<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Soluzioni all&#8217;umidità di risalita &#8211; Daniele Stevoli</title>
	<atom:link href="https://www.dsdeumidificazioni.it/category/soluzioni-allumidita-di-risalita/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.dsdeumidificazioni.it</link>
	<description>Lo specialista dell&#039;umidità di risalita Ferrara, Ravenna, Rovigo, Mantova,  Bologna e Modena.</description>
	<lastBuildDate>Sun, 23 Aug 2026 22:49:17 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1.2</generator>

<image>
	<url>https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/cropped-favicon-deumidificazioni-32x32.png</url>
	<title>Soluzioni all&#8217;umidità di risalita &#8211; Daniele Stevoli</title>
	<link>https://www.dsdeumidificazioni.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Intonaco deumidificante o antisale: cosa significano davvero questi termini e quali differenze esistono</title>
		<link>https://www.dsdeumidificazioni.it/intonaco-deumidificante-o-antisale/</link>
					<comments>https://www.dsdeumidificazioni.it/intonaco-deumidificante-o-antisale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Stevoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 19:40:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Soluzioni all'umidità di risalita]]></category>
		<category><![CDATA[intonaci antisale]]></category>
		<category><![CDATA[intonaci deumidificanti]]></category>
		<category><![CDATA[intonaco antisale]]></category>
		<category><![CDATA[intonaco deumidificante]]></category>
		<category><![CDATA[intonaco macroporoso]]></category>
		<category><![CDATA[risanamento intonaci]]></category>
		<category><![CDATA[sali nelle murature]]></category>
		<category><![CDATA[umidità muri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.dsdeumidificazioni.it/?p=1195</guid>

					<description><![CDATA[<p>Che spessore di intonaco deumidificante devo realizzare?<br />
Mi si è scrostato l'intonaco alla base del muro, cosa posso fare?<br />
Puoi utilizzare intonaco deumidificante se:<br />
Meglio non utilizzare intonaco deumidificante se:</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dsdeumidificazioni.it/intonaco-deumidificante-o-antisale/">Intonaco deumidificante o antisale: cosa significano davvero questi termini e quali differenze esistono</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dsdeumidificazioni.it">Daniele Stevoli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-section-id="zgn28d" data-start="641" data-end="718">Nel linguaggio commerciale, l’espressione “intonaco deumidificante o antisale” viene spesso utilizzata insieme a termini come “intonaco macroporoso”, come se indicassero lo stesso tipo di prodotto. In realtà questa equivalenza è imprecisa e genera notevole confusione tra committenti, imprese e talvolta anche tra operatori del settore.</p>
<p data-start="1052" data-end="1327">Il termine “deumidificante” ha una forte efficacia commerciale perché suggerisce l’idea di un prodotto capace di asciugare i muri. Dal punto di vista tecnico, tuttavia, nessun intonaco elimina autonomamente l’umidità presente in una muratura o risolve la causa che la genera.</p>
<p data-start="1329" data-end="1542">Per questo motivo è più corretto considerare molti di questi sistemi come intonaci progettati per resistere meglio alla presenza di sali e umidità residua, non come materiali capaci di “deumidificare” la muratura.</p>
<p data-start="1329" data-end="1542">Nessun intonaco può essere considerato universalmente corretto. La sua efficacia dipende sempre dal fenomeno che deve affrontare e dalle caratteristiche della muratura. Questo principio è approfondito nell&#8217;articolo <a href="https://www.dsdeumidificazioni.it/tecnologia-funziona-scelta-sbagliata/"><strong data-start="613" data-end="686">Perché una tecnologia che funziona bene può essere comunque sbagliata</strong></a>, nel quale spiego perché la scelta del materiale deve derivare dalla diagnosi e non dal nome commerciale del prodotto.</p>
<p data-start="1329" data-end="1542">Per comprendere correttamente il significato di questi termini è utile partire dal funzionamento reale dell’<a href="https://www.dsdeumidificazioni.it/intonaco-macroporoso/">intonaco macroporoso</a>, spesso impropriamente assimilato a tali sistemi.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-1319 size-large" style="font-weight: bold; background-color: transparent; color: #767676;" title="Degrado da contaminazione salina in intonaco" src="https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2018/11/20170128_150716-1024x601.jpg" alt="intonaco deumidificante umidità di risalita" width="1024" height="601" srcset="https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2018/11/20170128_150716-1024x601.jpg 1024w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2018/11/20170128_150716-300x176.jpg 300w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2018/11/20170128_150716-768x451.jpg 768w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2018/11/20170128_150716-357x210.jpg 357w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<h2 data-section-id="1a00a4k" data-start="1544" data-end="1594">Cosa si intende realmente per intonaco antisale?</h2>
<p data-start="1596" data-end="1783">Con il termine antisale si identifica generalmente uno strato o un sistema di intonacatura progettato per tollerare meglio la presenza di contaminazioni saline all’interno delle murature.</p>
<p data-start="1785" data-end="2008">La funzione reale di questi materiali non è bloccare definitivamente i sali né eliminarli dal muro, ma resistere più efficacemente agli effetti distruttivi della cristallizzazione salina rispetto a un intonaco tradizionale.</p>
<p data-start="2010" data-end="2188">La loro efficacia dipende quindi dalla corretta compatibilità con il supporto, dal livello di contaminazione presente e soprattutto dalla preparazione preliminare della muratura.</p>
<p data-start="2010" data-end="2188">La presenza di sali non serve soltanto a spiegare il degrado dell&#8217;intonaco. Può fornire indicazioni preziose sulla storia dell&#8217;edificio e sugli eventi che hanno interessato la muratura nel tempo. Ho approfondito questo approccio nell&#8217;articolo <a href="https://www.dsdeumidificazioni.it/i-sali-raccontano-la-storia-degli-edifici/"><strong data-start="3154" data-end="3199">I sali raccontano la storia degli edifici</strong>.</a></p>
<h2 data-section-id="1xaykak" data-start="2190" data-end="2245">Perché chiamarlo “deumidificante” è spesso improprio</h2>
<p data-start="2247" data-end="2402">Definire un intonaco “deumidificante” può risultare fuorviante, perché induce a credere che il materiale sia in grado di asciugare attivamente la muratura.</p>
<p data-start="2404" data-end="2708">In realtà nessun intonaco possiede la capacità di rimuovere autonomamente l’acqua presente in una parete se permane la causa che la alimenta. Se sono presenti infiltrazioni, imbibizione da controterra, apporti laterali o altre forme di umidità continua, nessun intonaco può risolvere il problema da solo.</p>
<p data-start="2710" data-end="2884">L’intonaco può eventualmente tollerare meglio il degrado o gestire in modo più efficace la diffusione del vapore, ma non sostituisce mai la correzione della causa patologica.</p>
<figure id="attachment_1196" aria-describedby="caption-attachment-1196" style="width: 676px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="wp-image-1196" title="intonaci deumidificanti" src="https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2018/11/20170717_114140-1024x768.jpg" alt="intonaco deumidificante umidità di risalita" width="676" height="507" srcset="https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2018/11/20170717_114140-1024x768.jpg 1024w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2018/11/20170717_114140-300x225.jpg 300w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2018/11/20170717_114140-768x576.jpg 768w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2018/11/20170717_114140-86x64.jpg 86w" sizes="(max-width: 676px) 100vw, 676px" /><figcaption id="caption-attachment-1196" class="wp-caption-text">In questa foto da destra verso sinistra sono presenti i tre strati di intonaco deumidificante : 1) rinzaffo antisale  composto da malte microporose. 2) intonaco di spessore che serve per stabilizzare l&#8217;evaporazione e coibentare anche termicamente. 3) finitura, in questo caso ruvida ma con le odierne tecnologie si possono ottenere anche effetti liscio calibro 00, della stessa granulometria dello stucco per cartongesso.</figcaption></figure>
<h2 data-section-id="9dq4vo" data-start="2886" data-end="2945">Le certificazioni non bastano per garantire il risultato</h2>
<p data-start="2947" data-end="3205">Molti produttori presentano certificazioni di laboratorio per attestare le prestazioni dei propri intonaci deumidificanti o antisale. Sebbene tali dati abbiano utilità comparativa, non possono essere assunti come garanzia automatica di efficacia in cantiere.</p>
<p data-start="3207" data-end="3472">Le condizioni reali delle murature variano enormemente da edificio a edificio. Una parete può essere composta da materiali differenti, avere porosità molto variabili, contaminazioni saline eterogenee e livelli di umidità non confrontabili con quelli di laboratorio. Per questo motivo il dato certificato rappresenta soltanto un riferimento tecnico di partenza e non può sostituire la valutazione del caso specifico.</p>
<p data-start="3474" data-end="3623">Prima di scegliere un intonaco è necessario stabilire quale fenomeno stia realmente causando il degrado. La diagnosi rappresenta quindi il punto di partenza per ogni progetto di risanamento. Ho descritto questo percorso nell&#8217;articolo <a href="https://www.dsdeumidificazioni.it/come-si-svolge-una-diagnosi-delle-patologie-edilizie/"><strong data-start="1343" data-end="1443">Come si svolge una diagnosi delle patologie edilizie: dal sopralluogo al progetto di risanamento</strong></a>.</p>
<p data-start="3474" data-end="3623">Anche l&#8217;estensione della demolizione non dovrebbe essere decisa applicando regole fisse. L&#8217;altezza dell&#8217;intervento deve essere valutata sulla base del degrado reale della muratura. Questo tema è approfondito nell&#8217;articolo <a href="https://www.dsdeumidificazioni.it/demolizione-intonaco-fino-a-un-metro/"><strong data-start="2618" data-end="2685">Chi ha stabilito che l&#8217;intonaco si sostituisce fino a un metro?</strong>.</a></p>
<h2 data-section-id="1g60xyz" data-start="3625" data-end="3696">Il vero problema non è quasi mai l’intonaco, ma come viene applicato</h2>
<p data-start="3698" data-end="3876">Nella maggior parte dei casi di fallimento attribuiti agli intonaci deumidificanti, la causa reale non è il materiale ma la cattiva preparazione del supporto o la posa scorretta. Molti presunti fallimenti degli intonaci antisale derivano in realtà da <a href="https://www.dsdeumidificazioni.it/errori-posa-intonaci-deumidificanti-antisale/">errori esecutivi e non dal prodotto utilizzato</a>.</p>
<p data-start="3878" data-end="3910">Molti sistemi falliscono perché la muratura non viene bonificata prima della posa, i sali residui contaminano immediatamente il nuovo intonaco fresco, non vengono rispettati gli spessori massimi per passata, non vengono rispettate le temperature di applicazione, non si rispettano i tempi di maturazione tra uno strato e l’altro e non viene eliminata la causa dell’umidità.</p>
<p data-start="4264" data-end="4384">Quando questi aspetti vengono trascurati, anche il miglior materiale disponibile sul mercato può fallire prematuramente.</p>
<p><img decoding="async" class="intonaco deumidificante alignnone wp-image-1230 size-large" title="Intonaco antisale applicato su muratura storica" src="https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2018/11/20161214_090755-1024x443.jpg" alt="intonaco deumidificante umidità di risalita" width="1024" height="443" srcset="https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2018/11/20161214_090755-1024x443.jpg 1024w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2018/11/20161214_090755-300x130.jpg 300w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2018/11/20161214_090755-768x332.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<h2 data-section-id="3cro79" data-start="4386" data-end="4439">Il fenomeno del “cow effect” e cosa indica davvero</h2>
<p data-start="4441" data-end="4663">Un segnale molto frequente di contaminazione precoce dell’intonaco antisale è la comparsa di asciugature irregolari a macchie durante la fase di maturazione, con aree più chiare e più scure distribuite in modo disomogeneo.</p>
<p data-start="4665" data-end="4928">Questo fenomeno, spesso definito in gergo tecnico “cow effect” per l’aspetto maculato della superficie, indica generalmente che la muratura ha trasferito umidità e sali nel nuovo strato di intonaco prima che questo potesse completare correttamente la maturazione.</p>
<p data-start="4930" data-end="5094">Non si tratta quindi di un difetto estetico casuale, ma di un forte indicatore di preparazione insufficiente del supporto o di contaminazione residua ancora attiva.</p>
<p data-start="4930" data-end="5094"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-2526 size-large" title="Cow effect su intonaco deumidificante" src="https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2018/11/490383958_29927265050206016_7470912047784609867_n-1024x797.jpg" alt="Cow effect su intonaco deumidificante" width="1024" height="797" srcset="https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2018/11/490383958_29927265050206016_7470912047784609867_n-1024x797.jpg 1024w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2018/11/490383958_29927265050206016_7470912047784609867_n-300x233.jpg 300w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2018/11/490383958_29927265050206016_7470912047784609867_n-768x598.jpg 768w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2018/11/490383958_29927265050206016_7470912047784609867_n.jpg 1524w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<h2 data-section-id="1u5r9rm" data-start="5096" data-end="5155">Non esiste un intonaco antisale valido per ogni muratura</h2>
<p data-start="5157" data-end="5281">Uno degli errori più comuni consiste nel credere che un unico prodotto possa funzionare correttamente su qualsiasi edificio. Le murature italiane presentano una variabilità enorme in termini di materiali costitutivi, porosità, malte storiche, contaminazioni saline, condizioni ambientali e modalità di degrado.</p>
<p data-start="5470" data-end="5681">Pretendere che un unico intonaco possa offrire la stessa efficacia su una muratura in tufo, su un muro in mattoni pieni storici, su pietra calcarea, su granito o su laterizio moderno è tecnicamente irrealistico. Per questo motivo la scelta del sistema corretto richiede sempre valutazione tecnica preliminare e progettazione della stratigrafia.</p>
<p data-start="5470" data-end="5681">Molti interventi apparentemente falliti non dipendono dall&#8217;intonaco utilizzato, ma dal fatto che il materiale è stato applicato per risolvere una causa diversa da quella realmente presente. Questo aspetto è approfondito nell&#8217;articolo <a href="https://www.dsdeumidificazioni.it/perche-molti-interventi-contro-l-umidita-falliscono/"><strong data-start="1987" data-end="2089">Perché molti interventi contro l&#8217;umidità falliscono anche quando sono stati eseguiti correttamente</strong></a>.</p>
<figure id="attachment_1501" aria-describedby="caption-attachment-1501" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1501 size-large" title="Preparazione muratura prima di intonaco antisale" src="https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2018/11/CameraZOOM-20180216160846917-e1549792015839-1024x565.jpg" alt="intonaco deumidificante umidità di risalita" width="1024" height="565" srcset="https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2018/11/CameraZOOM-20180216160846917-e1549792015839-1024x565.jpg 1024w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2018/11/CameraZOOM-20180216160846917-e1549792015839-300x165.jpg 300w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2018/11/CameraZOOM-20180216160846917-e1549792015839-768x423.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-1501" class="wp-caption-text">Intonaco realizzato a casa mia, in alcuni casi non è necessario l&#8217;antisale se si da il tempo necessario al muro per asciugarsi.</figcaption></figure>
<h2 data-section-id="1qqvwka" data-start="5817" data-end="5889">La scelta dell’intonaco deve partire dalla diagnosi, non dal catalogo</h2>
<p data-start="5891" data-end="6032">Un intonaco antisale o deumidificante non dovrebbe mai essere scelto sulla base del solo nome commerciale o delle promesse di scheda tecnica.</p>
<p data-start="6034" data-end="6076">Prima della prescrizione occorre valutare la causa dell’umidità, la tipologia di contaminazione presente, la quantità di sali nella muratura, la stratigrafia esistente del supporto, la compatibilità con il contesto edilizio e le condizioni ambientali di esercizio.</p>
