Lo specialista dell'umidità di risalita Ferrara, Ravenna, Rovigo, Mantova, Bologna e Modena.

I dispositivi elettronici e non, per l’umidità di risalita, sono davvero soluzioni definitive?

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Soluzioni definitive all’ umidità di risalita ai tempi del marketing, le centraline lo sono davvero?

Intanto non preoccuparti se hai creduto che questi dispositivi risolvessero tutti i problemi di umidità di risalita, 20 anni fa prima di diventare un tecnico specializzato mi sono fatto fregare più volte dagli intonaci così detti “deumidificanti”, non avevo esaminato bene la situazione e per anni ho utilizzato intonaci a me venduti come soluzione definitiva. Soluzione definitiva proprio no.

Benvenuto, in questo articolo mi sono messo dalla tua parte, che magari sei stato fregato più volte come me in passato, e che cerchi informazioni sull’efficacia dei dispositivi anti umidità di risalita, prima di tutto ci tengo a precisare che li ho visti funzionare e penso che siano una grande conquista, ma solo nei casi in cui possono essere utilizzati hanno il vantaggio di essere meno invasivi, e anche se i tempi di prosciugamento dei muri sono ben lontani dai sei mesi indicati, vorrei precisare che esistono numerosi casi di monumenti prosciugati, ma nelle abitazioni post 900’? costruite in modo completamente diverso?

Poi perché puntano tutto sul marketing e poco sull’informazione?

Da tecnico imparziale ed installatore quando necessario, ho raccolto dati e testimonianze e le condivido con te.

Soluzioni definitive NO, curano i sintomi ma non la causa, inoltre devono essere combinate ad un ciclo di risanamento, rifare i marciapiedi, gli intonaci, ecc.

Ti sei mai accorto, che dopo aver scritto soluzioni definitive all’umidità di risalita, i primi venti risultati sono quasi tutte centraline, o apparecchi venduti da aziende, che non prendono in considerazione come primo punto la vera causa della risalita?

Tutti fanno riferimento alla differenza del potenziale elettrico della muratura come causa, quando invece AD OGGI sappiamo che è SOLTANTO UNA delle cause che entrano in gioco, e che non esiste il principio scientifico che avvalora questa tesi.

Sai che se a tre anni dall’installazione il dispositivo avrà prosciugato solo il 40% dell’acqua l’azienda che te lo ha venduto potrà dire che avrà comunque raggiunto un risultato importante e non rimborsarti?

Cosa che non prendono in considerazione è il COME È ARRIVATA TUTTA QUELL’ACQUA?

Parlando di umidità di risalita è legittimo non pensare da subito che esistano tecnici specializzati, e si corra a cercare quali possano essere le soluzioni, ma qui entro in gioco io.

Ti spiego il perché: tu puoi dare per scontato che esista una sola opzione possibile e valida per tutti i casi, forse sperando di andare subito al traguardo e risolvere il problema velocemente, MA

Sappi che se hai un problema di umidità nei muri è meglio guardarci bene, perché si fa in fretta a sprecare migliaia di euro.

Da tempo ogni azienda PRODUTTRICE si è accorta di questo, e fa tutto il possibile per essere visualizzata su Google prima dei concorrenti, ma soprattutto prima dei tecnici autonomi specializzati, di sicuro meno vincolati nel vendere di loro.

Ti sei mai chiesto perché tutte le volte che cerchi delle soluzioni definitive all’umidità di risalita, compaiono nei primi risultati di Google costantemente Aquapol, Domodry, Ecodry, DMG, Biodry, Geniè ecc.?

Intanto voglio specificare che quelli che ho scritto funzionano, MA nessuno di questi risolve il problema alla radice, non pensare che risolvano tutte le problematiche di umidità, ne risolvono una piccola parte e non è detto che sia il tuo caso.

Quindi se sei diffidente ti capisco eccome, io al tuo posto lo ero ancora di più, ci sono rappresentanti ancora arrabbiati con me perché li ho riempiti di insulti 20 anni fa, prima vendevano l’intonaco e lo garantivano come soluzione definitiva ed ora fanno lo stesso con le centraline.

