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	<title>Umidità di risalita non capillare &#8211; Daniele Stevoli</title>
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	<description>Lo specialista dell&#039;umidità di risalita Ferrara, Ravenna, Rovigo, Mantova,  Bologna e Modena.</description>
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	<title>Umidità di risalita non capillare &#8211; Daniele Stevoli</title>
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		<title>Barriera termica Thermistore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Stevoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Nov 2018 14:48:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Soluzioni all'umidità di risalita]]></category>
		<category><![CDATA[Abbattimento del ponte termico nelle pareti a nord]]></category>
		<category><![CDATA[condensa sul pavimento.]]></category>
		<category><![CDATA[deliquescenza e cristallizzazione salina]]></category>
		<category><![CDATA[rriera chimica]]></category>
		<category><![CDATA[stucco veneziano]]></category>
		<category><![CDATA[Umidità di risalita non capillare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Umidità di risalita non capillare<br />
Formazioni di condensa sul pavimento.<br />
Condensazione dovuta al mancato riscaldamento nei piani sottostanti.<br />
Deumidificazione di murature a quota terreno.<br />
Abbattimento del ponte termico nelle pareti a nord.<br />
Annullamento dei fenomeni di deliquescenza e cristallizzazione salina su stucco veneziano.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dsdeumidificazioni.it/barriera-termica-thermistore/">Barriera termica Thermistore</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dsdeumidificazioni.it">Daniele Stevoli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ho deciso di pubblicare questo articolo descrivendo prima le casistiche in cui ho installato con successo la barriera termica Thermistore, precisando che è un sistema piuttosto semplice da capire, poiché prevede l&#8217;emissione di calore nella muratura e come ben noto, il calore asciuga le murature umide.</p>
<p>Specifico inoltre, che questa tipologia di cavo riscaldante si differenzia da gli altri cavi presenti sul mercato poiché le prestazioni e l&#8217;assemblaggio sono specifici per poter essere inseriti all&#8217;interno delle murature senza arrecare danni, l&#8217;impianto è munito di messa a terra, inoltre i consumi sono notevolmente minori rispetto i comuni cavi reperibili sul mercato, la cui installazione peraltro è fortemente sconsigliata.</p>
<p>Ho installato la barriera termica negli edifici per risanare in queste situazioni:</p>
<ul>
<li>Umidità di risalita non capillare, in muratura portante in mattoni pieni di larghezza 60 cm, la presenza dell&#8217;umidità era dovuta ad un vespaio sotto il piano di calpestio al piano terra, la deumidificazione è avvenuta con successo.</li>
<li>Ho installato la barriera termica riscaldante in edifici che avevano formazioni di condensa sul pavimento, la condensazione era dovuta al mancato riscaldamento nei piani sottostanti e accentuati ponti termici presenti, anche in questo caso la deumidificazione è avvenuta con successo già dal giorno dopo l&#8217;installazione.</li>
<li>Deumidificazione di murature a quota terreno impermeabilizzate all&#8217;esterno prive di infiltrazioni laterali, anche in questo caso la deumidificazione è avvenuta con successo.</li>
<li>Abbattimento del ponte termico nelle pareti a nord mediante l&#8217;installazione del cavo, anche in questo caso la deumidificazione è avvenuta con successo.</li>
<li>Annullamento con successo dei fenomeni di deliquescenza e cristallizzazione salina i quali degradavano uno stucco veneziano al piano terra di un edificio storico.</li>
</ul>
<p>Il sistema Thermistore, noto anche con il nome di barriera termica, consiste in un cavo riscaldante, che installato a contatto delle superfici interne e delle zone più fredde degli edifici, permette l’abbattimento dei ponti termici, dei fenomeni igroscopici e dei fenomeni di risalita non capillare.</p>
<p>Per capire la differenza fra le risalite capillari e quelle non capillari, consiglio di consultare l&#8217;articolo riguardante <a href="https://www.dsdeumidificazioni.it/umidita-di-risalita/">l&#8217;umidità di risalita</a>, nel quale vengono distinte le diverse tipologie.</p>