<p data-start="6311" data-end="6446">Solo dopo questa analisi è possibile stabilire se un sistema antisale sia realmente idoneo o se siano necessari altri approcci tecnici.</p>
<h2 data-section-id="7oo8b3" data-start="7485" data-end="7499">Conclusioni</h2>
<p data-start="7501" data-end="7632">Prima ancora di scegliere un intonaco è necessario imparare a interpretare ciò che la muratura sta comunicando attraverso il degrado, la distribuzione dei sali e il comportamento delle superfici. Questo metodo di osservazione è descritto nell&#8217;articolo <a href="https://www.dsdeumidificazioni.it/come-leggere-una-muratura/"><strong data-start="3654" data-end="3710">Come leggere una muratura come un consulente tecnico</strong>.</a></p>
<p data-start="7501" data-end="7632">L’intonaco deumidificante non è una soluzione miracolosa né un prodotto capace di eliminare autonomamente l’umidità dalle murature. Costituisce solo una delle famiglie di intervento oggi utilizzate per il r<a href="https://www.dsdeumidificazioni.it/rimedi-per-lumidita-di-risalita/">isanamento dei muri umidi.</a></p>
<p data-start="7634" data-end="7889">Nella maggior parte dei casi si tratta di sistemi progettati per offrire migliore resistenza alla presenza di sali e umidità residua, purché inseriti all’interno di una stratigrafia correttamente progettata e applicati su supporti adeguatamente preparati.</p>
<p data-start="7891" data-end="8033">Attribuire a questi materiali capacità che non possiedono porta spesso a errori di scelta, aspettative irrealistiche e fallimenti di cantiere. La scelta di un sistema antisale richiede sempre una preventiva <a href="https://www.dsdeumidificazioni.it/analisi-diagnostica-umidita-muri/">diagnosi della muratura e delle contaminazioni presenti.</a></p>
<p data-start="8035" data-end="8256">La reale efficacia di un sistema antisale dipende molto meno dal nome commerciale del prodotto e molto di più dalla diagnosi preliminare, dalla progettazione della stratigrafia e dalla corretta esecuzione dell’intervento.</p>
<p data-start="8258" data-end="8490">Per stabilire se un intonaco deumidificante o antisale sia realmente adatto al caso specifico è necessario analizzare la muratura, le contaminazioni presenti e le reali cause del degrado prima di scegliere il sistema di risanamento.</p>
<h2 data-section-id="1ce6y7i" data-start="6448" data-end="6472">Domande più frequenti</h2>
<h3 data-section-id="da6fk8" data-start="6474" data-end="6533">Intonaco deumidificante e antisale sono la stessa cosa?</h3>
<p data-start="6535" data-end="6758">Non esattamente. Nel mercato i termini vengono spesso usati come sinonimi, ma “deumidificante” è per lo più una definizione commerciale mentre “antisale” descrive meglio la reale funzione tecnica di molti di questi sistemi.</p>
<h3 data-section-id="13420jy" data-start="6760" data-end="6814">Un intonaco deumidificante asciuga davvero i muri?</h3>
<p data-start="6816" data-end="6912">No. Nessun intonaco asciuga autonomamente una muratura se permane la causa che genera l’umidità.</p>
<h3 data-section-id="1w8atmf" data-start="6914" data-end="6978">Se uso un buon antisale posso evitare di bonificare il muro?</h3>
<p data-start="6980" data-end="7115">No. Applicare un antisale su una muratura contaminata senza adeguata preparazione compromette spesso l’intervento fin dalle prime fasi.</p>
<h3 data-section-id="1pc0ef1" data-start="7117" data-end="7183">Perché un intonaco deumidificante può fallire dopo poco tempo?</h3>
<p data-start="7185" data-end="7301">Per diagnosi errata, supporto non bonificato, posa scorretta o scelta di un sistema non compatibile con la muratura.</p>
<h3 data-section-id="1enqmyc" data-start="7303" data-end="7349">Conta più la marca del prodotto o la posa?</h3>
<p data-start="7351" data-end="7483">Nella maggior parte dei casi conta molto di più la corretta diagnosi e la posa rispetto alla differenza tra prodotti di fascia alta.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dsdeumidificazioni.it/intonaco-deumidificante-o-antisale/">Intonaco deumidificante o antisale: cosa significano davvero questi termini e quali differenze esistono</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dsdeumidificazioni.it">Daniele Stevoli</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.dsdeumidificazioni.it/intonaco-deumidificante-o-antisale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Analisi diagnostica dell’umidità: individuare le cause reali del degrado edilizio</title>
		<link>https://www.dsdeumidificazioni.it/analisi-diagnostica-umidita-muri/</link>
					<comments>https://www.dsdeumidificazioni.it/analisi-diagnostica-umidita-muri/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Stevoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jan 2024 21:45:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Soluzioni all'umidità di risalita]]></category>
		<category><![CDATA[Analisi diagnostica dell'umidità]]></category>
		<category><![CDATA[diagnosi infiltrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[diagnosi umidità]]></category>
		<category><![CDATA[patologie edilizie]]></category>
		<category><![CDATA[umidità muri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.dsdeumidificazioni.it/?p=1765</guid>

					<description><![CDATA[<p>Perché l’analisi diagnostica dell’umidità viene prima dell’intervento? L’analisi diagnostica dell’umidità serve a individuare il meccanismo reale che provoca macchie, efflorescenze, degrado degli intonaci o presenza d’acqua nelle murature. L’umidità visibile non costituisce infatti una diagnosi: può dipendere da infiltrazioni, condensa, fenomeni igroscopici legati ai sali, perdite impiantistiche, problemi controterra, errori costruttivi o dalla contemporanea presenza &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dsdeumidificazioni.it/analisi-diagnostica-umidita-muri/">Analisi diagnostica dell’umidità: individuare le cause reali del degrado edilizio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dsdeumidificazioni.it">Daniele Stevoli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 data-start="1185" data-end="1261">Perché l’analisi diagnostica dell’umidità viene prima dell’intervento?</h2>
<p class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" data-start="1484" data-end="1656">L’analisi diagnostica dell’umidità serve a individuare il meccanismo reale che provoca macchie, efflorescenze, degrado degli intonaci o presenza d’acqua nelle murature.</p>
<p data-start="1661" data-end="1906">L’umidità visibile non costituisce infatti una diagnosi: può dipendere da infiltrazioni, condensa, fenomeni igroscopici legati ai sali, perdite impiantistiche, problemi controterra, errori costruttivi o dalla contemporanea presenza di più cause.</p>
<p data-start="1911" data-end="2130">Per questo motivo scegliere direttamente un trattamento senza aver prima ricostruito l’origine del fenomeno può portare a interventi inutili o parzialmente efficaci. La diagnosi deve precedere la scelta della soluzione.</p>
<p data-start="1911" data-end="2130">Uno degli errori più comuni consiste nel confondere fenomeni differenti: comprendere la <a href="https://www.dsdeumidificazioni.it/differenza-infiltrazione-risalita-muri/"><strong data-start="5173" data-end="5227">differenza tra infiltrazione e umidità di risalita</strong></a> è fondamentale prima di scegliere qualsiasi intervento.</p>
<h2 data-start="2331" data-end="2385">Cosa viene analizzato durante un analisi diagnostica dell’umidità?</h2>
<p data-start="2387" data-end="3039">Ogni indagine viene strutturata in funzione delle caratteristiche specifiche del fabbricato, della sua tipologia costruttiva e dei fenomeni osservati. L’attività non consiste in un semplice sopralluogo visivo, ma in una procedura tecnico-diagnostica articolata che può comprendere rilievi igrometrici strumentali mediante igrometro al carburo di calcio, termobilancia e strumentazioni certificate di confronto, analisi chimiche e materiche dei supporti, verifiche termografiche mediante operatori specializzati, studio delle stratigrafie murarie e delle pavimentazioni, ispezioni endoscopiche interne e analisi delle contaminazioni biologiche e saline.</p>
<p data-start="3041" data-end="3476">Particolare attenzione viene riservata all’analisi del contesto esterno e delle pendenze del territorio, elemento spesso trascurato ma frequentemente determinante nell’origine di infiltrazioni e fenomeni di accumulo idrico a ridosso delle strutture. L’interpretazione del comportamento dell’edificio non viene limitata alla sola porzione degradata, ma estesa all’intero sistema costruttivo e al suo rapporto con l’ambiente circostante.</p>
<p data-start="3478" data-end="3818">Le modalità operative della diagnosi vengono definite preliminarmente tramite analisi fotografica iniziale e valutazione tecnica del caso, così da calibrare il livello di approfondimento necessario in funzione della complessità dell’immobile, che può spaziare da singole abitazioni fino a edifici storici, monumentali o complessi vincolati.</p>
<p data-start="3478" data-end="3818">Quando sono presenti efflorescenze o fenomeni igroscopici è necessario valutare anche i <a href="https://www.dsdeumidificazioni.it/sali-nelle-murature-meccanismi-degrado/"><strong data-start="4641" data-end="4695">sali nelle murature e i loro meccanismi di degrado</strong></a>, perché possono modificare profondamente il comportamento superficiale dei materiali.</p>
<figure id="attachment_1990" aria-describedby="caption-attachment-1990" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1990 size-large" title="Analisi delle cause di umidità e degrado di una muratura" src="https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2022/01/422934756_897034692425896_2261747024381766580_n-1024x734.jpg" alt="Analisi diagnostica dell'umidità visiva rilievo umidità muri" width="1024" height="734" srcset="https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2022/01/422934756_897034692425896_2261747024381766580_n-1024x734.jpg 1024w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2022/01/422934756_897034692425896_2261747024381766580_n-300x215.jpg 300w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2022/01/422934756_897034692425896_2261747024381766580_n-768x551.jpg 768w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2022/01/422934756_897034692425896_2261747024381766580_n.jpg 1259w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-1990" class="wp-caption-text">Analisi diagnostica dell&#8217;umidità</figcaption></figure>
<h2 data-start="3820" data-end="3888">Un approccio diagnostico che analizza l’intero sistema edilizio</h2>
<p>Per questo l’<strong data-start="855" data-end="891">analisi diagnostica dell’umidità</strong> deve mettere in relazione i dati strumentali con materiali, caratteristiche costruttive, sali e possibili apporti d’acqua.</p>
<p>La lettura corretta non deriva quindi da un singolo valore strumentale. Una misurazione deve essere interpretata in relazione alla tipologia della muratura, alla presenza di sali, alle condizioni termoigrometriche, alla geometria dell’edificio, agli apporti d’acqua esterni e alla sua storia costruttiva. È l’insieme dei dati, non il singolo numero, a consentire di formulare una diagnosi.</p>
<p data-start="3890" data-end="4268">La diagnosi non si limita alla lettura superficiale delle murature ammalorate. Ogni fabbricato viene analizzato come sistema complesso, considerando murature fuori terra, strutture controterra, stratigrafie orizzontali, sottofondi, pacchetti pavimento, canalizzazioni, impianti, ventilazioni e ogni elemento che possa influenzare il comportamento termoigrometrico dell’edificio.</p>
<p data-start="4270" data-end="4543">Questa metodologia consente di intercettare anche cause secondarie o concorrenti spesso ignorate in analisi semplificate, come condensazioni interstiziali, richiamo d’aria da cavità tecniche, accumuli idrici laterali, difetti stratigrafici o errori di impermeabilizzazione.</p>
<p data-start="4270" data-end="4543">Tra i casi più frequentemente interpretati in modo improprio rientrano i ripetuti rifacimenti di intonaci deumidificanti e antisale prescritti senza aver <a href="https://www.dsdeumidificazioni.it/cinque-rifacimenti-falliti-intonaco-deumidificante/">compreso la reale origine del degrado.</a>, le <a href="https://www.dsdeumidificazioni.it/vespaio-aerato-problemi-umidita-diagnosi/">problematiche connesse al vespaio aerato</a>, che possono generare condense e alterazioni spesso confuse con altre forme di umidità. Altri casi frequenti riguardano le <a href="https://www.dsdeumidificazioni.it/patologie-cappotto-termico-acqua/">patologie dei cappotti termici</a>, spesso attribuite impropriamente a semplici difetti del materiale.</p>
<p data-start="4270" data-end="4543"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-2410 size-large" title="Strumenti per analisi diagnostica dell’umidità" src="https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG-20200912-WA0004-1024x576.jpg" alt="consulente patologie edilizie sopralluogo" width="1024" height="576" srcset="https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG-20200912-WA0004-1024x576.jpg 1024w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG-20200912-WA0004-300x169.jpg 300w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG-20200912-WA0004-768x432.jpg 768w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG-20200912-WA0004-1536x864.jpg 1536w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG-20200912-WA0004-390x220.jpg 390w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG-20200912-WA0004.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<h2 data-section-id="iml97w" data-start="2573" data-end="2610">Quali misurazioni e verifiche vengono eseguite?</h2>
<p data-start="2612" data-end="2748">Una diagnosi corretta non si limita alla misurazione dell’umidità, ma prende in considerazione l’intero comportamento della costruzione.</p>
<p data-start="2750" data-end="2900">Vengono analizzati i materiali, la presenza di sali, le modalità di ingresso dell’acqua, le condizioni ambientali e le eventuali anomalie costruttive.</p>
<p data-start="2902" data-end="3112">Le indagini possono includere misurazioni strumentali certificate, analisi chimiche e lettura tecnica delle murature, con l’obiettivo di ricostruire il percorso dell’acqua e il meccanismo che genera il degrado.</p>
<p data-start="2902" data-end="3112">I valori rilevati dagli strumenti devono sempre essere interpretati in relazione ai materiali e alle condizioni del fabbricato, perché <a href="https://www.dsdeumidificazioni.it/misurare-lumidita-nei-muri-quale-igrometro-utilizzare/"><strong data-start="4141" data-end="4189">misurare l’umidità nei muri con un igrometro</strong></a> non significa automaticamente aver individuato la causa del problema.</p>
<h2 data-start="4545" data-end="4597">Cosa riceve il cliente al termine dell’indagine?</h2>
<p data-start="4599" data-end="4980">Entro 48 ore dall’esecuzione delle attività di rilievo viene elaborata la diagnosi tecnica completa. Il cliente riceve una relazione tecnica peritale contenente l’identificazione delle cause del degrado, l’interpretazione dei dati rilevati, la descrizione dettagliata dei meccanismi patologici riscontrati e la definizione delle opere di risanamento ritenute tecnicamente corrette.</p>
<p data-start="4982" data-end="5262">La relazione comprende indicazioni operative dettagliate per l’esecuzione degli interventi, lettura stratigrafica della costruzione e, ove richiesto, specifiche tecniche sui materiali più idonei in funzione delle prestazioni necessarie e delle caratteristiche del caso analizzato.</p>
<p data-start="5264" data-end="5416">Su richiesta può essere inoltre fornita assistenza tecnica da remoto all’impresa esecutrice o al direttore lavori incaricato delle opere di risanamento.</p>
<p data-start="5264" data-end="5416">Per richiedere una quotazione tecnica preliminare dell’attività diagnostica è possibile compilare il modulo dedicato. Dopodiché vi verrà richiesta la documentazione fotografica iniziale necessaria alla valutazione del caso.</p>
<h2 data-start="5418" data-end="5470">Esperienza specialistica e ambiti di intervento</h2>
<p data-start="5472" data-end="5644">L’attività diagnostica si fonda su oltre ventisette anni di esperienza specialistica nel settore delle patologie edilizie legate all’umidità e al degrado delle costruzioni.</p>
<p data-start="5646" data-end="6057">Nel corso dell’attività professionale sono stati analizzati oltre duemila casi reali distribuiti nel Centro-Nord Italia, con operatività dal Lazio alla Val d’Aosta fino al Friuli Venezia Giulia, comprendendo abitazioni indipendenti, edifici condominiali, nuove costruzioni, immobili storici di pregio, palazzi vincolati dalle Belle Arti, edifici monumentali e complessi architettonici di elevato valore storico.</p>
<p data-start="6059" data-end="6288">L’esperienza comprende anche attività formativa specialistica, docenze tecniche, organizzazione di corsi per professionisti, consulenze in ambito CTU/CTP e partecipazione a programmi formativi promossi dagli Ordini professionali.</p>
