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Cos’è la muffa?

Come si forma la muffa sui muri, quali condizioni ne favoriscono lo sviluppo e perché è importante individuarne la causa

Cos’è la muffa?

Capire cos’è la muffa sui muri è il primo passo per interpretare correttamente il fenomeno. La muffa è una forma di proliferazione fungina che può svilupparsi sulle superfici quando trova condizioni ambientali favorevoli, in particolare disponibilità di umidità, temperatura compatibile e presenza di sostanze utilizzabili come nutrimento.

Negli edifici può comparire sulle pitture, sugli intonaci, sulle fughe, sul legno, sui rivestimenti e su numerosi altri materiali. La sua presenza non permette però, da sola, di stabilire quale sia la causa dell’umidità che ne ha consentito lo sviluppo.

Le spore fungine sono normalmente presenti nell’ambiente e possono depositarsi sulle superfici senza necessariamente generare una colonizzazione. Il problema si manifesta quando le condizioni locali permettono alle spore di germinare e al micelio di svilupparsi.

Per questo motivo la muffa visibile dovrebbe essere considerata prima di tutto come la manifestazione di determinate condizioni ambientali o superficiali, e non come la spiegazione della causa che le ha prodotte.

Dove si forma più frequentemente la muffa negli edifici?

Negli ambienti interni la muffa compare frequentemente sulle superfici più fredde o scarsamente ventilate: angoli delle stanze, ponti termici, pareti perimetrali, zone dietro mobili e armadi, contorni dei serramenti e locali nei quali viene prodotto molto vapore.

La probabilità di formazione aumenta quando l’umidità relativa dell’aria è elevata e la temperatura superficiale della parete diminuisce. In queste condizioni, anche una muratura che non presenta quantità significative di acqua al proprio interno può offrire superficialmente condizioni sufficienti alla proliferazione biologica.

Per questo motivo trovare muffa su una parete non significa automaticamente che il muro sia interessato da un’infiltrazione o da umidità proveniente dal terreno.

Ventilazione, temperatura, utilizzo degli ambienti, ponti termici, caratteristiche delle finiture e comportamento termoigrometrico dell’edificio devono essere valutati insieme prima di attribuire una causa al fenomeno.

In molti ambienti la proliferazione è collegata alla condensazione superficiale e alle condizioni termoigrometriche interne; per questo è importante comprendere anche quando le muffe da condensa dipendono dal comportamento abitativo.

Immagine al microscopio con visibile presenza di muffa di più ceppi sulle pareti interne di un ambiente.

Quali sono le cause della muffa sui muri?

Non esiste una sola causa della muffa. La proliferazione biologica dipende dalle condizioni che si creano sulla superficie e queste possono essere determinate da fenomeni differenti.

Condensa superficiale, ponti termici, ventilazione insufficiente, elevata produzione di vapore, riscaldamento discontinuo, superfici particolarmente fredde, presenza di arredi molto vicini alle pareti e alcune infiltrazioni possono creare condizioni favorevoli allo sviluppo biologico.

È quindi importante distinguere la presenza della muffa dalla causa che ha prodotto l’umidità necessaria alla sua proliferazione.

Anche l’aspetto visivo può essere ingannevole. Macchie scure, alterazioni cromatiche o depositi superficiali non permettono sempre di stabilire con certezza se si tratti effettivamente di muffa, alghe, batteri, sali o della sovrapposizione di fenomeni differenti.

Nei casi dubbi l’osservazione può quindi essere integrata con analisi microscopiche, verifiche della superficie e, quando necessario, indagini specifiche sulla muratura e sulle condizioni ambientali.

Un errore frequente consiste nel confondere la presenza di muffa con l’umidità proveniente dal terreno: per approfondire questa distinzione è utile comprendere perché muffa e umidità di risalita non sono la stessa cosa.

La muffa in casa: perché compare sulle pareti?