Tu ti fideresti ancora? Io no e stavolta ho preferito studiarle.

Sicuramente sai che esistono gli annunci sponsorizzati, vale a dire che le aziende pagano fior di quattrini per far sì che il loro nome compaia prima di altri, non perché sono la risposte migliori al tuo problema, su questo internet non aiuta.

Intanto dubita di una cosa:

Se un azienda vende solo una centralina o un dispositivo di sicuro la proporrà come la migliore e unica soluzione, e non proporrà alternative o soluzioni migliori.

Ma, se si può risolvere il problema senza un dispositivo da 4.000 euro, il quale ti obbliga lo stesso a rifare gli intonaci non sarà meglio?

Se come attrezzo hai solo un martello tenderai a vedere ogni problema come un chiodo, ovvero:

Se l’azienda vende solo una centralina ti dirà che sarà l’unica soluzione.

Di fatto le centraline appena citate sia alimentate che non, sono i prodotti che economicamente rendono di più ai produttori, poiché hanno un costo di produzione di poche centinaia di euro e vengono vendute a cifre che partono dai 2.500 euro fino a oltre i 10.000 euro.

D’accordo esistono i costi di progettazione, ma la tecnologia che adottano è presente da 20 anni ormai.

È vero che Domodry o Aquapol hanno prosciugato edifici dopo tre anni dall’installazione, ma è anche vero che ormai esistono sistemi che prosciugano gli stessi edifici in 2 settimane anche contro terra, facendo risparmiare tempo e denaro.

Come sapere se la centralina può risolvere il tuo problema di umidità:

Prima di tutto è bene tu sappia che possono contrastare SOLO l’umidità di risalita, e soltanto alcune tipologie di questa, le tipologie di umidità di risalita classificate dal grande esperto Marco Argiolas sono 4, e spesso non vengono distinte da venditori e tecnici, poiché di difficile intuizione.

Sono:

Umidità di risalita primaria capillare

Umidità di risalita primaria non capillare

Umidità di risalita secondaria capillare

Umidità di risalita secondaria non capillare.

Ognuna di queste avviene e si manifesta in situazioni differenti, la cui causa se intercettata e più facile da curare che con l’installazione di qualsiasi apparato. Chiedi al venditore di centraline se riesce a distinguere le diverse tipologie di risalita.

In quali casi le centraline non funzionano?

Argiolas, nel suo volume “L’umidità di risalita muraria” descrive come queste centraline o apparati siano efficaci quando ci si trova di fronte ad umidità causata da acqua non liquida, come:

  • acqua igroscopica trattenuta sotto forma di cristalloidrati e vapore nei muri.
  • nei casi di risalita non capillare, come ad esempio di acqua che si sposta da un punto all’altro del muro per la diversità del gradiente di concentrazione.
  • Nel caso di umidità diffusiva, come nel caso di acqua rimbalzata da agenti atmosferici.

Tutti esempi che rappresentano bene chiese o altri edifici storici, dove i componenti dei muri degli edifici sono: calce, mattoni, pietre, marmi e graniti. Ma non il cemento che è arrivato molto dopo.

Tuttavia quando ci si trova in presenza di umidità di risalita con acqua liquida nelle murature, si ha una risalita “capillare”, quindi con menischi liquidi, e l’efficacia di questi apparati se ne va, facendo si che a contatto con il terreno umido la base muraria rimanga umida a sua volta. Il tutto è dovuto al fatto che gli impulsi di bassissima intensità sono insufficienti per arginare  in questi casi le forze di coesione ed adesione.

Questa è senza dubbio la risposta più esauriente al perché in alcuni casi le centraline elettrofisiche o gli apparati autoalimentati in alcuni casi non funzionino.

Sicuramente hai trovato referenze positive riguardo tutti i prodotti elencati, ma scommetto che di prove concrete ne hai trovate poche, come in ogni argomento del resto, ma ecco due esempi che ho raccolto personalmente.

