anche in questo caso la deumidificazione è avvenuta con successo.
  • Abbattimento del ponte termico nelle pareti a nord mediante l’installazione del cavo, anche in questo caso la deumidificazione è avvenuta con successo.
  • Annullamento con successo dei fenomeni di deliquescenza e cristallizzazione salina i quali degradavano uno stucco veneziano al piano terra di un edificio storico.

Il sistema Thermistore, noto anche con il nome di barriera termica, consiste in un cavo riscaldante, che installato a contatto delle superfici interne e delle zone più fredde degli edifici, permette l’abbattimento dei ponti termici, dei fenomeni igroscopici e dei fenomeni di risalita non capillare.

Per capire la differenza fra le risalite capillari e quelle non capillari, consiglio di consultare l’articolo riguardante l’umidità di risalita, nel quale vengono distinte le diverse tipologie.

Può essere installato all’interno degli intonaci, fra i corsi dei mattoni, nei soffitti o a quota pavimento, a seconda delle problematiche da risolvere. Bisogna sempre tenere in considerazione che il calore generato dal cavo genera una pressione all’interno del setto poroso, il quale per diffusione si estende sempre verso le zone più fredde. Il sistema riscaldante aumenta sensibilmente la temperatura dei manufatti, nelle immediate vicinanze dell’impianto i materiali raggiungono velocemente la temperatura impostata, generalmente fra i 16 e i 25° C.

Come indicato precedentemente, il sistema è valido sia per contrastare i fenomeni di risalita non capillare, che i fenomeni condensativi dovuti ai ponti termici, come nel caso delle condense invernali e delle condense estive. Tale impianto viene installato a seguito di un’indagine, non è possibile pertanto acquistarlo senza il benestare del tecnico incaricato.

La barriera termica, si distingue dai comuni cavi riscaldanti spesso usati nell’industria, per la conservazione degli impianti esposti al freddo, a differenza di questi ultimi il consumo elettrico è piuttosto contenuto poiché l’emanazione del calore è minore. All’interno degli edifici è sconsigliato raggiungere temperature troppo elevate, pertanto i consumi saranno notevolmente inferiori rispetto i comuni cavi, per via dell’effetto autoregolante.

Il sistema viene gestito da un’apposita centralina, munito di sonda termica per il rilievo costante delle temperature, pertanto le impostazioni possono essere modificate durante la fase che segue l’installazione.

La centralina ha lo scopo di gestire la temperatura della muratura, senza sprecare energia inutilmente. Pertanto al raggiungere della temperatura preimpostata l’impianto riscaldante verrà spento, evitando sprechi di consumo elettrico. Generalmente la temperatura programmata è di 17 °, valore più che sufficiente per impedire risalite non capillari, nella maggior parte dell’anno l’impianto resterà quindi spento.

Campi di impiego

È risolutiva come descritto in precedenza nei casi di risalita non capillare, ovvero generata da fenomeni di condensazione e ponti termici, pertanto è piuttosto comune l’utilizzo sia nelle murature e nei solai più recenti, a compensazione delle carenze coibentanti, nonché nelle murature esterne di non recente costruzione, soggette al contatto diretto con il terreno. Anche i fenomeni igroscopici nei mattoni o nelle malte vengono facilmente debellati.

Il consumo massimo del cavo è di 10 watt/h per metro lineare, questo consumo viene raggiunto se l’impianto viene portato alla temperatura massima di 25 gradi, tuttavia sarà necessario raggiungere questa temperatura soltanto nei primi mesi, ad avvenuta asciugatura l’impianto potrà essere impostato ad una temperatura di 17-18 gradi, riducendo almeno del 50% circa i consumi.

Mediamente un impianto di notevoli dimensioni, di circa 100 metri lineari, produce un consumo elettrico maggiore durante il primo anno, che tenderà a dimezzarsi negli anni successivi. Considerando una media dei prezzi al Kw, dei fornitori di elettricità attuali, possiamo stimare quindi un consumo elettrico di 120-150€ per il primo anno solare, per poi arrivare a circa €50 per ogni anno a venire, questi dati sono profondamente variabili a seconda della zona geografica in cui si trova l’immobile.

Il consumo sarà decisamente minore in zone al sud, notoriamente più calde, mentre sarà maggiore in montagna al nord, poiché il clima presente è decisamente più freddo.

