Intonaco cementizio scambiato per umidità di risalita

In questo articolo viene fatta chiarezza, riguardo un fenomeno che avviene molto spesso scambiato per umidità da risalita muraria. Il fenomeno in questione è la presenza di un intonaco non adeguato alla costruzione. I difetti si presentano molto spesso come distacchi, delle varie superfici componenti l'intonaco, Tali di effetti però non hanno nulla a che vedere con la presenza di umidità proveniente dall'interno della muratura.

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Intonaco difettoso scambiato per umidità di risalita

Daniele Stevoli specialista umidità di risalita e patologie causate dall’acqua nelle costruzioni. Indagine intonaco cementizio scambiato per umidità di risalita.

Certificazione del sottoscritto:  UNI/PdR 56:2019 e RINA RC/C18 No. 21FI00200PN2.

Intonaco cementizio scambiato per umidità di risalita
Intonaco cementizio scambiato per umidità di risalita

In questo articolo la mia consulenza riguardo un problema in un intonaco cementizio scambiato per umidità di risalita. Per darvi qualche dato, prendo visione di circa 200 casi l’anno, da oltre 500 contatti. Per statistica mia l’umidità di risalita vera e propria avviene nel 1% dei casi da me affrontati.

Dimenticatevi i metodi comunemente utilizzati, i veri esperti, nella quasi totalità dei casi, non hanno bisogno di tecnologie elettrofisiche e chimiche (centraline o barriere chimiche).

Per la correzione di situazioni simili a quella che sto per descrivere, non sono necessarie le tecnologie spesso proposte, per il contrasto dell’umidità di risalita. Al contrario però casi come questo vengono spesso intenzionalmente scambiati con la risalita da venditori di centraline elettrofisiche o le barriere chimiche, per giustificare appunto la vendita dei loro prodotti.

I prodotti appena citati, nella realtà scientifica ritrovano un impiego effettivo molto modesto. le barriere chimiche per non più del 5% delle casistiche interessate dall’umidità di risalita nelle costruzioni, mentre per le centralina l’efficacia scende sotto l’ 1%. 

Inoltre per poter identificare le patologie scatenate dalla presenza dell’acqua nelle costruzioni, o da materiali non idonei. Nel 99% non è necessaria la termografia a infrarossi, tuttavia viene spesso proposta per il fine opposto, ovvero per mistificare il risultato della diagnosi, asseverando la presenza dell’umidità da risalita.

Si tratta di un processo molto poco trasparente, in cui i venditori di centraline e barriere chimiche, confondono intenzionalmente il ponte termico. Prodotto alla base della costruzione, dal terreno stesso. Identificando in mala fede o per incompetenza, tale ponte termico com umidità da risalita muraria. 

Detto ciò, ecco le cause che hanno scatenato il degrado:
  1. la prima cosa che balza all’occhio è un importante irraggiamento solare.
  2. Segue la presenza di un intonaco cementizio.
  3. Osservate il cornicione dell’edificio: la sporgenza verso l’esterno dovrebbe attestarsi ai 30 cm, non di più. Questo ci consente di escludere le zone soggette al dilavamento da pioggia, dall’altezza davanzali delle finestre al primo piano, andando in su.
  4. Poi dobbiamo notare che i primi 50 cm da terra, dell’intonaco, sono stati sostituiti durante un primo intervento, avvenuto in passato. Da questo ho dedotto che, all’epoca dell’intervento, il degrado dell’intonaco si sviluppasse entro quei primi 50 cm. Risulta perciò ragionevole pensare che anche sotto quell’altezza l’intonaco fosse realizzato con lo stesso materiale.
  5. L’assenza di un’impermeabilizzazione laterale non è sufficiente per spiegare una tale altezza di degrado. La capillarità prodotta dall’umidità di risalita, non raggiunge mai un’altezza simile a questa, in assenza di falde superficiali o importanti dislivelli del terreno. Perciò, se all’epoca del primo risanamento la zona immediatamente sottostante i davanzali era intatta, possiamo dedurre anche che i davanzali allora non scatenarono un degrado significativo.
  6. Se l’intonaco è stato realizzato con importante quantità di cemento (in cui spesso alloggiano salini solfati e nitrati) è molto probabile, che non sia stata considerata la stagionatura necessaria, di cui necessita questo materiale. È verosimile pertanto dedurre, che si siano realizzate numerose crepe e cavillature nell’involucro edilizio. Da cui sono seguite infiltrazioni piovane.
  7. Se invece non si sono originate crepe cavillature durante la stagionatura del materiale, possiamo comunque dedurre che si saranno originate in seguito, per via dei fenomeni termoclastici. Nella fattispecie dilatazioni termiche che hanno prodotto giunti di dilatazione naturali (appunto crepe e cavillature).
  8. Dovete notare anche, che il marciapiedi riceve anch’esso una significativa quantità di calore tramite l’irraggiamento. Pertanto il marciapiedi, tramite il riflesso dei raggi solari e la distribuzione da contatto diretto, ha accelerato il degrado delle parti di intonaco direttamente confinanti (i primi 50 cm ora sostituiti).
  9. Dobbiamo escludere come causa l’umidità di risalita, poiché il calore ricevuto dalla facciata è sufficiente per poter evaporare l’acqua a quote piuttosto accettabili. Ovvero nei primi 10 cm da terra.
  10. Il primo intervento di risanamento, non ha considerato la linea di giunzione fra il nuovo intonaco e quello vecchio. In questa zona, l’allettamento causato dall’asciugatura dell’intonaco, ha prodotto una scanalatura longitudinale. Dalla quale la pioggia in percolazione ha potuto infiltrarsi con facilità.
  11. Dobbiamo notare anche, che l’intonaco degradato raggiunge una quota più elevata, in prossimità della porta. Questo indica la notevole quantità di acqua che si è infiltrata attraverso le crepe le cavillature. In prossimità di porte, aperture ed angoli nelle murature, avviene sempre un degrado a quote più elevate, per via della maggiore evaporazione, prodotta da più facciate esposte, che dicevano pertanto più calore tramite l’irraggiamento solare (in questo caso le spallature della porta).
  12. Infine, se ingrandite la foto, potete notare gli effetti della pioggia di rimbalzo a terra, che hanno prodotto un degrado nei primi 10 cm sopra il marciapiedi.
Intonaco cementizio scambiato per umidità di risalita
Intonaco cementizio scambiato per umidità di risalita

Spero ti sia piaciuta questo articolo riguardo intonaco cementizio scambiato per umidità di risalita.

Daniele Stevoli

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