
Elettrosmosi e centraline elettrofisiche: caso reale con perizia
Perizia tecnica su elettrosmosi e centralina elettrofisica. Analisi con igrometro al carburo e prove chimiche su caso reale.
Articolo redatto da Daniele Stevoli, operatore certificato UNI/PdR 56:2019 livello 2 per prove non distruttive nel campo dell’ingegneria civile. elettrosmosi e centraline elettrofisiche
In questo studio viene presentato un caso reale in cui erano stati installati sia un impianto elettrosmotico sia una centralina elettrofisica. L’indagine peritale è stata condotta mediante strumentazione certificata e analisi chimiche dei materiali. L’obiettivo era verificare la reale causa del degrado murario e valutare la coerenza delle tecnologie installate rispetto al quadro patologico.
Contesto dell’indagine tecnica

L’incarico ha riguardato la ricerca delle patologie causate dall’acqua in un edificio residenziale. Al momento del sopralluogo risultavano presenti:
– un impianto elettrosmotico
– una centralina elettrofisica
La proprietà segnalava infiltrazioni, muffe e sospetta risalita muraria.
Le verifiche sono state eseguite con strumentazione certificata, tra cui igrometro al carburo di calcio, igrometri capacitivi e analisi chimiche dei materiali.
Relazione peritale 2024: risultati delle misurazioni
Le prove con metodo al carburo di calcio hanno evidenziato un contenuto d’acqua pari al 5% in volume, valore non compatibile con condizioni prossime alla saturazione dei materiali. Le analisi chimiche hanno rilevato presenza di sali nitrati e solfati in concentrazione media, con cloruri trascurabili. Il quadro misurato non risultava coerente con un fenomeno primario di risalita muraria.

Cause effettive del degrado
L’analisi peritale ha individuato: infiltrazioni localizzate in corrispondenza di elementi non sigillati e cavità all’attacco a terra e l’utilizzo di un intonaco non idoneo su murature in laterizio eterogeneo. Il degrado osservato risultava quindi riconducibile a problematiche costruttive e manutentive.
Valutazione dell’impianto elettrosmotico
Dal punto di vista tecnico, l’elettrosmosi risulta maggiormente coerente in presenza di materiali prossimi alla saturazione. Nel caso analizzato tale condizione non era presente. Di conseguenza il sistema installato non risultava idoneo alla problematica rilevata.
Valutazione della centralina elettrofisica
La centralina elettrofisica risultava installata da tempo. Secondo quanto dichiarato dalla proprietà, il livello di degrado era rimasto sostanzialmente invariato. In base alle misurazioni strumentali e all’analisi delle cause, il dispositivo è stato ritenuto non necessario per il caso specifico.
Il ruolo decisivo della diagnosi scientifica
Il caso analizzato evidenzia come l’installazione di tecnologie in assenza di diagnosi strumentale preventiva possa condurre a interventi non coerenti. Questo è uno dei motivi per cui la diagnosi dell’umidità negli edifici deve precedere la scelta della tecnologia: misurazioni, analisi dei sali, caratteristiche costruttive e verifica delle infiltrazioni devono essere interpretate insieme per stabilire quale fenomeno stia realmente producendo il degrado.
Una corretta procedura tecnica dovrebbe sempre includere:
- misurazioni igrometriche
- analisi dei sali
- lettura del contesto costruttivo
- verifica delle infiltrazioni
Il caso dimostra inoltre che una tecnologia che funziona bene può essere comunque sbagliata quando viene applicata a un fenomeno diverso da quello sul quale è in grado di intervenire. La valutazione non deve quindi limitarsi al funzionamento del dispositivo, ma deve verificare prima di tutto la compatibilità tra tecnologia e causa diagnosticata.
Solo in presenza di un quadro completo è possibile individuare la strategia più appropriata. Nel caso in esame, né l’impianto elettrosmotico né la centralina elettrofisica hanno prodotto effetti apprezzabili, poiché la causa reale del degrado era diversa da quella ipotizzata in fase di installazione.
Puoi consultare ponderazioni esaustive sull’argomento consultando l’articolo Centralina elettrofisica per l’umidità: analisi tecnica, limiti e casi reali.
Elettrosmosi e centraline elettrofisiche risolvono sempre il problema?
No. L’efficacia dipende dalla corretta individuazione della causa del degrado e dalle condizioni reali della muratura.
Perché è importante il metodo al carburo di calcio?
Consente una misura diretta del contenuto d’acqua nei materiali ed è uno dei riferimenti più affidabili nella diagnostica edilizia.
È sempre necessaria una diagnosi prima di intervenire?
Sì. Senza diagnosi strumentale il rischio di interventi non risolutivi aumenta in modo significativo.




