Diagnosi umidità di risalita, no è una perdita

Diagnosi umidità di risalita perdita. In questa abitazione ero stato incaricato di eseguire una diagnostica per determinare la soluzione migliore ad un problema di umidità di risalita. Eseguendo il mio protocollo di diagnosi tecnica strumentale, abbiamo poi scoperto che il problema era causato da una perdita, presente da anni.

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Diagnosi umidità di risalita, ma era una perdita

La presente rappresenta una diagnosi realmente avvenuta presso l’abitazione di una mia cliente. Sono stati rimossi tutti i dati sensibili.

Certificazione del sottoscritto: UNI/PdR 56:2019 e RINA RC/C18 No. 21FI00200PN2.

Si certifica che il suddetto operatore è qualificato al LIVELLO 2 in accordo ai documenti UNI/PdR 56:2019 e RINA RC/C18, relativi alla certificazione del personale tecnico addetto alle prove non distruttive nel campo dell’ingegneria civile.

 

Sintesi del sopralluogo

In data ecc. ecc. è stata eseguita un’indagine strumentale presso abitazione del sig. Caio Sampronio. L’incarico affidato consiste nella ricerca delle cause scatenanti i degradi nelle superfici interne ed esterne e ricerca infiltrazioni di acqua, con formulazione di soluzione a fenomeni di degrado vari, nel suddetto edificio. Al momento dell’arrivo è stata rilevata xxxxxxxxxxxxxxxxxx, con xxxxxxxxxxxxxxxxxx, mentre all’interno dell’abitazione xxxxxxxxxxxxxxxxxx.                                                                                                                            .

Per eseguire l’indagine sono state effettuate perforazioni di bassa entità, per identificare la tipologia dei materiali con cui è costruita l’abitazione, il livello di degrado, nonché il tasso di umidità presente, tramite igrometri, termometro laser, nello specifico:

Igrometro al carburo xxxxxxxxxxxxxxxxxx, regolarmente omologato.

Igrometro capacitivo xxxxxxxxxxxxxxxxxx, regolarmente omologato.

Igrometro a microonde xxxxxxxxxxxxxxxxxx, regolarmente omologato.

Igrometro capacitivo xxxxxxxxxxxxxxxxxx, regolarmente omologato.

Microscopio elettronico xxxxxxxxxxxxxxxxxx, regolarmente omologato.

Termocamera xxxxxxxxxxxxxxxxxx, regolarmente omologato.

Termoscanner xxxxxxxxxxxxxxxxxx, regolarmente omologato.

Tester a puntalini xxxxxxxxxxxxxxxxxx, regolarmente omologato.

Trapano e carotatrice.

Introduzione:

L’edificio si trova ad un’altezza di circa xxxxxxxxxxxxxxxxxx metri sopra il livello del mare, con xxxxxxxxxxxxxxxxxx di circa xxxxxxxxxxxxxxxxxx rispetto xxxxxxxxxxxxxxxxxx, il suddetto fabbricato è totalmente libero su tre lati di cui 2 rivolti verso corte esclusiva interna ed un lato rivolto verso strada secondaria xxxxxxxxxxxxxxxxxx. I confini sono delineati dalle murature portanti, dotati di fondamenta in mattone, la cui profondità al momento non è nota. Le grondaie del tetto sono dotate di pluviali i quali convogliano l’acqua all’interno dello scolo pubblico, gli scarichi provenienti dalle facciate interne sono collegati ad elemento orizzontale che attraversa l’interno dell’edificio per poi defluire sul retro, nella linea interrata.

Vista aerea dell’edificio

La quota del terreno risulta più alta nel cortile interno in prossimità dell’edificio, per poi scendere gradualmente avvicinandosi alla strada frontale, dando modo al terreno di scolare l’acqua piovana nel modo corretto, a distanza dal fabbricato. Lo sterrato posto sul retro si trova sotto quota rispetto alla pavimentazione interna di circa 50 cm. Questi due fattori determinano la quasi totale assenza di infiltrazioni piovane all’interno dell’edificio, escludendo così la causa del degrado a fenomeni di umidità di risalita sia primaria che secondaria.