La presenza di muffa all’interno di un’abitazione indica che, almeno localmente e per un determinato periodo di tempo, si sono create condizioni favorevoli alla proliferazione fungina. Questo dato è importante, ma non identifica automaticamente la causa del problema.

Due ambienti apparentemente simili possono infatti sviluppare muffe per ragioni differenti. In un caso può essere determinante una superficie fredda in corrispondenza di un ponte termico; in un altro l’elevata produzione di vapore associata a una ventilazione insufficiente; in altri ancora possono essere presenti infiltrazioni, perdite o fenomeni che mantengono umida la muratura.

Anche la distribuzione delle macchie fornisce informazioni utili. Una proliferazione concentrata negli angoli, dietro gli arredi o in corrispondenza di elementi strutturali può avere un significato diverso rispetto a un degrado localizzato vicino a una tubazione, a un serramento o in una porzione precisa della parete.

Per questo motivo l’osservazione della muffa dovrebbe essere inserita nell’analisi complessiva dell’edificio. Temperatura e umidità dell’ambiente, temperature superficiali, caratteristiche costruttive, ventilazione, esposizione delle pareti e presenza di eventuali apporti d’acqua devono essere correlati prima di stabilire la causa.

Muffa negli ambienti interni e qualità dell’aria

La presenza estesa di proliferazioni fungine all’interno degli ambienti non dovrebbe essere considerata soltanto un problema estetico. Muffe e spore possono contribuire al peggioramento della qualità dell’aria interna e la loro presenza rende opportuno individuare e correggere le condizioni che ne favoriscono lo sviluppo.

Dal punto di vista dell’edificio, tuttavia, il problema fondamentale rimane comprendere perché una determinata superficie abbia raggiunto condizioni favorevoli alla proliferazione biologica.

Limitarsi a pulire la macchia o applicare un prodotto antimuffa può eliminare temporaneamente ciò che è visibile, ma non necessariamente modifica le condizioni termoigrometriche o l’eventuale apporto d’acqua che hanno prodotto il fenomeno.

Se la causa permane, la proliferazione può quindi ripresentarsi.

Muffa, sali e umidità di risalita non sono la stessa cosa

La presenza di macchie o alterazioni nella parte bassa di una parete viene frequentemente attribuita all’umidità di risalita. Tuttavia, posizione e aspetto del degrado non sono sufficienti per formulare questa diagnosi.

Efflorescenze saline, cristallizzazioni, distacchi delle pitture, alterazioni degli intonaci e proliferazioni biologiche sono fenomeni differenti e possono anche essere presenti contemporaneamente sulla stessa muratura.

La muffa è una proliferazione biologica. I sali sono invece composti presenti o trasportati all’interno dei materiali che possono cristallizzare o assorbire umidità in funzione delle condizioni ambientali. L’umidità presente nella muratura, infine, può provenire da sorgenti differenti.

Per questo motivo espressioni come “muffa da risalita” possono risultare fuorvianti se utilizzate come diagnosi. La presenza della muffa non dimostra infatti che l’acqua provenga dal terreno e, allo stesso modo, una parete deteriorata nella fascia inferiore non dimostra automaticamente l’esistenza di risalita capillare.

La corretta interpretazione richiede di distinguere ciò che osserviamo dalla causa che lo ha prodotto.

Perché eliminare la muffa senza individuarne la causa può non bastare

La rimozione della proliferazione visibile rappresenta un intervento sulla conseguenza del fenomeno. Può essere necessaria per ripristinare la superficie, ma non permette da sola di stabilire se il problema sia stato risolto.

Se una parete continua a raggiungere condizioni favorevoli alla crescita fungina, la muffa può ricomparire anche dopo la pulizia, la disinfezione o la tinteggiatura.

Prima di scegliere l’intervento è quindi necessario comprendere quale meccanismo abbia prodotto quelle condizioni. In alcuni casi sarà necessario intervenire sulla ventilazione o sulla gestione termoigrometrica dell’ambiente; in altri sui ponti termici o sulle caratteristiche della superficie; in presenza di apporti d’acqua sarà invece necessario individuarne origine e percorso.

