Diagnosi dell'umidità

Perché gli igrometri sbagliano in presenza di sali nelle murature

Il problema delle misurazioni nelle murature contaminate

La misurazione dell’umidità nelle murature è uno dei passaggi più delicati nella diagnosi edilizia. In presenza di sali, molti strumenti comunemente utilizzati restituiscono valori che non rappresentano il reale contenuto d’acqua del materiale.

Questo porta a diagnosi errate e, di conseguenza, a interventi inefficaci o addirittura dannosi.Per interpretare correttamente queste misurazioni è quindi necessario conoscere anche il comportamento dei sali nelle murature, perché la loro presenza può modificare le caratteristiche elettriche del materiale e rendere più complessa la distinzione tra un’elevata risposta strumentale e un effettivo contenuto d’acqua.

Come funzionano realmente gli igrometri

La maggior parte degli igrometri utilizzati in cantiere non misura direttamente l’acqua contenuta nella muratura. Gli strumenti capacitivi e a microonde rilevano variazioni della costante dielettrica del materiale. Questa grandezza fisica è influenzata non solo dalla presenza di acqua, ma anche dalla presenza di sali disciolti.

Di conseguenza, un aumento della conducibilità elettrica può essere interpretato come un aumento dell’umidità, anche quando non lo è. verifiche specifiche. La diagnosi dei sali nelle murature consente di aggiungere informazioni sulla natura della contaminazione e di interpretare con maggiore cautela valori che, considerati isolatamente, potrebbero essere attribuiti esclusivamente alla presenza di acqua.

Perché due murature con la stessa quantità d’acqua possono fornire valori completamente diversi

Uno degli aspetti meno conosciuti riguarda il fatto che gli strumenti non reagiscono esclusivamente alla quantità d’acqua presente nella muratura. Il loro comportamento dipende anche dalle caratteristiche del materiale, dalla presenza di sali, dalla porosità, dalla stratigrafia e dalla conducibilità elettrica del supporto.

Questo significa che due murature contenenti la stessa quantità reale d’acqua possono produrre letture molto differenti. Allo stesso modo, una muratura relativamente asciutta ma fortemente contaminata da sali può restituire valori superiori rispetto a un’altra realmente più umida ma priva di contaminazioni.

È proprio questa una delle ragioni per cui considero pericoloso utilizzare il valore mostrato dallo strumento come se rappresentasse una misura assoluta. Il numero visualizzato costituisce un’informazione utile, ma deve sempre essere interpretato alla luce delle caratteristiche della muratura che si sta analizzando.

Il ruolo dei sali nella conducibilità

igrometro muro valore alto sali

I sali disciolti in acqua si dissociano in ioni, aumentando la conducibilità elettrica del materiale. Questo fenomeno altera le letture degli strumenti, portando a valori molto elevati anche in condizioni di umidità reale limitata. In presenza di nitrati o cloruri, questo effetto può essere particolarmente evidente.

L’errore non nasce dallo strumento, ma dalla sua interpretazione

Spesso si sente affermare che gli igrometri non funzionano oppure che siano strumenti inutili. Personalmente non condivido questa conclusione. Ogni strumento è stato progettato per rilevare una determinata grandezza fisica. Il problema nasce quando il dato viene interpretato come se misurasse direttamente il contenuto d’acqua della muratura.

L’igrometro non “sbaglia”. È il tecnico che deve conoscere quali fenomeni possano alterarne la risposta e quali limiti debbano essere considerati durante la diagnosi. Per questo motivo ritengo che nessuna misura possa essere letta isolatamente. Ogni valore dovrebbe essere confrontato con il comportamento dell’edificio, con le analisi chimiche, con la distribuzione del degrado e con tutti gli altri elementi raccolti durante il sopralluogo.

Umidità reale e umidità apparente— È fondamentale distinguere tra contenuto reale d’acqua e umidità apparente. In molti casi si osservano murature con valori strumentali elevati, ma con contenuti d’acqua relativamente bassi. Questo accade perché i sali igroscopici trattengono umidità e alterano le misurazioni.

Il risultato è una percezione falsata dello stato della muratura. Un igrometro rimane quindi uno strumento utile, purché il valore rilevato non venga trasformato automaticamente in una diagnosi. Nella diagnosi dell’umidità negli edifici le misurazioni vengono confrontate con osservazioni, caratteristiche dei materiali, analisi dei sali e altre verifiche, in modo che sia l’insieme dei dati a orientare l’interpretazione.

Esempi operativi

In diversi casi di cantiere si riscontrano valori molto elevati su strumenti capacitivi, mentre le analisi dirette mostrano contenuti d’acqua limitati.

Al contrario, in presenza di sali igroscopici e acqua reale significativa, i valori possono risultare coerenti ma comunque amplificati rispetto alla realtà.

Questo dimostra che la lettura strumentale deve sempre essere interpretata.

Nella foto qui sotto un esempio di informazione non corretta agli utenti

È rappresentata una campagna pubblicitaria in cui viene dichiarata la possibilità di misurare e verificare l’umidità nelle murature tramite termocamera e comuni igrometri. Tale affermazione è tecnicamente errata. La termografia, infatti, rileva esclusivamente differenze di temperatura superficiale e non consente una quantificazione diretta del contenuto d’acqua nei materiali. Allo stesso modo, molti igrometri di uso comune (soprattutto capacitivi o a contatto) possono restituire dati fortemente falsati in presenza di sali igroscopici, conducibilità elevata o disomogeneità della muratura.