 

Primo difetto importante è la presenza di uno scarico pluviale delle grondaie, che attraversa l’interno dell’abitazione, dal lato ovest, per fuoriuscire sul lato opposto. Tale scarico proviene dalla facciata rivolta verso via Biella, e si incanala all’interno di un pozzetto incassato a pavimento, presente nella sala d’ingresso. All’interno di questo pozzetto è presente un ulteriore tubo di scarico che convoglia l’acqua nella linea pubblica. Non è stato possibile aprire tale pozzetto di raccolta poiché la struttura di appoggio in ferro che sostiene il coperchio risulta in avanzato stato di corrosione (ruggine). È stata perciò eseguita un’ispezione attraverso una cavità presente nel coperchio con endoscopio a filo. L’interno del pozzetto risulta senza impermeabilizzazione interna come evidente da foto allegata in seguito, questo fattore determina la fuoriuscita di acqua attraverso il pozzetto durante le precipitazioni.

Secondo difetto riscontrato durante il sopralluogo, è la presenza di un contatore dell’acqua che non funziona correttamente, è stata testata all’efficienza di questo contatore tramite flusso di acqua che fuoriesce dal rubinetto. Aprendo un rubinetto dell’acqua il contatore non segnala consumo finché non si raggiunge una fuoriuscita continuo di acqua pari a circa 20 litri ora, tale valore viene raggiunto girando un pomello del miscelatore per circa 45 gradi. Questo determina l’incapacità di determinare la presenza di una perdita da parte della signora, poiché con fuoriuscite di acqua inferiori a 40 litri ora non vengono rilevate, ed il consumo non viene contabilizzato dallo strumento.

Terzo difetto, è stata riscontrata una perdita nelle tubazioni che costituiscono impianto di fornitura d’acqua del bagno. Sotto in bagno al piano terra dell’abitazione è presente un vano seminterrato, accessibile tramite porticina rivolta al marciapiedi presente nel cortile interno. Entrando in questo vano sono visibili nel solaio numerose travi in ferro in stato di degrado, con distacchi di ruggine. Sempre osservando tali travi si nota facilmente come siano più degradate man mano che si avvicinano al locale bagno, le travi costituiscono l’appoggio del solaio sottostante al vano della cucina.

 

Vengono elencati in seguito i punti di degrado

Con relative cause e le soluzioni necessarie da apportare.

In calce o a lato delle foto sarà presente la descrizione.

 

Parete esterna, rivolta verso sud verso cortile interno privato

Nelle facciate rivolte a sud sono evidenti distacchi dell’intonaco, tale facciata è costituita sia da elementi in sasso che elementi in mattone, legati con malte a base di calce e cemento.

Anche nelle zone in cui l’intonaco non risulta ammalorato sono presenti elementi in mattone piuttosto umidi, con acqua di impregnazione presente del 9,2% in volume (il valore massimo di impregnazione in volume è del 12%, per il mattone in questione). Valore troppo elevato per umidità di risalita in assenza di falda sottostante, ma piuttosto comune in prossimità di perdite ed infiltrazioni.

Inoltre, sotto la finestra del vano posto fra soggiorno e bagno è presente un radiatore riscaldante, nonostante la presenza del radiatore acceso la muratura non asciuga completamente. Anche questa particolarità esclude la presenza di umidità da risalita proveniente dal terreno sottostante.

Ulteriore prova che esclude l’umidità di risalit,a è l’assenza dei sali negli intonaci e nei mattoni che costituiscono la zona degradata. In presenza dell’umidità di risalita i sali si accumulano all’interno delle murature e degli intonaci. Sali che causano poi il distacco delle superfici, mentre quando sono presenti perdite e fuoriuscite di acqua dagli impianti, avviene il fenomeno opposto. Che consiste nella dilavatura dei sali dalle murature.

In questa situazione, l’acqua all’interno dell’edificio tende ad allontanarsi dal punto in cui fuoriesce fino ad attraversare i muri ed i solai circostanti.

Quando l’acqua riesce ad attraversare i muri e fuoriuscirne, causa il distacco degli intonaci, per via della dilatazione postuma, che avviene in sia negli elementi in argilla, che nei leganti misti.