Cenni storici

Nell’antichità dell’Impero romano era presente l’ipocausto, un complesso sistema di pavimenti rialzati da terra ed intercapedini nelle murature, i quali consentivano la circolazione di aria calda durante il periodo invernale. La circolazione dell’aria calda abbatteva ogni fenomeno igroscopico all’interno delle murature, veniva spesso utilizzata anche per il riscaldamento delle acque termali presenti.

Questa tecnologia era piuttosto semplice da capire, tuttavia non erano molti quelli che potevano permetterselo, all’epoca questo sistema che chiedeva la presenza di un fuoco continuamente acceso alla base dell’edificio, la cui aria calda emessa veniva direzionata nelle murature, apportando il calore necessario per il mantenimento di un confort abitativo molto alto mediante murature più salubri.

Con lo stesso principio è realizzato da diversi decenni anche il sistema noto in Italia con il nome di Hypothermos, che fa riferimento in lingua tedesca a sistema Temperierung. Tale sistema prevede l’installazione alla base muraria di un doppio tubo in rame che percorre internamente le murature dell’edificio, alla base murarie viene installata a quota pavimento o più in basso, una serpentina con andata e ritorno contenente acqua calda.

L’acqua calda viene continuamente fatta circolare all’interno delle tubazioni mantenendo caldo in continuazione il manufatto, ad una temperatura di circa 30 35 gradi, questo calore è sufficiente per annullare istantaneamente tutti i fenomeni igroscopici delle murature adiacenti, non comporta inoltre alle esecuzioni di tagli meccanici verticali ed orizzontali a ridosso dei muri portanti. Ovviamente questo sistema non è da considerarsi valido nel caso di infiltrazioni laterali o infiltrazioni canalizzate,  tutti i fenomeni in cui è presente acqua liquida, ma è decisamente efficace nella maggior parte delle situazioni poiché come sappiamo la risalita e capillare soltanto in presenza di acqua liquida a ridosso della muratura o in caso di perdite.

Facendo riferimento a questo sistema è stato brevettato il sistema Thermistore, considerando che la stessa quantità di calore possa essere immessa mediante un impianto elettrico decisamente meno invasivo, senza richiedere la presenza di una caldaia.

Pertanto il sistema thermistore non è da ritenersi valido in caso di infiltrazioni o falde piuttosto superficiali, dove presente acqua che abbia completamente saturato i capillari. Tuttavia in situazioni di questo tipo lo si può abbinare al piano di risanamento dopo aver arrestato fenomeni di risalita.

Esempi

Ho realizzato un impianto Thermistore abbinato ad una barriera chimica, in un edificio con pavimentazione interna più bassa di 20 cm rispetto alla pavimentazione esterna. In questa situazione non potevamo effettuare un’opera di impermeabilizzazione esterna, poiché l’edificio si trova all’interno di un centro storico vincolato in cui non era possibile effettuare la scomposizione della pavimentazione esterna con successiva posa.

L’installazione ha fornito risultati molto soddisfacenti, poiché la presenza di calore emanata dal cavo ha contribuito ad una miglior diffusione della barriera chimica.

Altro caso interessante in cui ho utilizzato il sistema Thermistore abbinato ad una barriera chimica, è stato il risanamento di uno stucco veneziano applicato su una muratura in mattoni, al piano terra di un vecchio casale.

In questo caso avevamo risalita muraria alla base del muro, umidità muraria dovuta ad igroscopia fino all’altezza di circa 160 cm e deliquescenza salina, con espulsione di sali nitrati e solfati, poiché la precedente destinazione d’uso dell’ambiente era riservata ad una cucina con bagno annesso. La risalita muraria è stata annullata dalla barriera chimica, inserita alla base della muratura. Mentre i fenomeni igroscopici e di deliquescenza salina sono stati annullati, tramite l’emissione di calore ottenuta dal Thrmistore.

Trascorso il periodo di 30 giorni circa il proprietario ha potuto procedere alla riparazione del prezioso stucco veneziano.

Io Daniele Stevoli, sono stato il primo che ha realizzato in Italia l’abbinamento fra barriera chimica e barriera termica, e dichiaro con assoluta certezza che il sistema sia l’unico, che possa assicurare l’esecuzione o il risanamento di stucchi veneziani nelle situazioni più umide.

 

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