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Sanificazioni con Ozono per coronavirus

Sono efficaci per muffe batteri ed altri parassiti ma cosa sappiamo riguardo al Covid 19 coronavirus. Approfondimento considerando tutto quello che per ora sappiamo per capire se può essere utile contro il Coronavirus.

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Sanificazioni con Ozono per coronavirus

Tengo a precisare che io Daniele Stevoli non sono un esperto di ozono, lo utilizzo da diversi mesi ma soltanto dopo aver effettuato risanamenti contro le spore delle muffe,  in quel campo è piuttosto semplice, al contrario dalle sanificazioni degli edifici da COVID 19 Coronavirus, poiché oltre a conoscere gli effetti sui materiali da costruzione è necessario sapere come procedere.

Essendo un esperto dell’umidità nelle costruzioni possiedo fra i miei miei contatti patologi edili che hanno approfondito l’argomento, così ho deciso di scrivere questo articolo a solo scopo divulgativo, ringraziando anticipatamente l’ingegner Gualtiero Piccinni. Per il tempo a me dedicato, l’ingegnere al contrario di me possiede tutto quello che serve per le sanificazioni, che esegue con successo in Puglia. Ringrazio inoltre Marco Argiolas per la documentazione fornitami da pubblicazioni statunitensi.

Introduzione al processo di ozonizzazione

L’ozono ha come simbolo O3, è un gas che emana un odore caratteristico e che si forma negli strati più alti dell’atmosfera, a protezione dai raggi solari, perché permette l’assorbimento della luce ultravioletta emanata dal Sole. Con il suo potere ossidante, distrugge alghe, batteri, virus e ossida i contaminanti presenti nell’aria e nell’acqua, distrugge i residui volatili dei detergenti chimici e allontana gli insetti.

È caratterizzato dalla sua bassa stabilità, non viene gestito tramite bombole, ma solamente prodotto da appositi apparecchi, chiamati ozonizzatori, che convertono l’ossigeno nell’aria in ozono(ozonizzazione).

Viene utilizzato per sanificare e disinfettare tutte le superfici e i volumi, è stato riconosciuto dal Ministero della Salute (Protocollo n. 24482 del 31 luglio 1996) presidio naturale per la sterilizzazione degli ambienti contaminati da batteri, virus, spore, etc.

“Ozono: un’arma per combattere l’epidemia di Covid-19?

E’ stato realizzato un articolo del prof. Zhou Muzhi (docente alla Tokyo Keizai University e presidente del Cloud River Urban Research Institute) all’interno del quale dichiara:

«Secondo i risultati di un esperimento condotto nel laboratorio nazionale P3 guidato dal professor Li Zelin, l’ozono si è dimostrato efficace nell’uccidere il virus Sars inoculato su cellule renali di scimmia verde, realizzando un tasso di uccisione del 99,22%».

«Il virus scoperto a Wuhan e il virus Sars appartengono entrambi al ceppo dei coronavirus. I ricercatori hanno scoperto che il Covid-19 è simile per l’80% al virus della Sars. È quindi ragionevole prevedere che l’ozono possa essere ugualmente efficace nella prevenzione e nel controllo del nuovo coronavirus».

In ogni caso – afferma il prof. Muzhi – per più di 100 anni, l’ozono, considerato un “killer” naturale dei virus, è stato ampiamente utilizzato per la disinfezione, sterilizzazione, deodorizzazione e disintossicazione, grazie alla sua forte capacità ossidante.

«Per tale motivo – ha sottolineato il docente – l’ozono dovrebbe essere adottato come arma nella lotta globale contro il virus Covid-19».

Affermazioni importanti dall’estero, ma in Italia? Come si è pronunciato il Ministero della salute?

Il Ministero della Salute riconosce solo in via ufficiosa (quindi impugnabile) l’ozono come “presidio naturale per la sterilizzazione di ambienti contaminati da batteri, virus, spore, muffe ed acari” (protocollo n° 24482 del 31/07/1996). Inoltre, sempre il Ministero della Salute con CNSA del 21/10/2010, ha riconosciuto l’utilizzo dell’Ozono nel trattamento dell’aria e dell’acqua come agente disinfettante e disinfestante.