<p>Può essere installato all’interno degli intonaci, fra i corsi dei mattoni, nei soffitti o a quota pavimento, a seconda delle problematiche da risolvere. Bisogna sempre tenere in considerazione che il calore generato dal cavo genera una pressione all&#8217;interno del setto poroso, il quale per diffusione si estende sempre verso le zone più fredde. Il sistema riscaldante aumenta sensibilmente la temperatura dei manufatti, nelle immediate vicinanze dell&#8217;impianto i materiali raggiungono velocemente la temperatura impostata, generalmente fra i 16 e i 25° C.</p>
<p>Come indicato precedentemente, il sistema è valido sia per contrastare i fenomeni di risalita non capillare, che i fenomeni condensativi dovuti ai ponti termici, come nel caso delle condense invernali e delle condense estive. Tale impianto viene installato a seguito di un&#8217;indagine, non è possibile pertanto acquistarlo senza il benestare del tecnico incaricato.</p>
<p>La barriera termica, si distingue dai comuni cavi riscaldanti spesso usati nell&#8217;industria, per la conservazione degli impianti esposti al freddo, a differenza di questi ultimi il consumo elettrico è piuttosto contenuto poiché l&#8217;emanazione del calore è minore. All&#8217;interno degli edifici è sconsigliato raggiungere temperature troppo elevate, pertanto i consumi saranno notevolmente inferiori rispetto i comuni cavi, per via dell&#8217;effetto autoregolante.</p>
<p>Il sistema viene gestito da un&#8217;apposita centralina, munito di sonda termica per il rilievo costante delle temperature, pertanto le impostazioni possono essere modificate durante la fase che segue l&#8217;installazione.</p>
<p>La centralina ha lo scopo di gestire la temperatura della muratura, senza sprecare energia inutilmente. Pertanto al raggiungere della temperatura preimpostata l&#8217;impianto riscaldante verrà spento, evitando sprechi di consumo elettrico. Generalmente la temperatura programmata è di 17 °, valore più che sufficiente per impedire risalite non capillari, nella maggior parte dell&#8217;anno l&#8217;impianto resterà quindi spento.</p>
<h3><strong>Campi di impiego</strong></h3>
<p>È risolutiva come descritto in precedenza nei casi di risalita non capillare, ovvero generata da fenomeni di condensazione e ponti termici, pertanto è piuttosto comune l&#8217;utilizzo sia nelle murature e nei solai più recenti, a compensazione delle carenze coibentanti, nonché nelle murature esterne di non recente costruzione, soggette al contatto diretto con il terreno. Anche i fenomeni igroscopici nei mattoni o nelle malte vengono facilmente debellati.</p>
<p>Il consumo massimo del cavo è di 10 watt/h per metro lineare, questo consumo viene raggiunto se l&#8217;impianto viene portato alla temperatura massima di 25 gradi, tuttavia sarà necessario raggiungere questa temperatura soltanto nei primi mesi, ad avvenuta asciugatura l&#8217;impianto potrà essere impostato ad una temperatura di 17-18 gradi, riducendo almeno del 50% circa i consumi.</p>
<p>Mediamente un impianto di notevoli dimensioni, di circa 100 metri lineari, produce un consumo elettrico maggiore durante il primo anno, che tenderà a dimezzarsi negli anni successivi. Considerando una media dei prezzi al Kw, dei fornitori di elettricità attuali, possiamo stimare quindi un consumo elettrico di 120-150€ per il primo anno solare, per poi arrivare a circa €50 per ogni anno a venire, questi dati sono profondamente variabili a seconda della zona geografica in cui si trova l’immobile.</p>
<p>Il consumo sarà decisamente minore in zone al sud, notoriamente più calde, mentre sarà maggiore in montagna al nord, poiché il clima presente è decisamente più freddo.</p>
<h3><strong>Cenni storici</strong></h3>
<p>Nell&#8217;antichità dell&#8217;Impero romano era presente <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ipocausto" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;ipocausto</a>, un complesso sistema di pavimenti rialzati da terra ed intercapedini nelle murature, i quali consentivano la circolazione di aria calda durante il periodo invernale. La circolazione dell&#8217;aria calda abbatteva ogni fenomeno igroscopico all&#8217;interno delle murature, veniva spesso utilizzata anche per il riscaldamento delle acque termali presenti.</p>
