Soluzioni all'umidità di risalita

Deumidificazione diretta nelle costruzioni edili

La deumidificazione diretta in edilizia consiste nella rimozione dell'acqua all'interno degli elementi che costituiscono la costruzione edile. Si tratta di una lavorazione poco conosciuta, ma è indispensabile per la messa in opera delle più comuni opere edili.

Deumidificazione diretta (quella vera) di murature e solai anche dopo allagamenti

Si intende per deumidificazione diretta, l’estrazione dell’acqua attraverso deumidificatori ed essicatori professionali. Consiste nella rimozione dell’acqua dalle murature, dai solai e da tutti i vani che costituiscono i fabbricati in genere, sia civili che commerciali. Deve essere eseguita, ogni qualvolta l’edificio si ritrovi ad avere un quantitativo maggiore di acqua, oltre a quella fisiologica. Oltre questa soglia, possono scaturire i fenomeni di degrado.

Generalmente, questa pratica si utilizza dopo aver subito un allagamento, come ad esempio dovuto alla rottura di una condotta o di uno scarico, cui seguono molto spesso muffe, alghe e batteri. Risulta indispensabile, anche durante la fase di risanamento dell’edificio dall’umidità di risalita. In queste situazioni, non si possono realizzare deumidificazioni efficienti utilizzando i comuni deumidificatori ambientai o sistemi VMC, poiché non posseggono sufficiente potenziale di esercizio.

In questi casi, se i muri continueranno a scrostarsi dopo un allagamento, avremo la conferma che non è stato eseguito un giusto procedimento di asciugatura. La deumidificazione  diretta è una pratica indispensabile, da eseguire prima di ogni intervento di ristrutturazione edile.

 

Le motivazioni per cui l’acqua può trovarsi all’interno delle murature sono diverse, eccone alcune:

  1. Acqua residua di costruzione o ristrutturazione. Trattasi dell’acqua utilizzata per la preparazione dei materiali (intonaci, pavimenti ecc.) . Il quantitativo di acqua, che può trovarsi all’interno delle murature, varia a seconda delle opere che sono state eseguite Mediamente si va dai 500 ai 1500 litri di acqua, per un edificio di medie dimensioni (65-80 mq). Di quest’acqua, una parte evapora durante il processo di ristrutturazione, mentre un’altra parte significativa rimane all’interno dei materiali. Dai quali, per evacuare completamente, può impiegare anni .
  2. Acqua proveniente dalle precipitazioni. Come ad esempio; acqua entrata all’interno dell’edificio a seguito di un difetto nel sistema di copertura. I danni provocati spesso sono trascurati, ma la presenza di acqua piovana all’interno delle murature impedisce la corretta stagionatura dei materiali utilizzati. Inoltre, può generare un abbassamento del PH, per via dell’acidità della pioggia. Tale vettore favorisce poi l’alloggio ideale per muffe e alghe.
  3. Acqua proveniente da infiltrazioni laterali dell’edificio. Causate dal contatto diretto con il terreno, il quale condurrà all’interno della costruzione acqua, sia proveniente dal terreno che dalle piogge. Questo fenomeno può generare scostamenti di intonaci e delle superfici, oltre a fenomeni di corrosione degli impianti tecnologici.
  4. Acqua fuoriuscita da impianti tecnologici. Danneggiati oppure rotti, come nel caso di tubazioni d’acqua in pressione corrose, scarichi per lo smaltimento delle acque reflue danneggiati, acqua che può fuoriuscire da un piatto doccia, se non impermeabilizzato o dall’impianto di riscaldamento.
  5. Allagamenti. Che si sono verificati a seguito di precipitazioni particolarmente intense, le quali hanno superato la quota di impermeabilizzazione dell’edificio.
  6. Umidità di risalita oppure umidità muraria, causate da difetti di costruzione. Anche in questi casi è indispensabile la deumidificazione, come descritto nelle schede tecniche dei prodotti.
Rottura nella tubazione di scarico che ha causato danni economici significativi oltre ad un allagamento dell'abitazione.
Rottura nella tubazione di scarico che ha causato danni economici significativi oltre ad un allagamento dell’abitazione.