 

Sanificazioni con Ozono per coronavirus, sono utili?

L’uso dell’ozono, quindi, è sicuramente una delle soluzioni più efficaci per disattivare in modo definitivo i virus negli ambienti, dagli oggetti, ma anche nelle auto e persino nei luoghi pubblici. Anche la normale acqua di rubinetto, arricchita di ozono, acquisisce proprietà disinfettanti, antimicrobiche ed antimicotiche, e, in base alla concentrazione, può essere utilizzata per l’alimentazione, la disinfezione di cibi, la sanificazione delle superfici, fino al trattamento topico di malattie ed infezioni.

La storia

L’ozono è stato usato con successo per la disinfezione dell’acqua dai primi del 1900, sebbene fosse stato utilizzato sperimentalmente già nel 1892 (McCarthy e Smith, 1974), è promesso come mezzo efficace per disinfettare le superfici e può quindi essere utile per il risanamento. È stato anche sviluppato come metodo pratico per deodorare gli edifici. L’ozono è un allotropo di ossigeno, differisce dall’ossigeno nelle proprietà chimiche ma non nella composizione (Mortimer, 1975), consiste nel legame instabile generato dall’unione di 3 molecole di ossigeno. Precisamente l’ozono viene creato dall’aggiunta di un elettrone a una molecola di ossigeno, che si traduce in tre molecole di ossigeno che si combinano in un legame temporaneo. Può essere prodotto in aria solo in quantità di circa il 2 percento in peso, essendo il 50% più denso dell’ossigeno.

Come si effettuano le sanificazioni con ozono per coronavirus?

Gli elettroni liberi per il processo di generazione dell’ozono si ottengono con una scarica elettrica, la scintilla tra gli elettrodi ha un impatto sulle molecole di ossigeno, dividendole. L’ossigeno reagisce quindi da O2 per formare ozono O3. Viene generata una corrente alternata per inviare avanti e indietro elettroni liberi. L’ozono può anche essere prodotto da lampade a raggi ultravioletti, le quali però non hanno la stessa progressione attraverso i materiali. Molte lampade a raggi ultravioletti producono una gamma di lunghezze d’onda che include la gamma di produzione dell’ozono e queste sono spesso utilizzate per generare ozono.

L’ozono è instabile e si degrada velocemente

L’ozono è instabile e tenderà a rompersi secondo una determinata equazione chimica, il processo di sanificazione prevede la chiusura al più possibile ermetica degli ambienti, che una volta aperti procederanno alla scomposizione in ossigeno.

Le reazioni chimiche possono svolgere un ruolo nella reazione con composti organici volatili nell’aria per produrre prodotti secondari. Alcuni di questi prodotti secondari possono essere pericolosi.

L’ozono è utilizzato come disinfettante aereo per flussi d’aria e superfici, purché a fine utilizzo venga rimosso. La disinfezione necessita saper dosare la giusta quantità per gli ambienti, a seconda del volume e dei materiali che lo compongono.

Ozono ed umidità relativa

Il tasso di decadimento di alcune spore nell’ozono aumenta con l’aumentare dell’umidità relativa. E’ verosimile pensare che se si può manipolare l’umidità (attraverso strumentazione apposita), in combinazione con l’ozonizzazione, si può ridurre ai minimi i danno sui materiali da costruzione a causa di alti livelli di ozono.

La disinfezione di intere stanze con ozono è soddisfacente, ma i dati sulla disinfezione con ozono dell’aria rimangono limitati, per via della volatilità con l’apertura di porte e finestre.

Gli effetti dell’ozono nell’aria dovrebbero essere paralleli agli effetti dell’ozono nell’acqua. La concentrazione alla quali l’ozono inattiva i batteri nell’acqua sono notevolmente basse, comprese tra 0,1 e 0,2 ppm in alcuni casi. Studi sull’ozono nell’aria hanno anche scoperto che i virus sono sensibili all’ozono (de Mik e de Groot, 1977).