<p>Questa tecnologia era piuttosto semplice da capire, tuttavia non erano molti quelli che potevano permetterselo, all&#8217;epoca questo sistema che chiedeva la presenza di un fuoco continuamente acceso alla base dell&#8217;edificio, la cui aria calda emessa veniva direzionata nelle murature, apportando il calore necessario per il mantenimento di un confort abitativo molto alto mediante murature più salubri.</p>
<p>Con lo stesso principio è realizzato da diversi decenni anche il sistema noto in Italia con il nome di Hypothermos, che fa riferimento in lingua tedesca a sistema Temperierung. Tale sistema prevede l&#8217;installazione alla base muraria di un doppio tubo in rame che percorre internamente le murature dell&#8217;edificio, alla base murarie viene installata a quota pavimento o più in basso, una serpentina con andata e ritorno contenente acqua calda.</p>
<p>L&#8217;acqua calda viene continuamente fatta circolare all&#8217;interno delle tubazioni mantenendo caldo in continuazione il manufatto, ad una temperatura di circa 30 35 gradi, questo calore è sufficiente per annullare istantaneamente tutti i fenomeni igroscopici delle murature adiacenti, non comporta inoltre alle esecuzioni di tagli meccanici verticali ed orizzontali a ridosso dei muri portanti. Ovviamente questo sistema non è da considerarsi valido nel caso di infiltrazioni laterali o infiltrazioni canalizzate,  tutti i fenomeni in cui è presente acqua liquida, ma è decisamente efficace nella maggior parte delle situazioni poiché come sappiamo la risalita e capillare soltanto in presenza di acqua liquida a ridosso della muratura o in caso di perdite.</p>
<p>Facendo riferimento a questo sistema è stato brevettato il sistema Thermistore, considerando che la stessa quantità di calore possa essere immessa mediante un impianto elettrico decisamente meno invasivo, senza richiedere la presenza di una caldaia.</p>
<p>Pertanto il sistema thermistore non è da ritenersi valido in caso di infiltrazioni o falde piuttosto superficiali, dove presente acqua che abbia completamente saturato i capillari. Tuttavia in situazioni di questo tipo lo si può abbinare al piano di risanamento dopo aver arrestato fenomeni di risalita.</p>
<h3><strong>Esempi</strong></h3>
<p>Ho realizzato un impianto <a href="https://www.dsdeumidificazioni.it/installazione-di-barriera-termica-abbinata-a-barriera-chimica/">Thermistore abbinato ad una barriera chimica</a>, in un edificio con pavimentazione interna più bassa di 20 cm rispetto alla pavimentazione esterna. In questa situazione non potevamo effettuare un&#8217;opera di impermeabilizzazione esterna, poiché l&#8217;edificio si trova all&#8217;interno di un centro storico vincolato in cui non era possibile effettuare la scomposizione della pavimentazione esterna con successiva posa.</p>
<p>L’installazione ha fornito risultati molto soddisfacenti, poiché la presenza di calore emanata dal cavo ha contribuito ad una miglior diffusione della barriera chimica.</p>
<p>Altro caso interessante in cui ho utilizzato il sistema Thermistore abbinato ad una barriera chimica, è stato il risanamento di uno stucco veneziano applicato su una muratura in mattoni, al piano terra di un vecchio casale.</p>
<p>In questo caso avevamo risalita muraria alla base del muro, umidità muraria dovuta ad igroscopia fino all&#8217;altezza di circa 160 cm e deliquescenza salina, con espulsione di sali nitrati e solfati, poiché la precedente destinazione d&#8217;uso dell&#8217;ambiente era riservata ad una cucina con bagno annesso. La risalita muraria è stata annullata dalla barriera chimica, inserita alla base della muratura. Mentre i fenomeni igroscopici e di deliquescenza salina sono stati annullati, tramite l&#8217;emissione di calore ottenuta dal Thrmistore.</p>
<p>Trascorso il periodo di 30 giorni circa il proprietario ha potuto procedere alla riparazione del prezioso stucco veneziano.</p>
<p>Io <a href="https://www.dsdeumidificazioni.it/specialista-dellumidita-di-risalita/">Daniele Stevoli</a>, sono stato il primo che ha realizzato in Italia l&#8217;abbinamento fra barriera chimica e barriera termica, e dichiaro con assoluta certezza che il sistema sia l&#8217;unico, che possa assicurare l&#8217;esecuzione o il risanamento di stucchi veneziani nelle situazioni più umide.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Contatti:</h4>
<p>telefono cellulare 339 3019199</p>
<p>email info@dsdeumidificazioni.it</p>
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