Primo caso di anomalia (centralina alimentata per umidità di risalita)

Le due foto  qui sopra ritraggono una centralina installata nel 2013 in un abitazione di via Aeroporto a Ferrara, oltre all’installazione il tecnico installatore ha chiesto di rimuovere tutti gli intonaci interni dell’abitazione, fino ad un metro di altezza dal pavimento, e di arrivare fino al mattone pulito, trascorsi oltre tre anni dall’installazione i muri non si erano ancora asciugati, in particolar modo nel punto posto immediatamente sotto la centralina, nella foto di destra, in cui io stesso ho rilevato un 7,5 % di umidità presente con igrometro digitale e valori che arrivano a 160 mv con il tester.

Quel che balza all’occhio oltre alla notevole richiesta di dover sostituire tutti gli intonaci (cosa che spesso tenuta nascosta) è la situazione di insicurezza per chi compra questi dispositivi, è vero che molte vantano il servizio soddisfatti o rimborsati, ma è anche vero che se la casa si sta asciugando anche solo del 20% in un anno il produttore può comunque dichiarare che il prodotto sta funzionando e servirà un po più tempo.

Secondo caso di anomalia (dispositivo autoalimentato)

Un altro caso di non funzionamento è quello di Herwig Reisinger della Bassa Austria, convinto nel 2001 da un trattamento delle sue pareti umide con Aquapol da oltre 11.000 euro. “Dopo più di due anni ho visto che il dispositivo non funzionava”, disse Reisinger, per altro ingegnere elettrico.

Tuttavia, la società stessa dichiarò che il terreno sottostante aveva problemi di drenaggio causato dalla falda (i famosi menischi liquidi che ho nominato prima), e che era necessario un periodo di tre anni per disidratare i muri. Arrivati a fine 2004 la situazione dei muri non migliorò, Reisingern per riavere i suoi soldi dovette far ricorso ad un tribunale e attendere altri 7 ANNI PER ESSERE RISARCITO DA AQUAPOL, tramite la sentenza di un giudice.

I migliori risultati con questi dispositivi si sono sempre ottenuti là dove sono stati inseriti in un piano di risanamento studiato preventivamente, coordinando gli interventi edili necessari e la scelta dei materiali adeguati.

Vale la pena tentare con un dispositivo miracoloso senza prima esserne certi?

Per tanto possiamo dire che in molte situazioni le centraline ad emissione di impulsi elettromagnetici ed i dispositivi autoalimentati gravometrici abbiano funzionato con successo, ma in molti altri non sia stata fatta chiarezza del perché non abbiano funzionato, la mia paura è che il principio sia quello di installarle e poi al seguito ci si guarderà.

Bufale o informazioni errate fornite di proposito?

Foto 1 – tratta dal sito Fusionefredda https://fusionefredda.wordpress.com/2016/06/10/domodry/
Foto 2 – tratta dal sito Fusionefredda https://fusionefredda.wordpress.com/2016/06/10/domodry/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nelle 2 foto fermo immagine, estratte da un video sul funzionamento di Domodry, abbiamo nella prima schermata una verità, in cui si rispettano le caratteristiche polari dell’acqua, così come avviene nella realtà, dove le cariche positive del dipolo vengono attratte da quelle negative del silicio (anche se non è detto che il manufatto sia di silicio, esistono anche altri elementi in edilizia, in  cui questo non avviene però). Mentre nella seconda immagine un intervento magnetico esterno annullerebbe le cariche del dipolo. MA: La bipolarità della molecola d’acqua è una caratteristica intrinseca, che nessuna forza esterna può modificare, pena la distruzione della molecola stessa.

La diffusione di nozioni chimiche quantomeno fantasiose non credo avvicini clienti, anzi.

Pensi che il problema più grande siano i soldi spesi?

Il problema che più spaventa me è dover aspettare tre anni per essere certi che quello che ho pagato sia davvero utile?