In chimica è noto che l’adsorbimento (una forma di legame chimico tra i materiali, sempre dovuta ale cariche elettrostatiche) del carbonio può essere utilizzato per rimuovere l’ozono nell’aria è stato studiato da Deitz e Bitner (1972, 1973), Rakitskaya et al. (1994, 1996), Kowalski et al. (2003) e Weschler et al. (1994). Quindi i più preparati di voi sapranno che il carbonio che compone i materiali da costruzione è in grado di trattenerlo, perciò sollecito tutti voi dal NON far effettuare sanificazioni ad ozono ad aziende che fino a poco fa eseguivano sanificazioni per veicoli, poiché fenomeni come questo sono a loro del tutto sconosciuti. Infatti è richiesta l’asseverazione di un biologo in fase di sanificazione.

Requisiti, precisazioni e riflessioni:

1) Essere abilitati a livello camerale tramite visura camerale contenente codice ATECO 81.2 – ATTIVITÀ DI PULIZIA E DISINFESTAZIONE. https://www.codiceateco.it/.

2) Essere iscritti in un registro speciale della camera di commercio.

3) Avere all’interno del proprio organico un biologo/chimico certificato in utilizzo di sostanza e metodi disinfettivi, se non lo sia ha bisogna rivolgersi a uno esterno che certifichi e autorizzi ogni operazione.

4) l’ozono ha una sua valenza relativa, lo si può abbinare all’atomizzazione del perossido di idrogeno, ma non esiste nessuna certezza del suo utilizzo sul campo COVID 19.

5) tutti i sistemi e protocolli proposti non hanno garanzia a lungo termine come paventato dagli sciacalli.

6) Una volta terminato l’intervento la durata dell’applicazione è indefinita.

Sanificazioni con Ozono per coronavirus

Perché utilizzare un generatore ad Ozono?

L’ozono non è immagazzinabile, non è trasportabile ed ha un ciclo di vita limitato. Per questo è necessario produrlo al momento, in quanto trascorso un breve periodo ritorna ossigeno, lasciando un piacevole e reale senso di pulizia nell’ambiente in cui si è agito.

Perché abbatte fortemente anche i cattivi odori?

Perché le molecole di ozono si legano rapidamente a quelle delle sostanze organiche e inorganiche, ossidandole ed estirpandone la causa.

Come neutralizza i pesticidi?

L’ozono è in grado di ossidare molti composti organici in anidride carbonica, acqua e altri composti innocui. I pesticidi, al contatto con l’O3, saranno distrutti o trasformati in CO2 , H2O e altri composti innocui. Nel processo di ossidazione, l’ozono può abbattere i legami molecolari dei pesticidi e decomporre la sua formula chimica, trasformandola in una sostanza non tossica. I pesticidi hanno strutture chimiche simili a batteri e funghi, attraverso l’ossidazione l’ozono distruggerà la struttura e danneggerà il legame della catena del carbonio.

Sanificazioni con Ozono per coronavirus

Esempi e settori di utilizzo

Da tempo ormai gli operatori dei settori turistici e alberghieri (hotel, ristoranti, B&breakfast, case vacanze, mense, refettori, bar ecc.) riconoscono grandi benefici nell’utilizzo dei nostri generatori di ozono, garantendo agli ospiti ambienti perfettamente igienizzati e privi di odori: materassi, moquette, tappeti, poltrone e divani, tendaggi, tappezzerie, armadi, coperte e piumini, risulteranno sempre rinnovati igienicamente ad ogni trattamento, senza danneggiarli né rilasciando residui.

Altri importanti settori di utilizzo sono: Case di Cura e di Riposo, Presidi Sanitari, sale d’attesa, palestre, Centri Estetici e Benessere, Lavanderie, negozi e magazzini stoccaggio alimentari e vini, aule corsi, celle frigorifere, serbatoi,  uffici (fumatori?), ambienti scolastici, scantinati ecc.

Ideale quindi per le imprese di pulizie, che potranno offrire un importante plus ai loro clienti riducendo contemporaneamente la manodopera.