Queste metodologie, se utilizzate come strumenti unici di diagnosi, portano a valutazioni fuorvianti e a conclusioni non attendibili. Una corretta analisi dell’umidità richiede invece misurazioni dirette e metodi quantitativi, supportati da indagini chimiche e verifiche stratigrafiche.

Perché utilizzo comunque gli igrometri durante le diagnosi

Questa è una domanda che mi viene rivolta molto spesso. Se gli igrometri possono essere influenzati dai sali, perché continuo a utilizzarli?

La risposta è semplice. Perché non li utilizzo per misurare direttamente l’umidità, ma come strumenti di confronto.

Durante una diagnosi eseguo numerose misurazioni in punti differenti dell’edificio. Non mi interessa soltanto il valore assoluto, ma soprattutto come questo varia passando da una muratura all’altra, da una quota all’altra oppure confrontando superfici interne ed esterne.

Quando queste informazioni vengono interpretate insieme alle analisi chimiche e agli altri rilievi, diventano estremamente utili per comprendere il comportamento della costruzione. Lo strumento, quindi, non sostituisce la diagnosi, ma contribuisce a costruirla.

Strumenti più affidabili

Per ottenere dati attendibili è necessario utilizzare strumenti che misurano direttamente l’acqua.

L’igrometro al carburo di calcio consente di determinare il contenuto d’acqua in volume. Le analisi di laboratorio permettono di identificare la presenza e la concentrazione dei sali.

Questi metodi riducono il rischio di errore interpretativo.

Il ruolo della diagnosi integrata

Nessuno strumento è sufficiente da solo. La diagnosi deve integrare:

  1. misurazioni
  2. osservazione visiva
  3. analisi del comportamento dei sali
  4. conoscenza della storia dell’edificio

Per comprendere come impostare una diagnosi completa è utile consultare la guida tecnica sull’analisi dell’umidità nelle murature.  Solo questo approccio consente di ottenere risultati affidabili.

Errori più frequenti

strumento igrometro errore sali

L’errore più comune è considerare i valori degli strumenti come dati assoluti. In presenza di sali, questo approccio porta a sovrastimare l’umidità e a intervenire in modo non corretto. Un altro errore frequente è non considerare l’effetto dell’igroscopicità, che mantiene la muratura apparentemente umida anche in assenza di apporti d’acqua significativi.

Una misura non dovrebbe mai sostituire il ragionamento diagnostico

Negli ultimi anni la disponibilità di strumenti sempre più sofisticati ha portato molte persone a credere che una diagnosi possa essere eseguita semplicemente leggendo un display.

In realtà accade esattamente il contrario. Più aumenta il numero delle informazioni raccolte e maggiore diventa la necessità di interpretarle correttamente. Un valore elevato può dipendere da acqua libera, da sali igroscopici, dalla tipologia della muratura, dalla presenza di materiali metallici o da numerosi altri fattori che lo strumento, da solo, non è in grado di distinguere.

È proprio questa la differenza tra effettuare una misurazione ed eseguire una diagnosi. La misurazione produce un dato. La diagnosi cerca di comprenderne il significato.

Implicazioni operative

Una diagnosi errata porta a interventi inefficaci. Se si interpreta una muratura contaminata da sali come semplicemente umida, si rischia di applicare soluzioni che non risolvono il problema o lo aggravano. Per questo motivo, la presenza di sali deve essere sempre considerata nella fase diagnostica. Quando la presenza dei sali è associata a umidità, infiltrazioni o degrado degli intonaci, è utile eseguire una valutazione diagnostica della muratura prima di scegliere un intervento.

Preventivo consulenza diagnostica dell’umidità

Domande più frequenti

Gli igrometri sono inutili in presenza di sali?

No, ma i dati devono essere interpretati correttamente.

È possibile misurare l’umidità reale?

Sì, utilizzando metodi diretti come il carburo di calcio.

I sali possono falsare completamente le misurazioni?

Sì, soprattutto in presenza di alte concentrazioni.

Daniele Stevoli

Patologo e consulente edile specializzato nell’analisi delle cause di degrado delle costruzioni correlate ai fenomeni di umidità, infiltrazioni, condensazioni e danni post-evento. Opero con un approccio tecnico-diagnostico strutturato, fondato su indagini strumentali, misurazioni oggettive, analisi chimiche e lettura stratigrafica delle murature, finalizzate all’individuazione certa delle cause e alla distinzione tra sintomi e origine del problema. L’attività si basa su un’esperienza maturata su centinaia di casi reali, con particolare attenzione ai meccanismi fisico-chimici che regolano il comportamento igrometrico dei materiali, inclusi i fenomeni di trasporto dei sali, le interazioni con le finiture e le alterazioni indotte da interventi non corretti. Affianco alla diagnosi una competenza avanzata nella progettazione degli interventi di risanamento, sviluppando soluzioni tecniche coerenti con il quadro patologico rilevato. Fornisco indicazioni operative estremamente dettagliate per l’esecuzione in cantiere, definendo materiali, cicli applicativi e modalità di intervento, con l’obiettivo di garantire efficacia, durabilità e controllo del risultato. Mi occupo inoltre della gestione degli effetti secondari dell’umidità, tra cui cristallizzazione salina, degrado degli intonaci e contaminazioni biologiche, attraverso protocolli di trattamento verificabili e basati su criteri tecnici. Eseguo consulenze tecniche e perizie specialistiche rivolte a privati, imprese e professionisti, con approccio indipendente e orientato alla risoluzione concreta del problema. L’obiettivo è fornire diagnosi affidabili e indicazioni chiare, evitando interventi inefficaci e ottimizzando le risorse economiche del committente.

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