Il dilavamento causa anche la pulizia degli elementi dai sali minerali presenti. In questa porzione della facciata, è avvenuto un pesante rigonfiamento del rivestimento che costituisce l’involucro dell’edificio, maggiormente visibile rispetto alle altre murature dell’edificio. La riprova di questa affermazione è riportata nella sezione diagnostica effettuata nel locale seminterrato posto sotto la cucina.

 

Parete esterna rivolta verso ovest nel cortile interno

Diagnosi umidità di risalita

 

La facciata del cortile interno rivolta ad ovest non presenta particolari danni causati dall’acqua, in tale zona viene raggiunto un buon equilibrio fra il calore che può essere assorbito dal sole, la ventilazione e il calore interno prodotto dal vano caldaia.

L’unico degrado degli intonaci esterni è localizzato in prossimità della fioriera a muro, in cui alloggia ora un vaso. Tuttavia, non è l’acqua che viene utilizzata per l’irrigazione del vaso a causare il danno, tantomeno la pioggia, ma la presenza del contatore dell’acqua posto in prossimità, all’interno dell’edificio. In quella zona il contatore viene raggiunto da più linee di condotta dell’acqua, di cui una al momento risulta danneggiata. La fuoriuscita di acqua poi canalizza attraverso le zone in cui i tubi sono stati murati, causando sia la bagnatura dei muri, che il rigonfiamento delle malte usate per il fissaggio, poiché la formazione di ruggine comporta un aumento del volume dei metalli.

Facciata esterna rivolta ad est

Diagnosi umidità di risalita

La facciata esterna rivolta ad est presenta un degrado negli intonaci, dalla quota posta all’intradosso del solaio di appoggio del piano terra, gli elementi che compongono la struttura della muratura possiedono umidità percentuale in volume di un 7% circa, come accennato in precedenza il volume massimo che questo tipo di elemento può contenere è del 12%, il quantitativo è troppo elevato per poter essere causato dall’acqua proveniente dal terreno, ed alle piogge di rimbalzo. Possiamo escludere inoltre una percentuale significativa dell’acqua piovana che si infiltra attraverso le cavità dell’intonaco, poiché essendo un intonaco a base di calce, la pioggia non può essere trattenuta e penetrare fino all’interno. Anche la forte esposizione solare impedisce l’assorbimento di acqua proveniente dal terreno, d’estate questa parete raggiunge facilmente la temperatura di circa 65/70° centigradi, per almeno 8 ore al giorno, per un periodo di almeno due mesi. Questa temperatura è sufficiente per arrestare ogni forma di assorbimento di acqua dal terreno, considerando anche la tessitura geologica di quest’ultimo, nonché la pendenza favorevole che ne facilita lo scolo in lontananza.

Altra manifestazione che testimonia la fuoriuscita di acqua dalla condotta interna è la presenza di un deposito calcareo, all’intradosso della quota del solaio interno, tale deposito calcareo indica la fuoriuscita di acqua con all’interno una significativa quantità di calcio. I depositi di calcare sono appunto possibili grazie all’accumulo continuo di calcio, il cui valore è di circa 200 mg/l nelle acque fornite dall’acquedotto locale.

Osservazioni riguardanti gli elementi interni

In seguito, saranno pubblicate le osservazioni e la diagnostica degli elementi interni suddivisi per zone, vengono descritti in seguito i fattori scatenanti il degrado e la motivazione dame raccolta. Va precisato che ogni patologia comporta un degrado differente a seconda del tipo di materiale e della sua reazione, anche in questo caso svolgono un ruolo chiave i fattori esterni come l’esposizione solare. Durante il sopralluogo non ho riscontrato la presenza di impermeabilizzazione esterna coerente in tutta la superficie, questo comporta un assorbimento regolare in tutte le facciate che può essere più o meno costante a seconda del calore di cui beneficia la determinata zona. Va inoltre precisato che in presenza di apparati componenti il riscaldamento dell’appartamento, si possono riscontrare maggiori degradi, causati da una evaporazione rapida dell’acqua presente.