La soluzione dovrebbe quindi essere conseguenza della diagnosi e non il contrario.

Quando è necessaria una diagnosi tecnica?

Quando la muffa si ripresenta dopo gli interventi, interessa zone estese, compare insieme ad altri fenomeni di degrado oppure non presenta una causa immediatamente riconoscibile, può essere necessario approfondire l’origine del problema attraverso una diagnosi tecnica.

L’obiettivo non è semplicemente misurare se una parete sia più o meno umida. Occorre correlare la distribuzione del fenomeno con le caratteristiche dell’edificio e, quando necessario, con misure termoigrometriche, temperature superficiali, verifiche della muratura, presenza di sali, possibili infiltrazioni e altri elementi utili.

Un singolo strumento non identifica automaticamente la causa. È l’interpretazione complessiva dei dati, insieme all’osservazione dell’edificio e alla ricostruzione del fenomeno, che permette di distinguere tra ipotesi differenti.

La domanda da porsi non dovrebbe quindi essere soltanto “come elimino questa muffa?”, ma prima ancora “perché si è formata proprio qui?”.

Quando la causa non è evidente, la semplice osservazione delle macchie non è sufficiente: occorre comprendere come si esegue una diagnosi dell’umidità nei muri e correlare i diversi dati raccolti.

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Domande più frequenti

Cos’è la muffa sui muri?

La muffa è una proliferazione fungina che può svilupparsi sulle superfici quando trova condizioni favorevoli di umidità, temperatura e disponibilità di sostanze utilizzabili come nutrimento. La sua presenza indica quindi l’esistenza di condizioni favorevoli alla crescita biologica, ma non identifica automaticamente la causa dell’umidità.

Perché si forma la muffa sulle pareti?

La muffa può svilupparsi per cause differenti. Condensa superficiale, ponti termici, elevata umidità ambientale, ventilazione insufficiente, superfici fredde e alcuni apporti d’acqua possono creare condizioni favorevoli alla proliferazione. Per individuare la causa occorre valutare il comportamento dell’ambiente e dell’edificio.

La muffa significa che il muro è umido?

Non necessariamente. Una superficie può raggiungere condizioni favorevoli alla proliferazione fungina anche senza che la muratura presenti un contenuto d’acqua elevato al proprio interno. Per questo la presenza di muffa non dimostra, da sola, l’esistenza di un’infiltrazione o di umidità proveniente dal terreno.

La muffa nella parte bassa del muro è umidità di risalita?

No, la posizione della muffa non è sufficiente per diagnosticare l’umidità di risalita. Muffe, sali, distacchi delle pitture e degrado degli intonaci sono fenomeni differenti. Per stabilire l’origine dell’umidità è necessario individuare il meccanismo che ha prodotto il degrado.

Perché la muffa ritorna dopo averla eliminata?

Se vengono rimosse solamente le colonizzazioni visibili senza modificare le condizioni che ne hanno consentito lo sviluppo, la muffa può ricomparire. È quindi necessario distinguere la bonifica della superficie dalla correzione della causa che mantiene condizioni favorevoli alla proliferazione.

Quando è necessaria una diagnosi tecnica della muffa?

È opportuno approfondire il problema quando la muffa è ricorrente, interessa superfici estese, compare insieme ad altri fenomeni di degrado oppure quando la causa non è chiaramente identificabile. La diagnosi serve a distinguere tra condizioni termoigrometriche, ponti termici, infiltrazioni, presenza di acqua nella muratura e altri fenomeni possibili.

Daniele Stevoli

Lo specialista dell'umidità di risalita Benvenuto, in questo sito troverai le mie soluzioni ai problemi di umidità e non della pubblicità ai prodotti, non sono legato ad alcun tipo azienda fornitrice e non lo sarò mai, solo così posso permettermi di dire TUTTA la verità e FARE sempre il lavoro nel migliore dei modi.

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