 

Molto spesso, l’origine del danno è conosciuta e visibile, ma altrettanto spesso non è così facile stabilire la provenienza dell’acqua. Per poter determinare la provenienza dell’acqua, come altri, eseguo una diagnostica tecnica e strumentale. Questa pratica è indispensabile, poiché con l’indagine si può determinare l’origine dell’acqua mediante prove chimiche, a cui seguirà il piano di risanamento.

Una parte del piano di risanamento dovrà comprendere, se necessario, l’asciugatura totale delle superfici imbibite d’acqua. Non è possibile garantire la durabilità del lavoro, senza prima asportare completamente l’acqua dai muri, necessario al fine di debellare “anche” la colonizzazione di formazioni biologiche nocive (muffe, alghe e batteri).

Non asportare l’acqua dalle murature espone l’edificio a maggiori danni futuri, poiché la quasi totalità dei materiali presenti ora in commercio, impone nelle schede di utilizzo il seguente vincolo: “durante l’applicazione dei prodotti, i supporti siano completamente asciutti”.

Una patologia poco conosciuta è la dilatazione postuma del laterizio, questo fenomeno interessa sia solai che murature composte da elementi contenenti argilla, come nel caso di mattoni, pignatte, travetti in laterizio, e molti altri. Avviene nel momento in cui; il solaio o la muratura vengono esposti a significative quantità di acqua e raggiungono la completa saturazione, del volume interno che compone la porosità. A questo punto, il volume dei materiali aumenta.

Per capirci, molto di frequente, capita che un solaio dopo aver ricevuto acqua proveniente da una perdita, generi una crepa continua fra travetti e pignatte. Trattasi questo, di un processo irreversibile, pertanto, l’acqua dovrà essere asportata prima che raggiunga la saturazione. Lo stesso fenomeno può avvenire anche nei mattoni, che subiscono e manifestano il danno allo stesso modo.

Ai fini di stabilire le responsabilità, prima della deumidificazione diretta, in sede di diagnosi è possibile accertare la provenienza dell’acqua.
Accertare se l’acqua proviene da impianti, terreno o pioggia è possibile con la diagnosi chimica.

 

Altra patologia molto frequente, è l’allagamento del vespaio, che può essere causato da infiltrazioni di acqua piovana o da perdite.  Il vespaio aerato oltre al non avere quasi mai utilità ai fini della deumidificazione muraria, nella maggioranza dei casi, è d’intralcio per la localizzazione di perdite ed infiltrazioni. Questo poiché, prima di manifestarsi nelle murature, l’acqua lo invaderà completamente. Il primo fenomeno che avviene all’interno del vespaio è il dilavamento dei materiali, che subiscono l’influenza dell’acqua, la quale causa la corrosione dei leganti a base di calcare.

Successivamente. avviene la saturazione dei laterizi, dove i basamenti di sostegno sono appunto costituiti da questi. Nel caso in cui i basamenti siano costituiti da calcestruzzo armato, si verificherà anche la corrosione degli elementi metallici.

L’evaporazione all’interno dei vespai non avviene facilmente così come si pensa, poiché all’interno di questi, durante l’inverno, l’aria fredda impedisce il trasferimento di vapore verso l’esterno. Al contrario, d’estate avendo molto spesso un’umidità relativa molto alta, non sarà possibile l’evaporazione, anche a temperature elevate. Il tema dei vespai non è così semplice da affrontare; perciò, suggerisco di leggere l’articolo presente in questo sito.

Estrazione di acqua presente nel vespaio aerato in un condominio, io sottoscritto ho verificato la presenza di oltre 40 metri cubi di acqua.
Estrazione di acqua presente nel vespaio aerato in un condominio, io sottoscritto ho verificato la presenza di oltre 40 metri cubi di acqua.