<h2 data-start="6290" data-end="6331">Strumentazione e qualifiche tecniche</h2>
<p data-start="6333" data-end="6582">L’attività viene svolta mediante strumentazione professionale certificata e metodologie idonee al confronto tecnico-peritale, comprese apparecchiature impiegate anche per la verifica critica di rilievi eseguiti da terzi in sede di contenzioso o ATP.</p>
<p data-start="6584" data-end="6737">Tra le qualifiche tecniche possedute rientra la certificazione come Operatore Prove Non Distruttive Livello 2 secondo UNI/PdR 56:2019 rilasciata da RINA.</p>
<p data-start="6739" data-end="6945">L’attività è inoltre svolta in collaborazione con specialisti certificati per analisi termografiche avanzate e nell’ambito delle attività dell’INDEP – Istituto Nazionale di Diagnostica e Patologia Edilizia.</p>
<h2 data-start="6947" data-end="7024">Perché una diagnosi tecnica riduce il rischio economico degli interventi?</h2>
<p data-start="7026" data-end="7210">La diagnosi rappresenta una fase preliminare il cui costo risulta normalmente marginale rispetto al valore economico delle opere di risanamento che consente di impostare correttamente.</p>
<p data-start="7212" data-end="7487">Individuare con precisione la causa reale del degrado significa evitare demolizioni inutili, impermeabilizzazioni improprie, trattamenti inefficaci e ripetizioni di interventi errati che frequentemente generano costi molto superiori rispetto alla consulenza tecnica iniziale.</p>
<p data-start="7489" data-end="7624">La diagnosi non costituisce quindi un costo aggiuntivo dell’intervento, ma uno strumento di riduzione del rischio tecnico ed economico.</p>
<h2 data-start="7626" data-end="7677">Come viene determinato il costo della diagnosi?</h2>
<p data-start="7679" data-end="7864">Ogni analisi diagnostica viene preventivata sulla base della complessità del caso, delle dimensioni del fabbricato, delle indagini necessarie e del livello di approfondimento richiesto.</p>
<p data-start="7866" data-end="8141">Le attività possono spaziare da verifiche mirate su problematiche circoscritte fino a diagnosi articolate su edifici storici, complessi monumentali o immobili caratterizzati da fenomeni multipli concomitanti. Per tale ragione non viene applicato un tariffario standardizzato.</p>
<h2 data-section-id="15ssu15" data-start="5345" data-end="5393">Domande più frequenti</h2>
<h3 data-start="8171" data-end="8238">La diagnosi è necessaria anche se il problema sembra evidente?</h3>
<p data-start="8240" data-end="8426">Sì. Manifestazioni apparentemente simili possono derivare da cause completamente differenti. Una valutazione visiva non è sufficiente per determinare correttamente l’origine del degrado.</p>
<h3 data-start="8428" data-end="8500">La relazione tecnica può essere utilizzata dall’impresa esecutrice?</h3>
<p data-start="8502" data-end="8641">Sì. La documentazione viene predisposta in modo da poter essere utilizzata come riferimento tecnico-operativo per l’esecuzione delle opere.</p>
<h3 data-start="8643" data-end="8703">Effettui diagnosi anche su edifici storici o vincolati?</h3>
<p data-start="8705" data-end="8807">Sì. L’attività comprende regolarmente analisi su immobili storici, monumentali e sottoposti a vincoli.</p>
<h3 data-start="8809" data-end="8861">Può essere fornita assistenza durante i lavori?</h3>
<p data-start="8863" data-end="8962">Sì. Su richiesta è disponibile supporto tecnico remoto verso impresa esecutrice o direzione lavori.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dsdeumidificazioni.it/analisi-diagnostica-umidita-muri/">Analisi diagnostica dell’umidità: individuare le cause reali del degrado edilizio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dsdeumidificazioni.it">Daniele Stevoli</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.dsdeumidificazioni.it/analisi-diagnostica-umidita-muri/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Deumidificazione diretta in edilizia: come asciugare murature e solai</title>
		<link>https://www.dsdeumidificazioni.it/deumidificazione-diretta-nelle-costruzioni-edili/</link>
					<comments>https://www.dsdeumidificazioni.it/deumidificazione-diretta-nelle-costruzioni-edili/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Stevoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jan 2024 12:49:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Soluzioni all'umidità di risalita]]></category>
		<category><![CDATA[allagamenti]]></category>
		<category><![CDATA[deumidificazione di murature e solai]]></category>
		<category><![CDATA[deumidificazione diretta]]></category>
		<category><![CDATA[deumidificazione rapida]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.dsdeumidificazioni.it/?p=1737</guid>

					<description><![CDATA[<p>1 Acqua residua di costruzione.<br />
2 Acqua proveniente dalle precipitazioni.<br />
3 Acqua proveniente da infiltrazioni laterali dell'edificio.<br />
4 Acqua fuoriuscita da impianti tecnologici danneggiati o rotti.<br />
5 Allagamenti<br />
6 umidità di risalita o causata da difetti di costruzione</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dsdeumidificazioni.it/deumidificazione-diretta-nelle-costruzioni-edili/">Deumidificazione diretta in edilizia: come asciugare murature e solai</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dsdeumidificazioni.it">Daniele Stevoli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Deumidificazione diretta di murature e solai: che cos’è e quando serve</h2>
<p class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" data-start="2424" data-end="2625"><strong data-start="2424" data-end="2455">La deumidificazione diretta</strong> consiste nell’estrazione controllata dell’acqua presente all’interno di murature, solai, pavimentazioni e altri elementi costruttivi mediante attrezzature professionali.</p>
<p data-start="2627" data-end="2880">Può essere necessaria dopo allagamenti, infiltrazioni, perdite impiantistiche e lavori di costruzione o ristrutturazione, ma anche prima di determinati interventi di risanamento quando nei materiali è ancora presente una quantità significativa di acqua.</p>
<p data-start="2882" data-end="3233">Deumidificare, tuttavia, non significa eliminare automaticamente la causa dell’umidità. Prima dell’asciugatura deve essere stabilito <strong data-start="3015" data-end="3076">da dove proviene l’acqua e se la sorgente è ancora attiva</strong>. Solo successivamente è possibile definire il sistema e i tempi necessari per riportare i materiali in condizioni compatibili con le lavorazioni successive.</p>
<p>In questi casi, se i muri continueranno a scrostarsi dopo un allagamento, avremo la conferma che non è stato eseguito un giusto procedimento di asciugatura. La deumidificazione  diretta è una pratica indispensabile, da eseguire prima di ogni intervento di ristrutturazione edile.</p>
<h3>Perché l’acqua può essere presente nelle murature?</h3>
<ol>
<li><strong>Acqua residua di costruzione o ristrutturazione. </strong>Trattasi dell&#8217;acqua utilizzata per la preparazione dei materiali (intonaci, pavimenti ecc.) . Il quantitativo di acqua, che può trovarsi all&#8217;interno delle murature, varia a seconda delle opere che sono state eseguite Mediamente si va dai 500 ai 1500 litri di acqua, per un edificio di medie dimensioni (65-80 mq). Di quest&#8217;acqua, una parte evapora durante il processo di ristrutturazione, mentre un&#8217;altra parte significativa rimane all&#8217;interno dei materiali. Dai quali, per evacuare completamente, può impiegare anni .</li>
<li><strong>Acqua proveniente dalle precipitazioni. </strong>Come ad esempio; acqua entrata all&#8217;interno dell&#8217;edificio a seguito di un difetto nel sistema di copertura. I danni provocati spesso sono trascurati, ma la presenza di acqua piovana all&#8217;interno delle murature impedisce la corretta stagionatura dei materiali utilizzati. Inoltre, può generare un abbassamento del PH, per via dell&#8217;acidità della pioggia. Tale vettore favorisce poi l&#8217;alloggio ideale per muffe e alghe.</li>
<li><strong>Acqua proveniente da infiltrazioni laterali dell&#8217;edificio. </strong>Causate dal contatto diretto con il terreno, il quale condurrà all&#8217;interno della costruzione acqua, sia proveniente dal terreno che dalle piogge. Questo fenomeno può generare scostamenti di intonaci e delle superfici, oltre a fenomeni di corrosione degli impianti tecnologici.</li>
<li><strong>Acqua fuoriuscita da impianti tecnologici.</strong> Danneggiati oppure rotti, come nel caso di tubazioni d’acqua in pressione corrose, scarichi per lo smaltimento delle acque reflue danneggiati, acqua che può fuoriuscire da un piatto doccia, se non impermeabilizzato o dall&#8217;impianto di riscaldamento.</li>
<li><strong>Allagamenti. </strong>Che si sono verificati a seguito di precipitazioni particolarmente intense, le quali hanno superato la quota di impermeabilizzazione dell&#8217;edificio.</li>
<li><strong>Umidità di risalita</strong> oppure umidità muraria, causate da difetti di costruzione. Anche in questi casi è indispensabile la deumidificazione, come descritto nelle schede tecniche dei prodotti.</li>
</ol>
<figure id="attachment_1741" aria-describedby="caption-attachment-1741" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.dsdeumidificazioni.it/deumidificazione-diretta-nelle-costruzioni-edili/img_20210127_165838/"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1741 size-large" title="Perdita da tubazione con acqua nelle murature deumidificazione diretta " src="https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG_20210127_165838-1024x768.jpg" alt="Rottura nella tubazione di scarico che ha causato danni economici significativi oltre ad un allagamento dell'abitazione." width="1024" height="768" srcset="https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG_20210127_165838-1024x768.jpg 1024w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG_20210127_165838-300x225.jpg 300w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG_20210127_165838-768x576.jpg 768w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG_20210127_165838-1536x1152.jpg 1536w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG_20210127_165838-2048x1536.jpg 2048w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG_20210127_165838-86x64.jpg 86w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption id="caption-attachment-1741" class="wp-caption-text"><strong>Rottura nella tubazione di scarico che ha causato danni economici significativi oltre ad un allagamento dell&#8217;abitazione.</strong></figcaption></figure>
<p>Molto spesso, l&#8217;origine del danno è conosciuta e visibile, ma altrettanto spesso non è così facile stabilire la provenienza dell&#8217;acqua. Per poter determinare la provenienza dell&#8217;acqua, come altri, eseguo una diagnostica tecnica e strumentale. Questa pratica è indispensabile, poiché con l&#8217;indagine si può determinare l&#8217;origine dell&#8217;acqua mediante prove chimiche, a cui seguirà il piano di risanamento.</p>
<p>Una parte del piano di risanamento dovrà comprendere, se necessario, l&#8217;asciugatura totale delle superfici imbibite d&#8217;acqua. Non è possibile garantire la durabilità del lavoro, senza prima asportare completamente l&#8217;acqua dai muri, necessario al fine di debellare &#8220;anche&#8221; la colonizzazione di formazioni biologiche nocive (muffe, alghe e batteri).</p>
<p>Non asportare l’acqua dalle murature espone l&#8217;edificio a maggiori danni futuri, poiché la quasi totalità dei materiali presenti ora in commercio, impone nelle schede di utilizzo il seguente vincolo: &#8220;durante l&#8217;applicazione dei prodotti, i supporti siano completamente asciutti&#8221;.</p>
<p>Una patologia poco conosciuta è la <strong>dilatazione postuma del laterizio</strong>, questo fenomeno interessa sia solai che murature composte da elementi contenenti argilla, come nel caso di mattoni, pignatte, travetti in laterizio, e molti altri. Avviene nel momento in cui; il solaio o la muratura vengono esposti a significative quantità di acqua e raggiungono la completa saturazione, del volume interno che compone la porosità. A questo punto, il volume dei materiali aumenta.</p>
<p>Per capirci, molto di frequente, capita che un solaio dopo aver ricevuto acqua proveniente da una perdita, generi una crepa continua fra travetti e pignatte. Trattasi questo, di un processo irreversibile, pertanto, l&#8217;acqua dovrà essere asportata prima che raggiunga la saturazione. Lo stesso fenomeno può avvenire anche nei mattoni, che subiscono e manifestano il danno allo stesso modo.</p>
<p>Quando la provenienza dell’acqua non è evidente, prima dell’asciugatura è necessaria una <a href="https://www.dsdeumidificazioni.it/diagnosi-umidita-edifici-metodo-tecnico/"><strong data-start="6745" data-end="6805">diagnosi tecnica dell’umidità e delle patologie edilizie</strong></a> che distingua infiltrazioni, perdite, condensazioni e altri possibili meccanismi.</p>
<figure id="attachment_1744" aria-describedby="caption-attachment-1744" style="width: 744px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1744" title="Strumenti per individuare la provenienza dell’acqua" src="https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG-20200912-WA0004-1024x576.jpg" alt="" width="744" height="419" srcset="https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG-20200912-WA0004-1024x576.jpg 1024w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG-20200912-WA0004-300x169.jpg 300w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG-20200912-WA0004-768x432.jpg 768w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG-20200912-WA0004-1536x864.jpg 1536w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG-20200912-WA0004.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 744px) 100vw, 744px" /><figcaption id="caption-attachment-1744" class="wp-caption-text"><strong>Ai fini di stabilire le responsabilità, prima della deumidificazione diretta, in sede di diagnosi è possibile accertare la provenienza dell&#8217;acqua.</strong></figcaption></figure>
<figure id="attachment_1745" aria-describedby="caption-attachment-1745" style="width: 745px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1745" title="La deumidificazione diretta - Strumenti per individuare la provenienza dell’acqua" src="https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG-20200912-WA0009-1024x576.jpg" alt="" width="745" height="419" srcset="https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG-20200912-WA0009-1024x576.jpg 1024w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG-20200912-WA0009-300x169.jpg 300w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG-20200912-WA0009-768x432.jpg 768w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG-20200912-WA0009-1536x864.jpg 1536w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG-20200912-WA0009.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 745px) 100vw, 745px" /><figcaption id="caption-attachment-1745" class="wp-caption-text"><strong>Accertare se l&#8217;acqua proviene da impianti, terreno o pioggia è possibile con la diagnosi chimica.</strong></figcaption></figure>
<p>Altra patologia molto frequente, è l&#8217;allagamento del vespaio, che può essere causato da infiltrazioni di acqua piovana o da perdite.  I<strong>l vespaio aerato oltre al non avere quasi mai utilità</strong> ai fini della deumidificazione muraria, nella maggioranza dei casi, è d&#8217;intralcio per la localizzazione di perdite ed infiltrazioni. Questo poiché, prima di manifestarsi nelle murature, l&#8217;acqua lo invaderà completamente. Il primo fenomeno <span style="text-transform: initial;">che avviene all&#8217;</span><span style="text-transform: initial;">interno del vespaio è il dilavamento dei materiali, che subiscono l’influenza dell’acqua, la quale causa la corrosione dei leganti a base di calcare. </span></p>
<p><span style="text-transform: initial;">Successivamente. avviene la saturazione dei laterizi, dove i basamenti di sostegno sono appunto costituiti da questi. Nel caso in cui i basamenti siano costituiti da calcestruzzo armato, si verificherà anche la corrosione degli elementi metallici. </span></p>
<p><span style="text-transform: initial;">L&#8217;evaporazione all&#8217;interno dei vespai non avviene facilmente così come si pensa, poiché all&#8217;interno di questi, durante l&#8217;inverno, l&#8217;aria fredda impedisce il trasferimento di vapore verso l&#8217;esterno. Al contrario, d&#8217;estate avendo molto spesso un’umidità relativa molto alta, non sarà possibile l&#8217;evaporazione, anche a temperature elevate. Il tema dei vespai non è così semplice da affrontare; perciò, suggerisco di leggere l&#8217;articolo presente in questo sito.</span></p>