Sempre considerando i fattori esterni e di fattori interni viene al momento esclusa una patologia che interessi tutte le murature, ma soltanto alcune di esse. Deve essere considerato che gli intonaci interni hanno una maggiore componente cementizia rispetto gli intonaci esterni; perciò, all’interno notiamo come sia minore il volume di materiale caduto dalle murature rispetto l’esterno, poiché intonaco cementizio risulta più resistente alla pressione generata dai sali in cristallizzazione.

diagnosi umidità di risalita perdita

1 l’angolo si trova fra il soggiorno ed il vano di accesso al bagno, in questa zona, sotto i pavimenti in prossimità della porta, sono presenti: le linea d’acqua che conduce acqua calda e fredda ai servizi e le linee che conducono acqua calda ai radiatori. Qui il degrado non ha raggiunto una altezza considerevole, poiché la muratura ha beneficiato del calore delle tubazioni, oltre al calore del radiatore presente sotto la finestra.

diagnosi umidità di risalita perdita

2 questo degrado è posto nel muro che separa il bagno con la scala di accesso alla cucina, la presenza di malta cementizia che fissa i corrugati all’interno della scatola elettrica ha prodotto nel tempo l’espulsione di sali solfati e nitrati che hanno causato il distacco della vernice. Importante è sottolineare la presenza di una doccia dalla parte opposta della muratura, i quali elementi superficiali non risultano coerenti come sarà mostrato in seguito.

diagnosi umidità di risalita perdita
diagnosi umidità di risalita perdita

3 in questa zona è stato effettuato un prelievo di polvere estratta dal mattone, per verificare la quantità di acqua presente all’interno della muratura.

diagnosi umidità di risalita perdita
diagnosi umidità di risalita perdita

4 la foto raffigura un travetto in acciaio a sostegno del solaio, posto all’intradosso della cucina. La zona risulta maggiormente degradata in prossimità del bagno e tende ad essere meno arrugginita allontanandosi dal muro che separa il bagno, a conferma di acqua che fuoriesce dalla muratura.

diagnosi umidità di risalita perdita

5 la muratura presente è quella che separa il bagno della cucina la foto è stata scattata nel seminterrato sottostante la cucina. In questa zona inoltre è stata riscontrata la presenza di acqua liquida in superficie, tale acqua proviene dall’interno del muro ed è ben visibile al riflesso.

diagnosi umidità di risalita perdita

6 analisi chimica dell’acqua ritrovata in superficie della muratura mostrata nella foto numero 5, tale acqua risulta essere di provenienza idraulica, poiché il quantitativo di clorina e alcalinità totale rispecchiano la quantità fornita dall’acquedotto locale. L’indagine ha mostrato anche quantità saline dovute al dilavamento causato da quest’acqua.

diagnosi umidità di risalita perdita

7 la foto raffigura l’esito del rilievo riguardante la quantità di acqua in volume, che è presente nella muratura posta sotto il solaio della cucina e che separa il bagno. Tale valore è del 9% in volume, considerando che il volume massimo di acqua che può contenere il mattone campionato è del 12%. La campionatura è stata effettuata a 30 cm sotto la quota del solaio che sostiene la cucina.

Igrometro al carburo, diagnosi umidità di risalita perdita

8 la foto raffigura l’esito del rilievo riguardante la quantità di acqua in volume è presente nella muratura posta sotto il solaio della cucina e che separa il bagno. Tale valore è del 8,5% in volume, considerando che il volume massimo di acqua che può contenere questo tipo di materiale è del 12%. La campionatura è stata effettuata a 60 cm sotto la quota del solaio che sostiene la cucina.

9 la foto raffigura l’esito del prelievo che è stato effettuato nella sala di entrata, come mostrato dalla foto numero 3. In questa zona il prelievo ha mostrato un valore del 4% in volume di acqua, tale muratura si trova più distante dal bagno ma si trova in prossimità del pozzetto di raccolta presente all’interno dell’edificio.