In poche parole, questi dispositivi funzionano quando la risalita non è alimentata in continuazione dalla falda presente, e se nella costruzione non è presente cemento in notevoli quantità, come chiese, castelli e palazzi storici, tutti costruiti prima del 900’, vale a dire palazzi le cui parati godono di una grande traspirabilità, un esempio della costruzione a regola d’arte è il castello estense di Ferrara, che pur essendo totalmente immerso nell’acqua non mostra minimi segni di umidità di risalita.                                                                                                                                                         Anche il cemento si oppone al loro funzionamento, non solo per l’ostacolo alla propagazione dell’impulso lungo le murature, ma anche perché con la sua presenza limita l’evaporazione dell’acqua dalle pareti.

Ovvero sia, l’umidità può essere decoesa (può essere privata della forza di coesione) ma se il muro è tamponato con del cemento (che è quasi impermeabile) questi non si asciugherà fino alla sua completa rimozione.

E’ bene quindi fare chiarezza dicendo che la loro installazione è si poco invasiva ma nel caso delle comuni abitazioni sarà indispensabile eseguire importanti opere murarie poiché gli intonaci andranno comunque risanati, non che tutte le aziende dichiarino sufficiente l’istallazione delle proprie centraline, ma mi è capitato più volte di parlare con alcuni agenti e sentirmi dire che le screpolature degli intonaci si sarebbero potute riprendere con semplice calce e poi tinteggiare dopo aver installato il dispositivo.

Altri casi in cui sono del tutto inefficaci questi dispositivi sono:
pareti in cemento
pareti contro terra
pareti afflitte da umidità di condensa
pareti afflitte da infiltrazioni laterali
pareti intonacate a cemento o rivestite
le parti basse dei muri se presenti pavimenti e battiscopa in gres o ceramiche.

 

L’installazione di un qualsiasi apparecchio non sostituirà mai il corretto risanamento di un edificio, che a volte richiede soltanto una corretta pulizia allo scolo delle acque e un po’ di manutenzione ai marciapiedi.

La soluzione non è mai in un singolo prodotto ma avviene dopo una serie di indagini, per eventuali approfondimenti o domande ti invito a commentare qui sotto oppure scrivermi nel link dei contatti qui presente.

Preventivo

4 Commenti
  1. Franco Zanconato dice

    Concordo con tutto, penso la centralina di cui parli sia domodry, che non ha niente più delle altre secondo me, a parte che costa il doppio di geniè per fare poi la stessa cosa.
    Non ho capito perché hai messo anche Biodry e Aquapol dato che funziona no in maniera diversa?

  2. Daniele Stevoli dice

    Si mi pare la centralina fosse Domodry, a dire il vero non ci guardo più di tanto,non ha nessuna differenza rilevante rispetto alle altre, si tratta sempre del solito impulso elettromagnetico che viene trasmesso al muro, tra qualche anno molte più aziende le produrranno e magari avranno il giusto prezzo che per me non va oltre ai 500 € per centralina, il problema sarà far capire ai consumatori in quale caso saranno utili e in quali no.
    lì dovrebbero fare meglio e intendo “essere più competenti” le aziende.

  3. Stefano Farinella dice

    Interessante, mi piacerebbe sapere una sua opinione per casa mia e saperne di più del sistema Biodry e anche Ecodry, inoltre se esiste una azienda italiana in quelle citate, tempo fa avevo chiesto un parere ad un’azienda delle mie parti a Rovigo, mi hanno detto più volte che mi avrebbero inviato delle referenze di lavori eseguiti ma non mi hanno mai più scritto nulla.
    inoltre se possibile dove posso inviarle le foto?
    Gli impianti con elettrosmotici li ha montati tutti la sua azienda?

  4. Daniele Stevoli dice

    Riguardo al sistema Biodry sto preparando un articolo che uscirà il prossimo mese, è davvero restrittivo descriverlo qui, per quanto riguarda Ecodry può consultare nella sezione dei sistemi di deumidificazione la parte delle centraline elettrofisiche.
    Tutti gli impianti presenti nel sito sono stati montati da me, così come tutti gli altri lavori.
    Aziende italiane ce n’è più di una, la contatterò via mail nella giornata di domani.

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