<figure id="attachment_1748" aria-describedby="caption-attachment-1748" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1748 size-large" title="Estrazione di acqua da vespaio allagato" src="https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG_20210616_111803-1024x766.jpg" alt="Estrazione di acqua presente nel vespaio aerato in un condominio, io sottoscritto ho verificato la presenza di oltre 40 metri cubi di acqua." width="1024" height="766" srcset="https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG_20210616_111803-1024x766.jpg 1024w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG_20210616_111803-300x224.jpg 300w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG_20210616_111803-768x574.jpg 768w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG_20210616_111803-1536x1149.jpg 1536w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG_20210616_111803-2048x1532.jpg 2048w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG_20210616_111803-86x64.jpg 86w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-1748" class="wp-caption-text"><strong>Estrazione di acqua presente nel vespaio aerato in un condominio, io sottoscritto ho verificato la presenza di oltre 40 metri cubi di acqua.</strong></figcaption></figure>
<h3><strong>La deumidificazione diretta </strong><strong>prima dei risanamenti</strong></h3>
<p>Esiste l’errata teoria &#8220;<strong>se le murature sono umide, particolari tipi di intonaci deumidificanti o traspiranti possano asciugarle</strong>&#8220;, niente di più falso. Gli intonaci comunemente denominati: &#8220;antiumidità o antisale&#8221;, hanno in realtà un coefficiente di traspirazione molto inferiore, rispetto le antiche malte a base di calce. Poiché la porosità è prossima al micron, attraverso la quale l&#8217;acqua <strong>può fuoriuscire soltanto sotto forma di vapore</strong>, ma non allo stato liquido. Motivo quest’ultimo, per il quale l&#8217;acqua all&#8217;interno delle murature generalmente non fuoriesce, senza essere estratta con la deumidificazione diretta.</p>
<p>Anche la teoria dell&#8217;intonaco sacrificale, che accompagna la posa di una barriera chimica, non tiene conto delle forze elettrostatiche dell&#8217;acqua, che rimangono all&#8217;interno della muratura, anche a seguito di un taglio orizzontale, chimico, meccanico o elettrofisico che sia.</p>
<p>La deumidificazione diretta non deve però essere confusa con un sistema destinato a interrompere l’ingresso dell’acqua nella muratura. La sua funzione è estrarre l’acqua già presente nei materiali, mentre l’eventuale causa che continua ad alimentarla deve essere affrontata separatamente. Per comprendere questa differenza è utile distinguere i diversi <a class="decorated-link" href="https://www.dsdeumidificazioni.it/rimedi-per-lumidita-di-risalita/?utm_source=chatgpt.com" target="_new" rel="noopener" data-start="1178" data-end="1280">rimedi per l’umidità di risalita</a> e il loro reale campo di applicazione.</p>
<h3><strong>A cosa serve la deumidificazione diretta nelle costruzioni?</strong></h3>
<ul>
<li>La deumidificazione serve a scongiurare ogni qual forma di patologia, che vada a ledere la coerenza degli elementi utilizzati per la costruzione o per la ristrutturazione.</li>
<li>Il comfort abitativo in presenza di ambiente asciutto migliora sensibilmente, oltre al risparmio energetico che va di pari passo. Poiché una muratura priva d&#8217;acqua, viene riscaldata a costi decisamente inferiori. Per fare un rapido esempio; se all&#8217;interno della muratura fosse presente dell&#8217;acqua, dovremmo considerare che il calore ambientale verrà dissipato dall&#8217;acqua. L&#8217;acqua è influenzata dalle condizioni ambientali, ed utilizza il calore per poter evaporare. l&#8217;evaporazione è un processo endotermico, ovvero l&#8217;acqua per poter evaporare consuma calore, rendendo quindi più freddo l&#8217;ambiente.</li>
<li>Patologie per l&#8217;uomo, che possono derivare da un&#8217;eccessiva quantità di acqua stagnante. L&#8217;acqua stagnante all&#8217;interno delle murature favorisce la proliferazione dei batteri, e l&#8217;avvento di microorganismi, verso alcuni di questi il corpo umano non è preparato.</li>
<li>Deumidificare durante un risanamento consentirà di localizzare perdite o infiltrazioni. Le quali non sono facilmente localizzabili, se la muratura è omogeneamente umida.</li>
<li>Asciugare la muratura prima di realizzare i nuovi intonaci, consente di preservare più a lungo i materiali utilizzati.</li>
<li>Effettuare una deumidificazione anche al termine di una ristrutturazione, eviterà l&#8217;avvento di muffe. Questo fenomeno capita sempre più spesso, negli edifici, poiché spesso vengono realizzate o ristrutturate opere in pochissimo tempo, ed i materiali di costruzione non raggiungono la completa asciugatura.</li>
<li>Anche le murature poste contro terra devono essere completamente asciugate nella quasi totalità dei casi, non effettuare l&#8217;asciugatura delle murature, impedisce la riuscita dei lavori di impermeabilizzazione.</li>
</ul>
<h5>Quali sistemi si utilizzano per la deumidificazione diretta?</h5>
<p>Esistono al momento tre tipologie di deumidificazione efficace:</p>
<ol>
<li>Deumidificazione per <strong>assorbimento</strong>.</li>
<li>Deumidificazione a <strong>condensazione.</strong></li>
<li>Deumidificazione a <strong>microonde</strong>.</li>
</ol>
<p>Di questi, la deumidificazione a condensazione è quella più attuabile, deve essere effettuata considerando i valori ambientali e la disponibilità energetica.</p>
<p>Per effettuare questo tipo di deumidificazione occorre un sistema di deumidificazione professionale. utilizzando appositi deumidificatori realizzati per il cantiere, i quali non hanno nulla a che vedere con i comuni deumidificatori ad uso domestico, decisamente sopravvalutati dalla massa. Questi macchinari dovranno inoltre essere nella condizione più opportuna per poter estrarre l&#8217;acqua dalle murature e dai solai, di conseguenza le condizioni devono essere verificate mediante indagine, in cui sarà stabilito come creare all&#8217;interno dell&#8217;abitazione le condizioni ambientali idonee.</p>
<p>Anche la deumidificazione diretta deve quindi essere utilizzata per la funzione che può realmente svolgere. Estrarre acqua presente nei materiali e impedire che nuova acqua raggiunga la costruzione sono due obiettivi differenti, che possono richiedere interventi diversi. È uno degli esempi che permette di comprendere <a class="decorated-link cursor-pointer" href="https://www.dsdeumidificazioni.it/tecnologia-funziona-scelta-sbagliata/" target="_new" rel="noopener" data-start="2120" data-end="2297">perché una tecnologia che funziona bene può essere comunque sbagliata</a> quando viene utilizzata per affrontare una causa diversa da quella per cui è stata progettata.</p>
<figure id="attachment_1742" aria-describedby="caption-attachment-1742" style="width: 680px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="deumidificazione diretta wp-image-1742" style="font-weight: bold;" title="deumidificazione diretta Deumidificatore professionale per asciugatura murature" src="https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG_20210121_185710-1024x768.jpg" alt="deumidificazione diretta " width="680" height="510" srcset="https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG_20210121_185710-1024x768.jpg 1024w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG_20210121_185710-300x225.jpg 300w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG_20210121_185710-768x576.jpg 768w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG_20210121_185710-1536x1152.jpg 1536w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG_20210121_185710-2048x1536.jpg 2048w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG_20210121_185710-86x64.jpg 86w" sizes="auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px" /><figcaption id="caption-attachment-1742" class="wp-caption-text">Deumidificazione diretta con essicatore professionale, per l&#8217;estrazione d&#8217;acqua nelle murature e nelle pavimentazioni.</figcaption></figure>
<figure id="attachment_1740" aria-describedby="caption-attachment-1740" style="width: 679px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1740" title="Sistema professionale di deumidificazione diretta" src="https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG_20210124_144638-1024x768.jpg" alt="deumidificazione diretta " width="679" height="509" srcset="https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG_20210124_144638-1024x768.jpg 1024w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG_20210124_144638-300x225.jpg 300w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG_20210124_144638-768x576.jpg 768w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG_20210124_144638-1536x1152.jpg 1536w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG_20210124_144638-2048x1536.jpg 2048w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG_20210124_144638-86x64.jpg 86w" sizes="auto, (max-width: 679px) 100vw, 679px" /><figcaption id="caption-attachment-1740" class="wp-caption-text">Kit professionale completo per l&#8217;estrazione d&#8217;acqua nelle murature e nelle pavimentazioni</figcaption></figure>
<h3><strong>Deumidificatori a condensazione industriali, come funzionano?</strong></h3>
<p>Il sistema di condensazione a refrigerazione genera appunto la condensazione del vapore e la riduzione dell’umidità dell’aria. Il compressore, che comprime e pompa la sostanza refrigerante all’intero sistema radiale. L&#8217;alta pressione mantiene alta la temperatura. Mentre il fluido refrigerante canalizza fino al condensatore, dove viene raffreddato.</p>
<p>L’evaporazione provoca l’abbassamento della pressione e della temperatura. A seguito di questo fenomeno, il fluido refrigerante assorbe il calore dell’aria (ed evapora).La temperatura dell’aria raggiunge la temperatura inferiore al punto che fa sì, che l’eccesso dell’umidità si condensi sulle pareti del condensatore. La sostanza espansa viene riassorbita dal compressore e tutto il ciclo comincia da capo.</p>
<h3><strong>Ventilatori industriali canalizzati</strong></h3>
<p>Ne esistono di svariate forme, dimensioni ed opzioni di canalizzazione dell&#8217;aria. Quest&#8217;ultima più delle altre non è mai casuale, tale al punto di risultare a volte più utile degli stessi deumidificatori.</p>
<h3><strong>Sistemi riscaldanti</strong></h3>
<p>Anche questa componente è fondamentale, le temperature dei locali vanno gestite durante tutto il processo di deumidificazione. anche la temperatura non è mai casuale, va calcolata e gestita.</p>
<p data-start="4403" data-end="4563">Per individuare con precisione la provenienza dell’acqua ed evitare interventi non efficaci, è fondamentale eseguire una diagnosi dell’umidità basata su rilievi tecnici, misurazioni e interpretazione complessiva dei dati.</p>

<h2 class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" data-section-id="hndlpq" data-start="3880" data-end="3908"><span role="text"><strong data-start="3883" data-end="3908">Domande più frequenti</strong></span></h2>
<h3 data-section-id="g4we6z" data-start="3910" data-end="3972">La deumidificazione diretta elimina la causa dell’umidità?</h3>
<p data-start="3974" data-end="4193">No. La deumidificazione diretta serve a estrarre l’acqua già presente nei materiali. Se esiste ancora una perdita, un’infiltrazione o un’altra sorgente d’acqua, questa deve essere individuata ed eliminata separatamente.</p>
<h3 data-section-id="4p7n51" data-start="4195" data-end="4245">Quanto tempo serve per asciugare una muratura?</h3>
<p data-start="4247" data-end="4449">Non esiste un tempo valido per tutti gli edifici. Dipende dalla quantità d’acqua, dallo spessore e dalla composizione della muratura, dalle condizioni ambientali e dal sistema di asciugatura utilizzato.</p>
<h3 data-section-id="1fb23ep" data-start="4451" data-end="4519">Un normale deumidificatore domestico può asciugare una muratura?</h3>
<p data-start="4521" data-end="4721">Può ridurre l’umidità dell’aria, ma l’asciugatura tecnica di materiali fortemente imbibiti può richiedere attrezzature professionali, movimentazione controllata dell’aria e gestione della temperatura.</p>
<h3 data-section-id="r09ne8" data-start="4723" data-end="4780">Quando serve la deumidificazione dopo un allagamento?</h3>
<p data-start="4782" data-end="4992">Quando acqua significativa è penetrata in murature, massetti, solai, pavimentazioni o cavità. Prima si interviene, minore è il rischio che l’acqua rimanga confinata nei materiali e favorisca degradi successivi.</p>
<h3 data-section-id="khf2ud" data-start="4994" data-end="5054">Si può rifare l’intonaco prima che il muro sia asciutto?</h3>
<p data-start="5056" data-end="5283">La compatibilità deve essere verificata in funzione del materiale e del ciclo applicativo previsto. L’umidità residua del supporto deve rispettare le condizioni richieste per la corretta applicazione e maturazione dei prodotti.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dsdeumidificazioni.it/deumidificazione-diretta-nelle-costruzioni-edili/">Deumidificazione diretta in edilizia: come asciugare murature e solai</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dsdeumidificazioni.it">Daniele Stevoli</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.dsdeumidificazioni.it/deumidificazione-diretta-nelle-costruzioni-edili/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Barriera chimica a base d’acqua o a solvente: differenze, limiti e applicazioni</title>
		<link>https://www.dsdeumidificazioni.it/barriera-chimica-a-base-d-acqua-e-a-base-di-solventi/</link>
					<comments>https://www.dsdeumidificazioni.it/barriera-chimica-a-base-d-acqua-e-a-base-di-solventi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Stevoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 15:45:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Soluzioni all'umidità di risalita]]></category>
		<category><![CDATA[barriera anti umidità]]></category>
		<category><![CDATA[barriera chimica a pressione]]></category>
		<category><![CDATA[Barriera chimica ad inserimento per caduta]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.dsdeumidificazioni.it/?p=23</guid>

					<description><![CDATA[<p>Inquadramento tecnico della barriera chimica nelle murature Una barriera chimica a base d’acqua o a solvente viene utilizzata nelle murature con l’obiettivo di ridurre la migrazione dell’acqua attraverso la struttura porosa del materiale. Il principio applicativo è simile, ma formulazione, capacità di penetrazione, comportamento nelle murature sature e sensibilità alle condizioni del supporto possono cambiare &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dsdeumidificazioni.it/barriera-chimica-a-base-d-acqua-e-a-base-di-solventi/">Barriera chimica a base d’acqua o a solvente: differenze, limiti e applicazioni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dsdeumidificazioni.it">Daniele Stevoli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 data-start="378" data-end="444">Inquadramento tecnico della barriera chimica nelle murature</h2>
<p data-start="446" data-end="829">Una barriera chimica a base d’acqua o a solvente viene utilizzata nelle murature con l’obiettivo di ridurre la migrazione dell’acqua attraverso la struttura porosa del materiale. Il principio applicativo è simile, ma formulazione, capacità di penetrazione, comportamento nelle murature sature e sensibilità alle condizioni del supporto possono cambiare in modo significativo.</p>
<p data-start="831" data-end="1092">Nel contesto operativo reale, tale tecnica viene frequentemente proposta come soluzione per fenomeni di umidità nei muri, senza che venga sempre effettuata una distinzione chiara tra le diverse cause che possono determinare la presenza di acqua nelle strutture.</p>
<p data-start="1094" data-end="1319">Il presente approfondimento si configura come un’analisi tecnica del <a href="https://www.dsdeumidificazioni.it/barriera-chimica-umidita/">funzionamento della barriera chimica</a>, con particolare riferimento alle condizioni reali delle murature e alle variabili che ne influenzano il comportamento.</p>
<h2 data-start="1326" data-end="1385">Principio di funzionamento dei sistemi per iniezione</h2>
<p data-start="1233" data-end="1558">Il principio alla base delle barriere chimiche consiste nell’introduzione di prodotti specifici all’interno della muratura mediante fori eseguiti lungo una fascia orizzontale. L’obiettivo è quello di modificare le caratteristiche della porosità del materiale, creando una zona con ridotta capacità di assorbimento dell’acqua.</p>
<p data-start="1560" data-end="1851">Le barriere chimiche propriamente dette si suddividono in sistemi a diffusione per gravità e sistemi ad iniezione in pressione. Entrambe le tipologie mirano alla formazione di una linea continua di separazione all’interno della muratura, con funzione analoga a quella di un taglio meccanico.</p>
<p data-start="1853" data-end="2135">Tale principio presuppone condizioni ideali, tra cui la continuità della porosità e una distribuzione uniforme del prodotto. Nelle murature reali, caratterizzate da discontinuità, vuoti e variabilità materica, queste condizioni risultano difficilmente verificabili in modo completo.</p>