Indispensabile anche per la igienizazzione di autoveicoli (auto d’epoca, taxi, ambulanze, camper, caravan, furgoni trasporto alimentari, food-truck, autobus e pulmini) e imbarcazioni (dal piccolo cabinato allo yacht).

Come scegliere un ozonizzatore

Queste macchine sono progettate e consigliate per uso professionale e si scelgono in base alla tipologia di utilizzo e allo spazio in cui devono operare.

Come esempio esemplificativo, si ritiene che 1 g/h (grammo/ora) di ozono sia indicato per circa 1 metro cubo a 20° di temperatura per sanificare l’ambiente in circa 30 minuti: è un dato statistico utile nella scelta del generatore. Sappiamo inoltre che a parità di temperatura la concentrazione di ozono si dimezza in modo naturale in circa 40 minuti. Nel caso sia necessario rilevare con precisione la quantità di ozono presente durante il trattamento, è utile dotarsi di specifici strumenti professionali misuratori di ozono.

Ulteriore differenza tra i vari modelli: i generatori di ozono per aria e acqua possono essere utilizzati con umidità ambientale fino al 90% contro il 60% di quelli nati solo per l’aria. I primi vengono inoltre dotati di tubi al silicone per liquidi o altri impieghi (un esempio: http://www.disinformazione.it/ozono.htm).

Utilizzo

Ogni dispositivo è dotato di timer analogico o digitale per una corretta impostazione della durata del trattamento.

Quando un generatore professionale è in funzione, l’ambiente deve avere porte e finestre chiuse e non devono essere presenti persone e animali, rispettando rigorosamente le procedure di sicurezza. Accertarsi che non siano presenti materiali incompatibili con l’ozono. Al termine del trattamento attendere i tempi previsti affinché l’ozono si ritrasformi in ossigeno o arieggiare l’ambiente prima di soggiornarvi.

Validazioni scientifiche

L’efficacia e la compatibilità dell’ozono nelle giuste misure per le attività umane è convalidata dal Ministero della Sanità che lo indica “presidio naturale per la sterilizzazione di ambienti” e dalla F.D.A. statunitense che lo certifica nei processi alimentari. Ricerche svolte dall’Università degli studi di Trieste – Dipartimento di Scienze della Vita (progetto D4 Rizoma anno 2007-2008 ) evidenziano un abbattimento della carica microbica di oltre il 90% con concentrazioni non inferiori ai 2 ppm per almeno 6 ore di trattamento. A concentrazioni più elevate si è ottenuto lo stesso risultato diminuendo il tempo di trattamento. Studi effettuati dall’Università degli Studi di Pavia, Dip. di Scienze Fisiologiche Farmacologiche nel 2004 , evidenziano che in una stanza di 115 m/cubi trattata con ozonizzazione per 20 minuti la carica batterica dell’aria e’ stata ridotta del 63% e quella di lieviti e muffe del 46,5% , mentre la carica batterica delle superfici e’ stata ridotta del 90% e quella di lieviti e muffe del 99%.

(equivalenze misure: 1 g/m.cubo = 1mg/litro = 1 ppm in acqua)

L’uso prolungato di ozono può generare:

  • L’adsorbimento delle molecole da parte di alcuni materiali da costruzione.
  • Causare fenomeni di degrado dei materiali e dei tessuti.
  • Degrado dei componenti elettrici dell’edificio.
  • Degradi delle parti in gomma, come guarnizioni o sigilli.

Conclusioni: Diffidare degli operatori improvvisati o di aziende convertite alle sanificazioni nel breve periodo, a mio avviso non bisogna trascurare anche la conoscenza dei materiali da costruzione.

Daniele Stevoli specialista dell’umidità di risalita

Fonti:

http://www.po.camcom.it/servizi/rimprese/pratiche/abildis.php?fbclid=IwAR3CjDdjUEFNB5YAoHh2ogYQmCAV1j_lfaFV6zHXHD8RebmnLIjHMWW0OUQ

https://www.ilfriuli.it/articolo/salute-e-benessere/ultravioletti-e-ozono-per-le-sanificazioni/12/218401

Sanificazione e Disinfezione Ambienti: quali certificazioni?

 

 

 

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