10 la foto mostra un’ispezione interna, effettuata nella cavità presente nel centro del coperchio di chiusura, sopra pozzetto per la raccolta dell’acqua. Questo pozzetto è stato installato internamente all’edificio, non è stata riscontrata alcuna impermeabilizzazione visibile all’interno del pozzo, ricordando che tale elemento non è a tenuta stagna, specifico che durante l’operazione di ispezione è stata estratta anche una piccola parte dell’acqua presente all’interno.

11 la foto mostra l’interno della doccia, in questa foto sono ben visibili distacchi dello stucco fra le mattonelle, e l’assenza di sigillante elastomerico, fra l’estradosso della doccia e le piastrelle poste in verticale a parete.

Conclusioni e sistemi correttivi

Per effettuare il risanamento, sia interno che esterno dell’edificio, si dovrà innanzitutto provvedere alla sostituzione del contatore dell’acqua consumata, indispensabile anche per poter dedurre in futuro la presenza di eventuali perdite di acqua in pressione.

Contestualmente deve essere sostituito il coperchio di sigillo, sopra il pozzetto di raccolta d’acqua, posto nel vano di ingresso. Dovrà essere installato un coperchio facilmente asportabile, oltre a questo dovrà essere effettuata una video ispezione interna, sia del tubo che conduce acqua all’interno del pozzetto, che del tubo che provvede allo scolo dell’acqua, al fine di garantirne la tenuta, ed evitare che altra acqua possa fuoriuscire da tubazioni o dal pozzetto, per poi inumidire le superfici circostanti. Questa operazione può essere realizzata da un idraulico munito di strumento per video ispezione.

L’interno del pozzetto dovrà essere pulito ed impermeabilizzato, mediante cemento osmotico applicato a pennello, in tutte le pareti e nella base, se necessario, prima di effettuare l’impermeabilizzazione interna del pozzetto dovranno essere chiuse crepe e cavità in caso di riscontro, se invece il pozzetto risulterà molto danneggiato si dovrà provvedere alla sostituzione.

Tutti gli elementi interni di trasporto d’acqua dovranno essere a tenuta stagna. Dopo aver realizzato queste operazioni si potrà procedere con la soluzione alla perdita riscontrata in bagno, è preferibile sostituire completamente l’impianto d’acqua, poiché è stato realizzato con tubazioni in ferro, le quali hanno già arrestato un fenomeno di degrado esteso. Le parti visibili dell’impianto risultano arrugginite, provando che la perdita sia presente da ormai parecchio tempo all’interno dell’appartamento.

Oltre a questo, anche gli elementi esterni di rifinitura del bagno risultano degradati, come le sigillature della doccia o i manicotti che collegano lavandino e bidet alle tubazioni di scarico incassate. Poter sostituire completamente l’impianto del bagno consentirebbe anche di asciugare le murature ed il solaio di appoggio, nonché di ispezionare tutti gli elementi in ferro a sostegno, come nel caso dei travetti sottostanti la cucina.

Si dovrà poi procedere ad una sigillatura corretta degli elementi che compongono ora la doccia, applicando un’impermeabilizzazione sotto piastrella in parete, avendo cura di garantire una tenuta all’acqua anche nell’angolo di giunzione fra il piatto doccia e del rivestimento ceramico.

Gli intonaci interni ed esterni potranno essere manutentati soltanto dopo aver organizzato la messa a norma del pozzetto interno e la ricostruzione del bagno. Dopo aver realizzato queste opere si potranno rimuovere gli intonaci interni ed esterni dove ammalorati, attendendo le tempistiche necessarie per l’asciugatura e ricostruendo gli intonaci con xxxxxxxxxx, senza dare per scontato che altri prodotti forniti da altre aziende abbiano la stessa efficacia.

Le tinteggiature esterne potranno essere realizzate utilizzando xxxxxxxxxxxxx. Gli intonaci interni una volta ultimati potranno essere tinteggiati con xxxxxxxxxx se il colore richiesto sarà il bianco, mentre se le pareti dovranno essere colorate diversamente, si dovrà utilizzare una vernice xxxxxxxxxxx. Sono fortemente sconsigliate tutte le altre tipologie di vernici, suggerisco nel dubbio di contattarmi.

 

Contatti:

telefono cellulare 339 3019199

email info@dsdeumidificazioni.it

 

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