<h2 data-start="1911" data-end="1981">Barriera chimica a base d’acqua o a solvente: differenze tecniche</h2>
<p data-start="2216" data-end="2404">Le barriere chimiche disponibili sul mercato si distinguono principalmente in funzione della loro composizione chimica e del veicolo utilizzato per la diffusione all’interno dei materiali.</p>
<p data-start="2406" data-end="2639">Le formulazioni a base d’acqua presentano una diffusione che dipende in modo significativo dal contenuto di umidità presente nella muratura. In presenza di elevata saturazione, la distribuzione del prodotto può risultare disomogenea.</p>
<p data-start="2641" data-end="2845">Le formulazioni a base solvente interagiscono in modo differente con la struttura porosa e presentano modalità di diffusione che dipendono dalle caratteristiche del materiale e dalle condizioni operative.</p>
<p data-start="2847" data-end="3194">Tra le principali famiglie di prodotti si individuano sistemi a base di silani, caratterizzati da elevata capacità di penetrazione, sistemi a base di silossani con struttura polimerica più complessa, microemulsioni che combinano le due tecnologie e formulazioni a base di silicati che agiscono attraverso processi di reazione all’interno dei pori.</p>
<p data-start="3196" data-end="3406">Tutte queste tipologie condividono l’obiettivo di modificare la porosità lungo una fascia della muratura, ma differiscono per modalità di diffusione, sensibilità alla presenza di acqua e interazione con i sali.</p>
<p data-start="2374" data-end="2745"><strong>Barriere a base di silani</strong><br data-start="2399" data-end="2402" />I silani sono composti a basso peso molecolare caratterizzati da elevata capacità di penetrazione all’interno dei materiali porosi. Reagiscono con la matrice minerale rendendo idrofobiche le superfici interne dei pori. Si distinguono per la profondità di diffusione, ma risultano sensibili alla presenza di acqua che può limitarne la reazione.</p>
<p data-start="2747" data-end="3048"><strong>Barriere a base di silossani</strong><br data-start="2775" data-end="2778" />I silossani presentano una struttura polimerica più complessa e una maggiore viscosità. Formano una rete idrofobica stabile, ma con penetrazione generalmente inferiore rispetto ai silani. Sono spesso utilizzati in forma di microemulsione per migliorare la distribuzione.</p>
<p data-start="3329" data-end="3646"><strong>Barriere a base di microemulsioni silaniche/silossaniche</strong><br data-start="3385" data-end="3388" />Le microemulsioni combinano le proprietà dei silani e dei silossani, migliorando la distribuzione teorica all’interno della muratura. Tuttavia, la loro efficacia è fortemente influenzata dalla continuità della porosità e dalle condizioni di umidità presenti.</p>
<p data-start="3648" data-end="3982"><strong>Barriere a base di silicati</strong><br data-start="3675" data-end="3678" />I silicati agiscono attraverso processi di reazione che portano alla formazione di strutture minerali all’interno dei pori. Questo può ridurre la permeabilità locale, ma può essere accompagnato da variazioni volumetriche e formazione di sottoprodotti che interferiscono con la continuità del trattamento.</p>
<p data-start="3984" data-end="4330">Tutte queste tipologie condividono l’obiettivo di modificare la porosità lungo una fascia della muratura. Tuttavia, differiscono per capacità di penetrazione, velocità di reazione, sensibilità alla presenza di acqua e interazione con i sali. Nessuna di esse è in grado di garantire uniformità in presenza di discontinuità materiche o saturazione.</p>
<figure id="attachment_1133" aria-describedby="caption-attachment-1133" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1133 size-large" title="Iniezione di barriera chimica nella muratura" src="https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/salt_20171024_004528_301-1024x768.jpg" alt="Barriera Chimica" width="1024" height="768" srcset="https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/salt_20171024_004528_301-1024x768.jpg 1024w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/salt_20171024_004528_301-300x225.jpg 300w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/salt_20171024_004528_301-768x576.jpg 768w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/salt_20171024_004528_301-86x64.jpg 86w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/salt_20171024_004528_301.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-1133" class="wp-caption-text">inserimento degli iniettori negli appositi fori</figcaption></figure>
<h2 data-start="3362" data-end="3423">Comportamento reale nelle murature: limiti applicativi</h2>
<p data-start="3425" data-end="3734">L’applicazione della barriera chimica nelle murature esistenti presenta una serie di limiti legati alla complessità del sistema costruttivo. La presenza di materiali eterogenei, giunti di malta degradati, cavità interne e variazioni di densità rende difficile ottenere una distribuzione uniforme del prodotto.</p>
<p data-start="3736" data-end="3915">Inoltre, la presenza di acqua in quantità significativa può ostacolare la corretta diffusione delle sostanze iniettate, alterando il comportamento previsto in condizioni teoriche.</p>
<p data-start="3917" data-end="4237">Un ulteriore elemento critico è rappresentato dalla continuità della barriera realizzata. Affinché il sistema possa funzionare secondo il principio dichiarato, è necessario che la zona trattata sia continua e priva di interruzioni, condizione che nelle murature esistenti risulta difficilmente verificabile con certezza.</p>
<p data-start="4239" data-end="4340">Questi aspetti rendono necessario un approccio tecnico prudenziale nella valutazione dell’intervento.</p>
<figure id="attachment_89" aria-describedby="caption-attachment-89" style="width: 703px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-89" title="Sistema di diffusione della barriera chimica nella muratura" src="http://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/Inserimento-per-caduta-tramite-ciotole-.jpeg" alt="Barriera chimica per caduta umidità di risalita" width="703" height="527" srcset="https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/Inserimento-per-caduta-tramite-ciotole-.jpeg 500w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/Inserimento-per-caduta-tramite-ciotole--300x225.jpeg 300w" sizes="auto, (max-width: 703px) 100vw, 703px" /><figcaption id="caption-attachment-89" class="wp-caption-text">Inserimento per caduta tramite ciotole che consentono di calcolare il consumo effettuato</figcaption></figure>
<h2 data-start="4347" data-end="4402">Ruolo dei sali e delle condizioni di saturazione</h2>
<p data-start="4404" data-end="4698">La presenza di <a href="https://www.dsdeumidificazioni.it/tipi-di-sali-nelle-murature/">sali solubili all’interno delle murature</a> costituisce un fattore determinante nel comportamento dell’umidità. I sali, in particolare nitrati e solfati, possono assorbire umidità dall’aria e mantenerla all’interno del materiale anche in assenza di apporti diretti di acqua liquida.</p>
<p data-start="4700" data-end="4918">In tali condizioni, la modifica delle caratteristiche superficiali dei pori non è sufficiente a determinare una riduzione stabile del contenuto d’acqua, poiché il sistema continua a interagire con l’umidità ambientale.</p>
<p data-start="4920" data-end="5081">Le condizioni di saturazione del materiale influenzano inoltre la capacità di diffusione dei prodotti iniettati, rendendo variabile il risultato dell’intervento.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-1128 size-large" style="background-color: transparent; font-size: 16px; font-weight: bold;" title="Tubazioni per iniezione di barriera chimica" src="https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/salt_20171101_212305_149-1024x1024.jpg" alt="Barriera Chimica Ferrara per umidità di risalita" width="1024" height="1024" srcset="https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/salt_20171101_212305_149-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/salt_20171101_212305_149-150x150.jpg 150w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/salt_20171101_212305_149-300x300.jpg 300w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/salt_20171101_212305_149-768x768.jpg 768w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/salt_20171101_212305_149-100x100.jpg 100w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/salt_20171101_212305_149.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Inserimento a pressione della barriera chimica con angolo dei fori a 45 gradi di inclinazione, in questo modo si utilizzerà più prodotto ma si avrà un risultato migliore.</p>
<h2 data-start="5169" data-end="5239">Limiti applicativi avanzati e condizioni critiche di intervento</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-2308 size-large" title="Edificio sottoposto a intervento con barriera chimica" src="https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/Fronte-3-1024x768.jpg" alt="" width="1024" height="768" srcset="https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/Fronte-3-1024x768.jpg 1024w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/Fronte-3-300x225.jpg 300w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/Fronte-3-768x576.jpg 768w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/Fronte-3-1536x1152.jpg 1536w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/Fronte-3-2048x1536.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p data-start="5241" data-end="5687">L’impiego delle barriere chimiche può risultare tecnicamente inadeguato in specifiche condizioni costruttive. Le murature controterra rappresentano uno dei contesti più critici, in quanto la presenza di acqua in pressione e il contatto continuo con il terreno determinano apporti idrici costanti. Le perforazioni necessarie all’intervento possono generare nuove vie di accesso per l’acqua, incrementando temporaneamente o stabilmente il fenomeno.</p>
<p data-start="5241" data-end="5687"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-2307 size-large" title="Muratura preparata per intervento di barriera chimica" src="https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/IMG_20191216_144744-1024x763.jpg" alt="" width="1024" height="763" srcset="https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/IMG_20191216_144744-1024x763.jpg 1024w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/IMG_20191216_144744-300x223.jpg 300w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/IMG_20191216_144744-768x572.jpg 768w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/IMG_20191216_144744-1536x1144.jpg 1536w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/IMG_20191216_144744-2048x1525.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p data-start="5689" data-end="6027">Le murature in pietra e materiali lapidei presentano una struttura tridimensionale complessa, caratterizzata da discontinuità interne e porosità ridotta, che impedisce la formazione di una linea continua uniforme. Analogamente, le murature a sacco e i materiali con vuoti interni non consentono una distribuzione controllata del prodotto.</p>
<p data-start="6029" data-end="6243">La presenza di impianti, cavità e interfacce tra materiali diversi introduce ulteriori discontinuità, creando percorsi preferenziali per il passaggio dell’acqua e ostacolando la formazione di una barriera efficace.</p>
<h2 data-start="6029" data-end="6243">Implicazioni strutturali dell’intervento</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-2312 size-full" title="Esecuzione dei fori per barriera chimica nella muratura" src="https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/WhatsApp-Image-2026-04-05-at-00.59.17-1wdwq.jpeg" alt="" width="895" height="616" srcset="https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/WhatsApp-Image-2026-04-05-at-00.59.17-1wdwq.jpeg 895w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/WhatsApp-Image-2026-04-05-at-00.59.17-1wdwq-300x206.jpeg 300w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/WhatsApp-Image-2026-04-05-at-00.59.17-1wdwq-768x529.jpeg 768w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/WhatsApp-Image-2026-04-05-at-00.59.17-1wdwq-220x150.jpeg 220w" sizes="auto, (max-width: 895px) 100vw, 895px" /></p>
<p data-start="6299" data-end="6485">La realizzazione delle barriere chimiche comporta la perforazione della muratura lungo una fascia continua. Tale operazione determina una modifica della sezione resistente del materiale.</p>
<p data-start="6487" data-end="6775">Anche nei casi in cui si proceda al riempimento dei fori, è possibile recuperare solo parzialmente la continuità originaria. In assenza di verifiche specifiche, non è possibile escludere effetti sul comportamento meccanico della muratura, in particolare in presenza di azioni orizzontali.</p>
<p data-start="6777" data-end="7004">Le normative tecniche europee richiedono che qualsiasi intervento non comprometta la sicurezza strutturale del manufatto. La valutazione deve quindi considerare non solo l’aspetto igrometrico, ma anche le implicazioni statiche.</p>
<p data-start="6777" data-end="7004"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1130 size-large" style="font-weight: bold; background-color: transparent; color: #767676;" title="Daniele Stevoli barriera chimica" src="https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/salt_20171101_211808_448-1024x1024.jpg" alt="Barriera chimica per umidità di risalita" width="1024" height="1024" srcset="https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/salt_20171101_211808_448-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/salt_20171101_211808_448-150x150.jpg 150w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/salt_20171101_211808_448-300x300.jpg 300w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/salt_20171101_211808_448-768x768.jpg 768w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/salt_20171101_211808_448-100x100.jpg 100w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/salt_20171101_211808_448.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<h2 data-start="5088" data-end="5139">Importanza della diagnosi tecnica preventiva</h2>
<p data-start="5141" data-end="5407">La valutazione della barriera chimica richiede necessariamente una <a href="https://www.dsdeumidificazioni.it/analisi-diagnostica-umidita-muri/">diagnosi tecnica preliminare</a>. È indispensabile individuare la causa dell’umidità, analizzare le caratteristiche della muratura e verificare la presenza di sali e di eventuali apporti idrici continui.</p>
<p data-start="5409" data-end="5548">In assenza di una diagnosi completa, l’applicazione della tecnica non consente di prevedere in modo attendibile il comportamento nel tempo.</p>
<p data-start="5550" data-end="5720">La distinzione tra fenomeni legati a infiltrazioni, condensazione, apporti dal terreno o presenza di sali è fondamentale per definire la corretta strategia di intervento.</p>
<h2 data-start="5727" data-end="5775">Considerazioni tecniche sul funzionamento</h2>
<p data-start="5777" data-end="6019">Alla luce delle condizioni reali delle murature, il funzionamento della barriera chimica deve essere valutato caso per caso, tenendo conto delle variabili che influenzano la diffusione dei prodotti e il comportamento dell’acqua nei materiali.</p>
<p data-start="6021" data-end="6231">Le condizioni ideali richieste dal principio teorico risultano raramente completamente soddisfatte negli edifici esistenti, motivo per cui l’efficacia dell’intervento non può essere considerata generalizzabile.</p>
<p data-start="6233" data-end="6449">La valutazione tecnica deve pertanto basarsi su analisi specifiche, rilievi in opera e monitoraggi nel tempo, evitando interpretazioni semplificate di un fenomeno che, per sua natura, è complesso e multidimensionale.</p>
<h2>Domande frequenti sulla barriera chimica a base d’acqua o a solvente</h2>
<h3><strong data-start="507" data-end="569">È meglio una barriera chimica a base d’acqua o a solvente?</strong></h3>
<p class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" data-start="507" data-end="765">Non esiste una formulazione migliore in assoluto. La scelta dipende dal tipo di muratura, dalla porosità, dal grado di saturazione, dalla presenza di sali e dalle condizioni reali del supporto.</p>
<h3 data-start="767" data-end="1054"><strong data-start="767" data-end="847">Una barriera chimica a base solvente funziona anche su murature molto umide?</strong></h3>
<p data-start="767" data-end="1054">Non necessariamente. Una muratura fortemente satura può limitare la penetrazione e la distribuzione del prodotto. Prima dell’intervento è quindi necessario valutare le condizioni effettive della muratura.</p>
<h3 data-start="1056" data-end="1312"><strong data-start="1056" data-end="1125">I sali presenti nei muri possono influenzare la barriera chimica?</strong></h3>
<p data-start="1056" data-end="1312">Sì. La presenza e la concentrazione dei sali possono modificare il comportamento della muratura e devono essere considerate insieme al contenuto d’acqua e alla struttura dei materiali.</p>
<h3 data-start="1314" data-end="1622"><strong data-start="1314" data-end="1365">Quando una barriera chimica può non funzionare?</strong></h3>
<p data-start="1314" data-end="1622">Può risultare inefficace quando la causa dell’umidità non è una vera risalita capillare, quando la distribuzione del prodotto è discontinua oppure quando la muratura presenta vuoti, elevata saturazione o condizioni incompatibili con il sistema applicato.</p>
<h2 data-start="8437" data-end="8477">Approfondimento tecnico correlato</h2>
<p data-start="8479" data-end="8649">Per una valutazione operativa basata su casi reali e risultati osservati nel tempo, è possibile consultare l’analisi tecnica generale sulla barriera chimica negli edifici. <a href="https://www.dsdeumidificazioni.it/barriera-chimica-umidita/">Barriera chimica umidità: analisi tecnica, limiti e casi reali</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dsdeumidificazioni.it/barriera-chimica-a-base-d-acqua-e-a-base-di-solventi/">Barriera chimica a base d’acqua o a solvente: differenze, limiti e applicazioni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dsdeumidificazioni.it">Daniele Stevoli</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.dsdeumidificazioni.it/barriera-chimica-a-base-d-acqua-e-a-base-di-solventi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Barriera termica Thermistore</title>
		<link>https://www.dsdeumidificazioni.it/barriera-termica-thermistore/</link>
					<comments>https://www.dsdeumidificazioni.it/barriera-termica-thermistore/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Stevoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Nov 2018 14:48:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Soluzioni all'umidità di risalita]]></category>
		<category><![CDATA[Abbattimento del ponte termico nelle pareti a nord]]></category>
		<category><![CDATA[condensa sul pavimento.]]></category>
		<category><![CDATA[deliquescenza e cristallizzazione salina]]></category>
		<category><![CDATA[rriera chimica]]></category>
		<category><![CDATA[stucco veneziano]]></category>
		<category><![CDATA[Umidità di risalita non capillare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.dsdeumidificazioni.it/?p=1212</guid>

					<description><![CDATA[<p>Umidità di risalita non capillare<br />
Formazioni di condensa sul pavimento.<br />
Condensazione dovuta al mancato riscaldamento nei piani sottostanti.<br />
Deumidificazione di murature a quota terreno.<br />
Abbattimento del ponte termico nelle pareti a nord.<br />
Annullamento dei fenomeni di deliquescenza e cristallizzazione salina su stucco veneziano.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dsdeumidificazioni.it/barriera-termica-thermistore/">Barriera termica Thermistore</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dsdeumidificazioni.it">Daniele Stevoli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ho deciso di pubblicare questo articolo descrivendo prima le casistiche in cui ho installato con successo la barriera termica Thermistore, precisando che è un sistema piuttosto semplice da capire, poiché prevede l&#8217;emissione di calore nella muratura e come ben noto, il calore asciuga le murature umide.</p>
<p>Specifico inoltre, che questa tipologia di cavo riscaldante si differenzia da gli altri cavi presenti sul mercato poiché le prestazioni e l&#8217;assemblaggio sono specifici per poter essere inseriti all&#8217;interno delle murature senza arrecare danni, l&#8217;impianto è munito di messa a terra, inoltre i consumi sono notevolmente minori rispetto i comuni cavi reperibili sul mercato, la cui installazione peraltro è fortemente sconsigliata.</p>
<p>Ho installato la barriera termica negli edifici per risanare in queste situazioni:</p>
<ul>
<li>Umidità di risalita non capillare, in muratura portante in mattoni pieni di larghezza 60 cm, la presenza dell&#8217;umidità era dovuta ad un vespaio sotto il piano di calpestio al piano terra, la deumidificazione è avvenuta con successo.</li>
<li>Ho installato la barriera termica riscaldante in edifici che avevano formazioni di condensa sul pavimento, la condensazione era dovuta al mancato riscaldamento nei piani sottostanti e accentuati ponti termici presenti, anche in questo caso la deumidificazione è avvenuta con successo già dal giorno dopo l&#8217;installazione.</li>
<li>Deumidificazione di murature a quota terreno impermeabilizzate all&#8217;esterno prive di infiltrazioni laterali, anche in questo caso la deumidificazione è avvenuta con successo.</li>
<li>Abbattimento del ponte termico nelle pareti a nord mediante l&#8217;installazione del cavo, anche in questo caso la deumidificazione è avvenuta con successo.</li>
<li>Annullamento con successo dei fenomeni di deliquescenza e cristallizzazione salina i quali degradavano uno stucco veneziano al piano terra di un edificio storico.</li>
</ul>
<p>Il sistema Thermistore, noto anche con il nome di barriera termica, consiste in un cavo riscaldante, che installato a contatto delle superfici interne e delle zone più fredde degli edifici, permette l’abbattimento dei ponti termici, dei fenomeni igroscopici e dei fenomeni di risalita non capillare.</p>
<p>Per capire la differenza fra le risalite capillari e quelle non capillari, consiglio di consultare l&#8217;articolo riguardante <a href="https://www.dsdeumidificazioni.it/umidita-di-risalita/">l&#8217;umidità di risalita</a>, nel quale vengono distinte le diverse tipologie.</p>
<p>Può essere installato all’interno degli intonaci, fra i corsi dei mattoni, nei soffitti o a quota pavimento, a seconda delle problematiche da risolvere. Bisogna sempre tenere in considerazione che il calore generato dal cavo genera una pressione all&#8217;interno del setto poroso, il quale per diffusione si estende sempre verso le zone più fredde. Il sistema riscaldante aumenta sensibilmente la temperatura dei manufatti, nelle immediate vicinanze dell&#8217;impianto i materiali raggiungono velocemente la temperatura impostata, generalmente fra i 16 e i 25° C.</p>
<p>Come indicato precedentemente, il sistema è valido sia per contrastare i fenomeni di risalita non capillare, che i fenomeni condensativi dovuti ai ponti termici, come nel caso delle condense invernali e delle condense estive. Tale impianto viene installato a seguito di un&#8217;indagine, non è possibile pertanto acquistarlo senza il benestare del tecnico incaricato.</p>
<p>La barriera termica, si distingue dai comuni cavi riscaldanti spesso usati nell&#8217;industria, per la conservazione degli impianti esposti al freddo, a differenza di questi ultimi il consumo elettrico è piuttosto contenuto poiché l&#8217;emanazione del calore è minore. All&#8217;interno degli edifici è sconsigliato raggiungere temperature troppo elevate, pertanto i consumi saranno notevolmente inferiori rispetto i comuni cavi, per via dell&#8217;effetto autoregolante.</p>
<p>Il sistema viene gestito da un&#8217;apposita centralina, munito di sonda termica per il rilievo costante delle temperature, pertanto le impostazioni possono essere modificate durante la fase che segue l&#8217;installazione.</p>
<p>La centralina ha lo scopo di gestire la temperatura della muratura, senza sprecare energia inutilmente. Pertanto al raggiungere della temperatura preimpostata l&#8217;impianto riscaldante verrà spento, evitando sprechi di consumo elettrico. Generalmente la temperatura programmata è di 17 °, valore più che sufficiente per impedire risalite non capillari, nella maggior parte dell&#8217;anno l&#8217;impianto resterà quindi spento.</p>
<h3><strong>Campi di impiego</strong></h3>
<p>È risolutiva come descritto in precedenza nei casi di risalita non capillare, ovvero generata da fenomeni di condensazione e ponti termici, pertanto è piuttosto comune l&#8217;utilizzo sia nelle murature e nei solai più recenti, a compensazione delle carenze coibentanti, nonché nelle murature esterne di non recente costruzione, soggette al contatto diretto con il terreno. Anche i fenomeni igroscopici nei mattoni o nelle malte vengono facilmente debellati.</p>
<p>Il consumo massimo del cavo è di 10 watt/h per metro lineare, questo consumo viene raggiunto se l&#8217;impianto viene portato alla temperatura massima di 25 gradi, tuttavia sarà necessario raggiungere questa temperatura soltanto nei primi mesi, ad avvenuta asciugatura l&#8217;impianto potrà essere impostato ad una temperatura di 17-18 gradi, riducendo almeno del 50% circa i consumi.</p>
<p>Mediamente un impianto di notevoli dimensioni, di circa 100 metri lineari, produce un consumo elettrico maggiore durante il primo anno, che tenderà a dimezzarsi negli anni successivi. Considerando una media dei prezzi al Kw, dei fornitori di elettricità attuali, possiamo stimare quindi un consumo elettrico di 120-150€ per il primo anno solare, per poi arrivare a circa €50 per ogni anno a venire, questi dati sono profondamente variabili a seconda della zona geografica in cui si trova l’immobile.</p>
<p>Il consumo sarà decisamente minore in zone al sud, notoriamente più calde, mentre sarà maggiore in montagna al nord, poiché il clima presente è decisamente più freddo.</p>
<h3><strong>Cenni storici</strong></h3>
<p>Nell&#8217;antichità dell&#8217;Impero romano era presente <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ipocausto" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;ipocausto</a>, un complesso sistema di pavimenti rialzati da terra ed intercapedini nelle murature, i quali consentivano la circolazione di aria calda durante il periodo invernale. La circolazione dell&#8217;aria calda abbatteva ogni fenomeno igroscopico all&#8217;interno delle murature, veniva spesso utilizzata anche per il riscaldamento delle acque termali presenti.</p>
<p>Questa tecnologia era piuttosto semplice da capire, tuttavia non erano molti quelli che potevano permetterselo, all&#8217;epoca questo sistema che chiedeva la presenza di un fuoco continuamente acceso alla base dell&#8217;edificio, la cui aria calda emessa veniva direzionata nelle murature, apportando il calore necessario per il mantenimento di un confort abitativo molto alto mediante murature più salubri.</p>
<p>Con lo stesso principio è realizzato da diversi decenni anche il sistema noto in Italia con il nome di Hypothermos, che fa riferimento in lingua tedesca a sistema Temperierung. Tale sistema prevede l&#8217;installazione alla base muraria di un doppio tubo in rame che percorre internamente le murature dell&#8217;edificio, alla base murarie viene installata a quota pavimento o più in basso, una serpentina con andata e ritorno contenente acqua calda.</p>
<p>L&#8217;acqua calda viene continuamente fatta circolare all&#8217;interno delle tubazioni mantenendo caldo in continuazione il manufatto, ad una temperatura di circa 30 35 gradi, questo calore è sufficiente per annullare istantaneamente tutti i fenomeni igroscopici delle murature adiacenti, non comporta inoltre alle esecuzioni di tagli meccanici verticali ed orizzontali a ridosso dei muri portanti. Ovviamente questo sistema non è da considerarsi valido nel caso di infiltrazioni laterali o infiltrazioni canalizzate,  tutti i fenomeni in cui è presente acqua liquida, ma è decisamente efficace nella maggior parte delle situazioni poiché come sappiamo la risalita e capillare soltanto in presenza di acqua liquida a ridosso della muratura o in caso di perdite.</p>
<p>Facendo riferimento a questo sistema è stato brevettato il sistema Thermistore, considerando che la stessa quantità di calore possa essere immessa mediante un impianto elettrico decisamente meno invasivo, senza richiedere la presenza di una caldaia.</p>
<p>Pertanto il sistema thermistore non è da ritenersi valido in caso di infiltrazioni o falde piuttosto superficiali, dove presente acqua che abbia completamente saturato i capillari. Tuttavia in situazioni di questo tipo lo si può abbinare al piano di risanamento dopo aver arrestato fenomeni di risalita.</p>
<h3><strong>Esempi</strong></h3>
<p>Ho realizzato un impianto <a href="https://www.dsdeumidificazioni.it/installazione-di-barriera-termica-abbinata-a-barriera-chimica/">Thermistore abbinato ad una barriera chimica</a>, in un edificio con pavimentazione interna più bassa di 20 cm rispetto alla pavimentazione esterna. In questa situazione non potevamo effettuare un&#8217;opera di impermeabilizzazione esterna, poiché l&#8217;edificio si trova all&#8217;interno di un centro storico vincolato in cui non era possibile effettuare la scomposizione della pavimentazione esterna con successiva posa.</p>
<p>L’installazione ha fornito risultati molto soddisfacenti, poiché la presenza di calore emanata dal cavo ha contribuito ad una miglior diffusione della barriera chimica.</p>
<p>Altro caso interessante in cui ho utilizzato il sistema Thermistore abbinato ad una barriera chimica, è stato il risanamento di uno stucco veneziano applicato su una muratura in mattoni, al piano terra di un vecchio casale.</p>
<p>In questo caso avevamo risalita muraria alla base del muro, umidità muraria dovuta ad igroscopia fino all&#8217;altezza di circa 160 cm e deliquescenza salina, con espulsione di sali nitrati e solfati, poiché la precedente destinazione d&#8217;uso dell&#8217;ambiente era riservata ad una cucina con bagno annesso. La risalita muraria è stata annullata dalla barriera chimica, inserita alla base della muratura. Mentre i fenomeni igroscopici e di deliquescenza salina sono stati annullati, tramite l&#8217;emissione di calore ottenuta dal Thrmistore.</p>
<p>Trascorso il periodo di 30 giorni circa il proprietario ha potuto procedere alla riparazione del prezioso stucco veneziano.</p>
<p>Io <a href="https://www.dsdeumidificazioni.it/specialista-dellumidita-di-risalita/">Daniele Stevoli</a>, sono stato il primo che ha realizzato in Italia l&#8217;abbinamento fra barriera chimica e barriera termica, e dichiaro con assoluta certezza che il sistema sia l&#8217;unico, che possa assicurare l&#8217;esecuzione o il risanamento di stucchi veneziani nelle situazioni più umide.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Contatti:</h4>
<p>telefono cellulare 339 3019199</p>
<p>email info@dsdeumidificazioni.it</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dsdeumidificazioni.it/barriera-termica-thermistore/">Barriera termica Thermistore</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dsdeumidificazioni.it">Daniele Stevoli</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.dsdeumidificazioni.it/barriera-termica-thermistore/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Centralina elettrofisica per l’umidità di risalita: analisi tecnica, limiti e casi reali</title>
		<link>https://www.dsdeumidificazioni.it/centralina-elettrofisica-per-lumidita-di-risalita/</link>
					<comments>https://www.dsdeumidificazioni.it/centralina-elettrofisica-per-lumidita-di-risalita/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Stevoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Mar 2017 15:50:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Soluzioni all'umidità di risalita]]></category>
		<category><![CDATA[apparecchio umidità]]></category>
		<category><![CDATA[centralina antiumidità]]></category>
		<category><![CDATA[Centralina per umidità di risalita]]></category>
		<category><![CDATA[Centralina per umidità nei muri]]></category>
		<category><![CDATA[centraline elettrofisiche]]></category>
		<category><![CDATA[centraline umidità]]></category>
		<category><![CDATA[Costo centralina per umidità di risalita]]></category>
		<category><![CDATA[dispositivi umidità]]></category>
		<category><![CDATA[elettrosmosi senza fili]]></category>
		<category><![CDATA[garanzia centralina elettrofisica]]></category>
		<category><![CDATA[prezzo centralina elettrofisica]]></category>
		<category><![CDATA[umidità di risalita soluzione non invasiva]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.dsdeumidificazioni.it/?p=25</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le centraline elettrofisiche o dispositivi elettronici “anti-umidità”<br />
Quanto tempo impiegano i dispositivi anti-umidità per asciugare il muro?<br />
Con che principio funzionano le centraline elettrofisiche?<br />
I pregi delle centraline anti umidità<br />
I punti deboli dei dispositivi deumidificanti<br />
Cosa non dicono i venditori delle centraline elettrofisiche?<br />
Bufale sulle centraline elettrofisiche per umidità di risalita<br />
Le centraline elettrofisiche o dispositivi anti-umidità provocano danni alla salute?<br />
Funzionano Technoumido Domodry Hydrosecco kalibradry Aquamat Ecodry Emmeti Genié eccetera?<br />
La mia opinione sulle deumidificazioni elettrofisiche</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dsdeumidificazioni.it/centralina-elettrofisica-per-lumidita-di-risalita/">Centralina elettrofisica per l’umidità di risalita: analisi tecnica, limiti e casi reali</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dsdeumidificazioni.it">Daniele Stevoli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="655" data-end="930">La centralina elettrofisica per l’umidità di risalita viene spesso proposta come soluzione definitiva, non invasiva e a basso impatto per il trattamento dell’umidità nei muri.</p>
<p data-start="655" data-end="930">Nel mercato edilizio italiano sono diffuse da anni e vengono installate sia in edifici storici che in abitazioni civili.</p>
<p data-start="932" data-end="1084">Tuttavia, quando si analizzano i risultati nel tempo con strumenti di misura certificati e indagini tecniche approfondite, emergono criticità rilevanti. In questo articolo viene eseguita un’analisi tecnica basata su casi reali, rilievi strumentali e valutazioni peritali, con l’obiettivo di chiarire in quali condizioni questi dispositivi vengono utilizzati e quali risultati producono realmente.</p>
<p data-start="932" data-end="1084">Prima di valutare l’installazione di una centralina è necessario stabilire quale fenomeno interessi realmente la muratura e attraverso quali meccanismi l’acqua raggiunga l’edificio. La presenza di degrado nella parte bassa delle pareti non è sufficiente per identificare automaticamente una risalita capillare. Il metodo che utilizzo per distinguere le diverse cause è approfondito nella <a href="https://www.dsdeumidificazioni.it/diagnosi-umidita-edifici-metodo-tecnico/"><strong data-start="1025" data-end="1064">diagnosi dell’umidità negli edifici</strong></a>, dove osservazioni, misurazioni e caratteristiche costruttive vengono interpretate nel loro insieme.</p>
<h2 data-start="996" data-end="1033">Come funziona una centralina elettrofisica per l’umidità di risalita?</h2>
<p data-start="1389" data-end="1610">Le centraline elettrofisiche vengono presentate come dispositivi in grado di invertire o modificare il movimento dell’acqua all’interno delle murature, attraverso l’emissione di segnali elettromagnetici a bassa intensità.</p>
<p data-start="1612" data-end="1804">Il principio teorico si basa sulla variazione delle forze che regolano la migrazione dell’acqua nei materiali porosi, con l’obiettivo di ridurre la presenza di umidità nelle strutture murarie.</p>
<p data-start="1806" data-end="1975">Tale meccanismo, tuttavia, viene spesso descritto in modo semplificato, senza un’analisi completa delle condizioni reali in cui si sviluppano i fenomeni di inumidimento. puoi consultare il funzionamento scientifico a questo <a href="https://www.dsdeumidificazioni.it/centraline-elettrofisiche-analisi-scientifica/">link.</a></p>
<p data-start="1806" data-end="1975">La valutazione tecnica non dovrebbe quindi limitarsi alla domanda se una centralina funzioni oppure no. È necessario verificare se il principio sul quale si basa sia compatibile con la causa presente nell’edificio. Una tecnologia può infatti produrre l’effetto per il quale è stata progettata e risultare comunque inadatta al caso specifico. Questo principio è approfondito nell’articolo <a href="https://www.dsdeumidificazioni.it/tecnologia-funziona-scelta-sbagliata/"><strong data-start="1850" data-end="1923">Perché una tecnologia che funziona bene può essere comunque sbagliata</strong>.</a></p>
<figure id="attachment_1115" aria-describedby="caption-attachment-1115" style="width: 755px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="centralina elettrofisica per l'umidità di risalita domodry ecodry skm technova wp-image-1115" style="font-weight: bold; background-color: transparent; color: #767676;" title="Centralina elettrofisica installata per il trattamento dell’umidità nei muri domodry ecodry skm technova" src="http://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/Damp-21_LI.jpg" alt="" width="755" height="565" srcset="https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/Damp-21_LI.jpg 664w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/Damp-21_LI-300x225.jpg 300w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/Damp-21_LI-86x64.jpg 86w" sizes="auto, (max-width: 755px) 100vw, 755px" /><figcaption id="caption-attachment-1115" class="wp-caption-text">Centralina semplice, di vecchia generazione a monofrequenza, fissata a circa 2,5 metri dal piano di calpestio, il modello non è dei più recenti e come i più moderni, non consente di verificare l’avvenuta asciugatura.</figcaption></figure>
<h2 data-start="1982" data-end="2048">Il problema reale: diagnosi errata della causa dell’umidità</h2>
<p data-start="2050" data-end="2188">Nella maggior parte dei casi analizzati, l’installazione di centraline elettrofisiche avviene in assenza di una diagnosi tecnica completa. L’umidità presente nelle murature viene attribuita in modo generico a fenomeni di risalita, senza considerare:</p>
<p data-start="2302" data-end="2494">– infiltrazioni laterali dovute al terreno<br data-start="2344" data-end="2347" />– apporti idrici da pioggia e pendenze esterne<br data-start="2393" data-end="2396" />– perdite impiantistiche<br data-start="2420" data-end="2423" />– fenomeni igroscopici legati ai sali<br data-start="2460" data-end="2463" />– condizioni di condensazione</p>
<p data-start="2496" data-end="2607">Questa semplificazione porta all’applicazione di una soluzione che non agisce sulla reale origine del problema. Cliccando sul testo puoi consultare una diagnosi eseguita in un&#8217;abitazione, dove in precedenza sono state installate <a href="https://www.dsdeumidificazioni.it/elettrosmosi-centraline-elettrofisiche-caso-reale/">una centralina e un impianto di elettrosmosi.</a></p>
<p data-start="2496" data-end="2607">Quando il risultato atteso non viene raggiunto, non è sufficiente attribuire il problema al funzionamento dell’apparecchiatura. È necessario verificare anche se la tecnologia fosse realmente compatibile con la patologia diagnosticata. Esistono infatti interventi eseguiti correttamente che non possono risolvere il problema perché la scelta iniziale era stata effettuata su una causa diversa da quella realmente presente. Ho approfondito questa distinzione nell’articolo <span style="color: #99ccff;"><a style="color: #99ccff;" href="https://www.dsdeumidificazioni.it/perche-molti-interventi-contro-l-umidita-falliscono/"><strong data-start="2787" data-end="2889">Perché molti interventi contro l’umidità falliscono anche quando sono stati eseguiti correttamente</strong>.</a></span></p>
<h2 data-start="2334" data-end="2394">Casi reali: risultati osservati su edifici monitorati</h2>
<p data-start="2676" data-end="2810">L’analisi su oltre 500 casi reali, comprensivi di edifici dotati di centraline attive e non attive, ha evidenziato un dato ricorrente.</p>
<p data-start="2812" data-end="2935">Non sono stati riscontrati risultati stabili e documentabili nel tempo in termini di riduzione dell’umidità nelle murature.</p>
<p data-start="2937" data-end="3127">Le misurazioni eseguite con strumenti certificati, tra cui il metodo al carburo di calcio, mostrano valori invariati o variazioni non significative anche dopo mesi o anni dall’installazione.</p>
<p data-start="3129" data-end="3309">In diversi casi sono stati osservati interventi combinati, con centraline elettrofisiche e altri sistemi installati contemporaneamente, senza ottenere una risoluzione del fenomeno.</p>
<h2 data-start="3316" data-end="3368">Perché spesso non funzionano: analisi tecnica</h2>
<p data-start="3370" data-end="3448">La mancata efficacia è riconducibile a un errore di impostazione del problema. L’umidità nei materiali da costruzione non è un fenomeno unidirezionale, ma dipende da molteplici fattori:</p>
<p data-start="3558" data-end="3690">– gradienti di pressione<br data-start="3582" data-end="3585" />– concentrazione dei sali<br data-start="3610" data-end="3613" />– caratteristiche dei materiali<br data-start="3644" data-end="3647" />– presenza continua di acqua dall’esterno</p>
<p data-start="3692" data-end="3876">In presenza di apporti idrici costanti, come infiltrazioni o contatto diretto con il terreno, non è possibile ottenere una riduzione stabile dell’umidità senza intervenire sulla causa. Il dispositivo, in questi casi, non modifica il bilancio idrico della muratura. In modo analogo, anche interventi come le <a style="color: #41a62a; outline: 0px;" href="https://www.dsdeumidificazioni.it/barriera-chimica-umidita/"><strong><span style="color: #ff00ff;">barriere chimiche</span></strong></a> vengono spesso applicati senza una corretta diagnosi tecnica.</p>
<h2 data-start="3964" data-end="4016">Il ruolo dei sali: un fattore spesso ignorato</h2>
<p data-start="4018" data-end="4114">Un aspetto determinante è rappresentato dalla presenza di sali solubili, come nitrati e solfati. Questi composti hanno comportamento igroscopico e sono in grado di attrarre umidità dall’aria, mantenendo la muratura in condizioni di umidità anche in assenza di acqua liquida visibile.</p>
<p data-start="4304" data-end="4427">In questi casi, qualsiasi sistema che non preveda la rimozione o la gestione dei sali risulta inefficace nel lungo periodo. Macchie, efflorescenze saline e distacchi degli intonaci descrivono il modo in cui il problema si manifesta, ma non identificano automaticamente il meccanismo che lo genera. È proprio la confusione tra manifestazione e causa che porta frequentemente alla scelta prematura di una tecnologia. Questo problema è approfondito nell’articolo <a href="https://www.dsdeumidificazioni.it/perche-diagnosi-umidita-si-fermano-ai-sintomi/"><strong data-start="4343" data-end="4418">Perché la maggior parte delle diagnosi dell’umidità si ferma ai sintomi</strong></a>.</p>
<h2 data-start="4434" data-end="4497">Errore frequente: trattare un sintomo invece della causa</h2>
<p data-start="4499" data-end="4625">La presenza di umidità nei muri viene spesso interpretata come un fenomeno da bloccare, anziché come un segnale da analizzare. L’approccio corretto richiede l&#8217;individuazione della fonte d’acqua, l&#8217;analisi dei materiali, lavalutazione del contesto esterno e la verifica delle condizioni termoigrometriche. Solo successivamente è possibile definire un intervento efficace.</p>
<p data-start="4627" data-end="4657">La scelta della tecnologia dovrebbe rappresentare l’ultima fase dell’indagine e non il suo punto di partenza. Prima devono essere raccolte le informazioni sull’edificio, eseguite le misurazioni necessarie e confrontate le diverse ipotesi diagnostiche. Ho descritto questo percorso nell’articolo <a href="https://www.dsdeumidificazioni.it/come-si-svolge-una-diagnosi-delle-patologie-edilizie/"><strong data-start="3579" data-end="3679">Come si svolge una diagnosi delle patologie edilizie: dal sopralluogo al progetto di risanamento</strong>.</a></p>
<h2 data-start="4882" data-end="4936">Quando vengono installate: dinamiche di mercato</h2>
<p data-start="4938" data-end="5058">Le centraline elettrofisiche vengono spesso proposte in contesti in cui è richiesta una soluzione rapida e non invasiva. Questo le rende particolarmente diffuse in edifici abitati o vincolati, dove gli interventi strutturali vengono evitati.</p>
<p data-start="5182" data-end="5319">Tuttavia, l’assenza di opere invasive non può essere considerata un vantaggio se non è accompagnata da un’efficacia tecnica verificabile.</p>
<h2 data-start="5326" data-end="5353">Conclusioni tecniche</h2>
<p data-start="5355" data-end="5503">Alla luce delle analisi condotte, le centraline elettrofisiche non rappresentano una soluzione affidabile in presenza di cause complesse di umidità. Rientrano tra i sistemi oggi proposti come <a href="https://www.dsdeumidificazioni.it/rimedi-per-lumidita-di-risalita/">rimedi per l’umidità</a>, ma non sono l’unica tecnologia disponibile.</p>
<p data-start="5505" data-end="5658">Il loro utilizzo, in assenza di una diagnosi tecnica approfondita, porta frequentemente a interventi inefficaci e alla prosecuzione del degrado edilizio.</p>
<p data-start="5660" data-end="5836">La risoluzione dei problemi di umidità richiede un <a href="https://www.dsdeumidificazioni.it/analisi-diagnostica-umidita-muri/">approccio diagnostico</a> e progettuale basato su dati misurabili e sulla comprensione dei meccanismi fisici e chimici coinvolti.</p>
<p data-start="4779" data-end="4962">Il ruolo del <a href="https://www.dsdeumidificazioni.it/specialista-dellumidita-di-risalita/">consulente tecnico</a> indipendente consiste proprio nel valutare caso per caso la coerenza tra problema rilevato, condizioni al contorno e possibili strategie di intervento.</p>
<h2 data-start="1394" data-end="1459"><strong>Le centraline elettrofisiche funzionano davvero?</strong></h2>
<p data-start="1394" data-end="1459">Non sono stati riscontrati effetti oggettivamente attribuibili al funzionamento del dispositivo. Lo stesso esito è stato proclamato anche al termine dello studio internazionale <a href="https://www.emerisda.eu/" target="_blank" rel="noopener">Emerisda</a>. È pertanto necessaria una valutazione tecnica caso per caso.</p>
<h2 data-start="1824" data-end="1893">Possono sostituire altri interventi?</h2>
<p data-start="1824" data-end="1893">No. In assenza di eliminazione della causa dell’umidità, non possono garantire risultati duraturi.</p>
<h2 data-start="1824" data-end="1893"><strong>La centralina elettrofisica per l&#8217;umidità di risalita funziona controterra?</strong></h2>
<p data-start="1824" data-end="1893">Le murature controterra presentano condizioni particolarmente gravose per la presenza di acqua in pressione e contatto continuo con il terreno.</p>
<h2 data-start="2211" data-end="2216">Quanto tempo serve per vedere risultati dopo aver installato una centralina elettrofisica per l’umidità di risalita?</h2>
<p data-start="2211" data-end="2216">I tempi dichiarati dai produttori sono variabili. In ambito tecnico, l’eventuale evoluzione del quadro igrometrico deve essere verificata mediante monitoraggi strumentali nel tempo. In assenza di misurazioni oggettive non è possibile attribuire con certezza eventuali variazioni al dispositivo installato.</p>
<h2 data-start="2211" data-end="2216"><strong>Serve una diagnosi prima di installare una centralina?</strong></h2>
<p data-start="2211" data-end="2216">Sì. Qualsiasi intervento sulle murature dovrebbe essere preceduto da una diagnosi tecnica completa che includa rilievi termo-igrometrici, analisi dei materiali e verifica delle condizioni al contorno. L’installazione senza diagnosi preventiva non consente di formulare previsioni affidabili.</p>
<figure id="attachment_95" aria-describedby="caption-attachment-95" style="width: 511px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-95" title="Centralina elettrofisica alimentata ad emissione di impulsi elettromagnetici" src="http://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/Centralina-elettrofisica-alimentata-ad-emissione-di-impulsi-elettromagnetici-300x232.jpg" alt="" width="511" height="396" srcset="https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/Centralina-elettrofisica-alimentata-ad-emissione-di-impulsi-elettromagnetici-300x232.jpg 300w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/Centralina-elettrofisica-alimentata-ad-emissione-di-impulsi-elettromagnetici-768x595.jpg 768w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/Centralina-elettrofisica-alimentata-ad-emissione-di-impulsi-elettromagnetici-1024x794.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 511px) 100vw, 511px" /><figcaption id="caption-attachment-95" class="wp-caption-text">Centralina elettrofisica alimentata ad emissione di impulsi elettromagnetici</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dsdeumidificazioni.it/centralina-elettrofisica-per-lumidita-di-risalita/">Centralina elettrofisica per l’umidità di risalita: analisi tecnica, limiti e casi reali</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dsdeumidificazioni.it">Daniele Stevoli</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.dsdeumidificazioni.it/centralina-elettrofisica-per-lumidita-di-risalita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>2</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Intonaco macroporoso: cos’è davvero, come funziona e quando ha senso utilizzarlo</title>
		<link>https://www.dsdeumidificazioni.it/intonaco-macroporoso/</link>
					<comments>https://www.dsdeumidificazioni.it/intonaco-macroporoso/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Stevoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Mar 2017 15:35:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Soluzioni all'umidità di risalita]]></category>
		<category><![CDATA[intonaci macroporosi]]></category>
		<category><![CDATA[intonaci traspiranti]]></category>
		<category><![CDATA[intonaco antisale]]></category>
		<category><![CDATA[intonaco deumidificante]]></category>
		<category><![CDATA[intonaco macroporoso]]></category>
		<category><![CDATA[intonaco risanante]]></category>
		<category><![CDATA[risanamento murature]]></category>
		<category><![CDATA[umidità muri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.dsdeumidificazioni.it/?p=31</guid>

					<description><![CDATA[<p>Cos’è realmente un intonaco macroporoso? L’intonaco macroporoso viene spesso presentato commercialmente come un intonaco “deumidificante”, lasciando intendere che sia in grado di asciugare i muri o di eliminare l’umidità presente nelle murature. Questa interpretazione è tecnicamente scorretta. Nel mercato edilizio questi materiali vengono spesso confusi con i cosiddetti intonaci deumidificanti o antisale, termini che non sono &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dsdeumidificazioni.it/intonaco-macroporoso/">Intonaco macroporoso: cos’è davvero, come funziona e quando ha senso utilizzarlo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dsdeumidificazioni.it">Daniele Stevoli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 data-section-id="hivhny" data-start="618" data-end="660">Cos’è realmente un intonaco macroporoso?</h2>
<p data-start="662" data-end="915">L’intonaco macroporoso viene spesso presentato commercialmente come un intonaco “deumidificante”, lasciando intendere che sia in grado di asciugare i muri o di eliminare l’umidità presente nelle murature. Questa interpretazione è tecnicamente scorretta. Nel mercato edilizio questi materiali vengono spesso confusi con i cosiddetti <a href="https://www.dsdeumidificazioni.it/intonaco-deumidificante-o-antisale/">intonaci deumidificanti o antisale</a>, termini che non sono sempre utilizzati in modo tecnicamente corretto.</p>
<p data-start="917" data-end="1271">Un intonaco macroporoso non elimina la causa dell’umidità e non può essere considerato un sistema che asciuga automaticamente la muratura. Si tratta invece di un intonaco ad elevata porosità interna progettato per offrire uno spazio di accumulo ai sali e favorire l’evaporazione dell’umidità all’interno della propria struttura porosa, limitando la formazione immediata di rigonfiamenti e distacchi superficiali.</p>
<p data-start="1273" data-end="1531">Il suo funzionamento si basa sulla presenza di una rete di pori ampi e distribuiti che consentono al vapore di diffondersi all’interno dello strato di intonaco, mentre i sali tendono a cristallizzare nei vuoti interni invece che immediatamente in superficie. Questo non significa che l’intonaco elimini il problema, ma soltanto che può contribuire a gestire in modo più controllato determinati fenomeni quando correttamente progettato.</p>
<p data-start="1273" data-end="1531">L&#8217;intonaco macroporoso non rappresenta una soluzione universale. Le sue prestazioni dipendono dal tipo di degrado presente e dalle caratteristiche della muratura. Per questo motivo ho approfondito il tema nell&#8217;articolo <a href="https://www.dsdeumidificazioni.it/tecnologia-funziona-scelta-sbagliata/"><strong data-start="575" data-end="648">Perché una tecnologia che funziona bene può essere comunque sbagliata</strong></a>, mostrando perché ogni tecnologia deve essere scelta soltanto dopo una corretta diagnosi.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-1444 size-full" style="font-weight: bold; background-color: transparent; color: #767676;" title="Schema del funzionamento dell’intonaco macroporoso e diffusione del vapore" src="https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/adasad.jpg" alt="intonaco macroporoso" width="958" height="858" srcset="https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/adasad.jpg 958w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/adasad-300x269.jpg 300w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/adasad-768x688.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 958px) 100vw, 958px" /></p>
<h2 data-start="1739" data-end="1929">Come funziona realmente?</h2>
<p data-start="1739" data-end="1929">Affinché un intonaco macroporoso possa lavorare correttamente è necessario che venga applicato con spessori importanti, generalmente non inferiori a 3,5–4 cm uniformi su tutta la superficie.</p>
<p data-start="1931" data-end="2234">Lo spessore è fondamentale perché il materiale non lavora per composizione chimica miracolosa, ma per volume poroso disponibile. Più correttamente si realizza il volume tecnico richiesto, maggiore sarà la capacità del sistema di ospitare la cristallizzazione dei sali e gestire la diffusione del vapore.</p>
<p data-start="2236" data-end="2342">Per questo motivo un’applicazione sottile o irregolare compromette fortemente la funzionalità del sistema.</p>
<h2 data-section-id="1vppe9w" data-start="2344" data-end="2370">Quando può essere utile?</h2>
<p data-start="2372" data-end="2613">L’intonaco macroporoso trova la propria applicazione corretta soprattutto in murature storiche già stabilizzate o asciutte, dove si desidera utilizzare un materiale altamente traspirante, leggero, elastico e facilmente reversibile in futuro. Può essere una soluzione valida anche quando si vuole migliorare la traspirabilità superficiale di murature antiche o particolarmente eterogenee, purché non siano presenti infiltrazioni attive, importanti contaminazioni saline o condizioni di imbibizione persistente.</p>
<p data-start="2372" data-end="2613">La decisione di utilizzare un intonaco macroporoso dovrebbe derivare dall&#8217;analisi del fenomeno che interessa la muratura e non da una scelta standardizzata. Il percorso che conduce dalla diagnosi alla progettazione dell&#8217;intervento è illustrato nell&#8217;articolo <a href="https://www.dsdeumidificazioni.it/come-si-svolge-una-diagnosi-delle-patologie-edilizie/"><strong data-start="1295" data-end="1395">Come si svolge una diagnosi delle patologie edilizie: dal sopralluogo al progetto di risanamento</strong></a>.</p>
<p data-start="2884" data-end="3075">In questi casi il materiale consente una buona diffusione del vapore, riduce il rischio di rigonfiamenti delle finiture e migliora il comportamento termoigrometrico superficiale della parete.</p>
<figure id="attachment_1109" aria-describedby="caption-attachment-1109" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1109 size-large" title="Intonaco macroporoso con degrado superficiale in presenza di umidità" src="https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/IMG-20170227-WA0002-e1543687194555-1024x492.jpg" alt="intonaco macroporoso" width="1024" height="492" srcset="https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/IMG-20170227-WA0002-e1543687194555-1024x492.jpg 1024w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/IMG-20170227-WA0002-e1543687194555-300x144.jpg 300w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/IMG-20170227-WA0002-e1543687194555-768x369.jpg 768w, https://www.dsdeumidificazioni.it/wp-content/uploads/2017/03/IMG-20170227-WA0002-e1543687194555.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-1109" class="wp-caption-text">Intonaco macroporoso che a soli 8 mesi dalla sua posa ha raggiunto la saturazione dei pori dai sali</figcaption></figure>
<h2 data-section-id="5gqsne" data-start="3077" data-end="3104">Quando NON va utilizzato?</h2>
<p data-start="3106" data-end="3211">L’intonaco macroporoso non deve essere considerato una soluzione universale per ogni problema di umidità. Esistono numerosi casi nei quali un <a href="https://www.dsdeumidificazioni.it/quando-intonaco-macroporoso-non-funziona/">intonaco macroporoso viene utilizzato impropriamente</a>, con conseguente fallimento precoce dell’intervento.</p>
<p data-start="3213" data-end="3380">Non è adatto quando la muratura presenta infiltrazioni attive, perché non possiede alcuna capacità impermeabilizzante e non può contrastare ingressi continui di acqua.</p>
<p data-start="3382" data-end="3598">Non è indicato su murature fortemente contaminate da sali se il supporto non viene preventivamente bonificato, poiché i sali migrano immediatamente nello strato fresco di intonaco contaminandolo già durante la presa.</p>
<p data-start="3600" data-end="3884">Non è generalmente corretto impiegarlo nei locali controterra o seminterrati, dove la logica costruttiva non deve essere quella della traspirazione ma dell’impermeabilizzazione stratificata. Come si usa spesso dire in ambito tecnico: nessuno realizzerebbe un sommergibile traspirante.</p>
<p data-start="3886" data-end="4111">Non è inoltre consigliabile all’esterno in molte applicazioni, specialmente se esposto a pioggia battente o gelo, poiché la sua elevata porosità può renderlo vulnerabile a imbibizione, cicli gelo-disgelo e degrado accelerato.</p>
<p data-start="3886" data-end="4111">Quando il materiale viene impiegato per affrontare una causa diversa da quella realmente presente, anche una posa eseguita correttamente può non produrre i risultati attesi. Questo argomento è approfondito nell&#8217;articolo <a href="https://www.dsdeumidificazioni.it/perche-molti-interventi-contro-l-umidita-falliscono/"><strong data-start="1915" data-end="2017">Perché molti interventi contro l&#8217;umidità falliscono anche quando sono stati eseguiti correttamente</strong>.</a></p>
<h2 data-section-id="18s0ftc" data-start="4113" data-end="4160">Perché molti intonaci macroporosi falliscono?</h2>
<p data-start="4162" data-end="4321">Quando un intonaco macroporoso fallisce, nella maggior parte dei casi il problema non è il materiale ma l’errata applicazione o la diagnosi iniziale sbagliata.</p>
<p data-start="4323" data-end="4580">Molti interventi vengono eseguiti senza aver prima eliminato la causa dell’umidità, senza bonificare correttamente i sali presenti nella muratura, senza rispettare gli spessori minimi di progetto o senza considerare le condizioni climatiche durante la posa.</p>
<p data-start="4582" data-end="4743">L’intonaco viene così contaminato immediatamente, perde adesione, si degrada precocemente o manifesta asciugature irregolari già nelle prime fasi di maturazione.</p>
<p data-start="4582" data-end="4743">Comprendere la natura e la distribuzione dei sali significa interpretare la storia dell&#8217;edificio e individuare le cause che hanno portato al degrado dell&#8217;intonaco. Questo approccio è illustrato nell&#8217;articolo <a href="https://www.dsdeumidificazioni.it/i-sali-raccontano-la-storia-degli-edifici/"><strong data-start="3090" data-end="3135">I sali raccontano la storia degli edifici</strong>.</a></p>
<h2 data-section-id="1kfjtgc" data-start="4745" data-end="4802">L’errore più comune: applicarlo su muri ancora bagnati</h2>
<p data-start="4804" data-end="4984">Anche l&#8217;estensione della demolizione deve essere stabilita in funzione del degrado reale e non applicando quote prestabilite. Questo tema è affrontato nell&#8217;articolo <a href="https://www.dsdeumidificazioni.it/demolizione-intonaco-fino-a-un-metro/"><strong data-start="2488" data-end="2555">Chi ha stabilito che l&#8217;intonaco si sostituisce fino a un metro?</strong></a>, dove vengono analizzati i criteri tecnici per definire l&#8217;altezza dell&#8217;intervento.</p>
<p data-start="4804" data-end="4984">Uno degli errori più frequenti consiste nell’applicare l’intonaco macroporoso su murature ancora umide o addirittura imbibite, nella convinzione che il prodotto possa “asciugarle”.</p>
<p data-start="4986" data-end="5219">In realtà questo approccio compromette fin da subito la corretta adesione del sistema. La muratura umida e contaminata trasferisce sali e umidità nello strato fresco, alterando la presa, riducendo l’adesione e accelerando il degrado.</p>
<p data-start="5221" data-end="5416">Prima della posa devono essere sempre eliminate le cause di umidità, rimossi i materiali incoerenti, bonificate le contaminazioni e regolarizzato il supporto per ottenere una superficie omogenea.</p>
<h2 data-section-id="1diwvq8" data-start="5418" data-end="5478">Intonaco macroporoso e murature moderne: ha sempre senso?</h2>
<p data-start="5480" data-end="5650">Su edifici moderni in laterizio alveolare, blocchi in calcestruzzo o murature civili ordinarie l’impiego di un macroporoso spesso non rappresenta la scelta più razionale.</p>
<p data-start="5652" data-end="5909">Si tratta infatti di un materiale più delicato, meno resistente meccanicamente e più complesso da posare rispetto a un intonaco tradizionale. Se non esistono specifiche esigenze termoigrometriche o conservative, il suo utilizzo può risultare ingiustificato.</p>
<p data-start="5911" data-end="6042">Ha senso impiegarlo solo quando esiste una motivazione tecnica precisa e documentabile, non come soluzione standard o “preventiva”.</p>
<h2 data-section-id="123gf4u" data-start="6044" data-end="6097">L’intonaco macroporoso non sostituisce la diagnosi</h2>
<p data-start="6099" data-end="6208">Un intonaco macroporoso non deve mai essere scelto come risposta automatica alla presenza di degrado murario. Prima di prescrivere questo tipo di sistema è necessario comprendere:</p>
<p data-start="6281" data-end="6533">se l’umidità è ancora attiva o residua,<br data-start="6320" data-end="6323" />se sono presenti infiltrazioni o condense,<br data-start="6365" data-end="6368" />quale sia il livello e la tipologia delle contaminazioni saline,<br data-start="6432" data-end="6435" />quale sia la natura della muratura,<br data-start="6470" data-end="6473" />se la stratigrafia esistente sia compatibile con il sistema.</p>
<p data-start="6535" data-end="6637">Senza una diagnosi tecnica preliminare il rischio di scegliere un materiale non idoneo è elevatissimo. Anche il miglior materiale può fallire se inserito in una stratigrafia errata o applicato senza corretta <a href="https://www.dsdeumidificazioni.it/analisi-diagnostica-umidita-muri/">diagnosi della patologia edilizia.</a></p>
<p data-start="6535" data-end="6637">L&#8217;efficacia di un intonaco macroporoso dipende anche dalla capacità di interpretare correttamente il comportamento della muratura prima dell&#8217;intervento. Per questo motivo ho dedicato un approfondimento a <a href="https://www.dsdeumidificazioni.it/come-leggere-una-muratura/"><strong data-start="3542" data-end="3598">Come leggere una muratura come un consulente tecnico</strong></a>, mostrando quali informazioni è possibile ottenere dall&#8217;osservazione diretta del degrado.</p>
<h2 data-section-id="7oo8b3" data-start="7693" data-end="7707">Conclusioni</h2>
<p data-start="7709" data-end="7885">L’intonaco macroporoso è un materiale tecnico utile in specifiche condizioni, ma viene molto spesso proposto in modo improprio come soluzione universale ai problemi di umidità. Deve essere valutato nel contesto generale dei <a style="color: #41a62a; outline: 0px;" href="https://www.dsdeumidificazioni.it/rimedi-per-lumidita-di-risalita/">rimedi disponibili per l’umidità muraria.</a></p>
<p data-start="7887" data-end="8031">Non asciuga i muri, non sostituisce una diagnosi tecnica e non può compensare infiltrazioni, errori costruttivi o contaminazioni non bonificate. La sua efficacia dipende interamente dalla corretta diagnosi del problema, dalla preparazione del supporto, dalla scelta della stratigrafia e dal rispetto rigoroso delle modalità di posa.</p>
<p data-start="8222" data-end="8393">Quando viene utilizzato senza queste condizioni preliminari, il rischio di fallimento è elevato e il materiale finisce per essere accusato ingiustamente di non funzionare.</p>
<p data-start="8395" data-end="8584">Per stabilire se un intonaco macroporoso sia realmente adatto al caso specifico è necessario analizzare preliminarmente la muratura, le contaminazioni presenti e le reali cause del degrado.</p>
<h2 data-section-id="1ce6y7i" data-start="6639" data-end="6663">Domande più frequenti</h2>
<h3 data-section-id="4bsnpa" data-start="6665" data-end="6707">L’intonaco macroporoso asciuga i muri?</h3>
<p data-start="6709" data-end="6897">No. L’intonaco macroporoso non asciuga i muri e non elimina la causa dell’umidità. Può solo gestire in parte l’evaporazione e la cristallizzazione dei sali quando utilizzato correttamente.</p>
<h3 data-section-id="negrh" data-start="6899" data-end="6946">Si può applicare su un muro ancora bagnato?</h3>
<p data-start="6948" data-end="7074">No. Applicarlo su murature ancora umide o contaminate comporta spesso un degrado precoce e compromette l’adesione del sistema.</p>
<h3 data-section-id="1yji7zi" data-start="7076" data-end="7100">Va bene all’esterno?</h3>
<p data-start="7102" data-end="7262">Solo in casi specifici e con progettazione corretta. In molte applicazioni esterne il rischio di imbibizione e degrado da gelo lo rende una scelta non ottimale.</p>
<h3 data-section-id="1yy5sd8" data-start="7264" data-end="7297">Serve anche nei seminterrati?</h3>
<p data-start="7299" data-end="7451">Generalmente no. Nei controterra e nei seminterrati la corretta logica tecnica è quella dell’impermeabilizzazione stratificata, non della traspirazione.</p>
<h3 data-section-id="e13vnd" data-start="7453" data-end="7506">Quanto dura un intonaco macroporoso ben eseguito?</h3>
<p data-start="7508" data-end="7691">Se correttamente progettato, posato e mantenuto, non ha una durata predefinita breve. La sua vita utile dipende principalmente dal contesto di utilizzo e dalla corretta conservazione.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dsdeumidificazioni.it/intonaco-macroporoso/">Intonaco macroporoso: cos’è davvero, come funziona e quando ha senso utilizzarlo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dsdeumidificazioni.it">Daniele Stevoli</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.dsdeumidificazioni.it/intonaco-macroporoso/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