La deumidificazione diretta prima dei risanamenti

Esiste l’errata teoria “se le murature sono umide, particolari tipi di intonaci deumidificanti o traspiranti possano asciugarle“, niente di più falso. Gli intonaci comunemente denominati: “antiumidità o antisale”, hanno in realtà un coefficiente di traspirazione molto inferiore, rispetto le antiche malte a base di calce. Poiché la porosità è prossima al micron, attraverso la quale l’acqua può fuoriuscire soltanto sotto forma di vapore, ma non allo stato liquido. Motivo quest’ultimo, per il quale l’acqua all’interno delle murature generalmente non fuoriesce, senza essere estratta con la deumidificazione diretta.

Anche la teoria dell’intonaco sacrificale, che accompagna la posa di una barriera chimica, non tiene conto delle forze elettrostatiche dell’acqua, che rimangono all’interno della muratura, anche a seguito di un taglio orizzontale, chimico, meccanico o elettrofisico che sia.

Detto ciò, a cosa serve la deumidificazione diretta muraria?

  • La deumidificazione serve a scongiurare ogni qual forma di patologia, che vada a ledere la coerenza degli elementi utilizzati per la costruzione o per la ristrutturazione.
  • Il comfort abitativo in presenza di ambiente asciutto migliora sensibilmente, oltre al risparmio energetico che va di pari passo. Poiché una muratura priva d’acqua, viene riscaldata a costi decisamente inferiori. Per fare un rapido esempio; se all’interno della muratura fosse presente dell’acqua, dovremmo considerare che il calore ambientale verrà dissipato dall’acqua. L’acqua è influenzata dalle condizioni ambientali, ed utilizza il calore per poter evaporare. l’evaporazione è un processo endotermico, ovvero l’acqua per poter evaporare consuma calore, rendendo quindi più freddo l’ambiente.
  • Patologie per l’uomo, che possono derivare da un’eccessiva quantità di acqua stagnante. L’acqua stagnante all’interno delle murature favorisce la proliferazione dei batteri, e l’avvento di microorganismi, verso alcuni di questi il corpo umano non è preparato.
  • Deumidificare durante un risanamento consentirà di localizzare perdite o infiltrazioni. Le quali non sono facilmente localizzabili, se la muratura è omogeneamente umida.
  • Asciugare la muratura prima di realizzare i nuovi intonaci, consente di preservare più a lungo i materiali utilizzati.
  • Effettuare una deumidificazione anche al termine di una ristrutturazione, eviterà l’avvento di muffe. Questo fenomeno capita sempre più spesso, negli edifici, poiché spesso vengono realizzate o ristrutturate opere in pochissimo tempo, ed i materiali di costruzione non raggiungono la completa asciugatura.
  • Anche le murature poste contro terra devono essere completamente asciugate nella quasi totalità dei casi, non effettuare l’asciugatura delle murature, impedisce la riuscita dei lavori di impermeabilizzazione.

 

I sistemi di deumidificazione, che consentono l’estrazione totale dell’acqua dalle costruzioni, non hanno nulla a che vedere con gli apparati elettrofisici a contrasto dell’umidità di risalita, come le centraline spesso decantate.

 

Esistono al momento tre tipologie di deumidificazione efficace:

  1. Deumidificazione per assorbimento.
  2. Deumidificazione a condensazione.
  3. Deumidificazione a microonde.

 

Di questi, la deumidificazione a condensazione è quella più attuabile, deve essere effettuata considerando i valori ambientali e la disponibilità energetica.

Per effettuare questo tipo di deumidificazione occorre un sistema di deumidificazione professionale. utilizzando appositi deumidificatori realizzati per il cantiere, i quali non hanno nulla a che vedere con i comuni deumidificatori ad uso domestico, decisamente sopravvalutati dalla massa. Questi macchinari dovranno inoltre essere nella condizione più opportuna per poter estrarre l’acqua dalle murature e dai solai, di conseguenza le condizioni devono essere verificate mediante indagine, in cui sarà stabilito come creare all’interno dell’abitazione le condizioni ambientali idonee.

deumidificazione diretta
Deumidificazione diretta con essicatore professionale, per l’estrazione d’acqua nelle murature e nelle pavimentazioni.
deumidificazione diretta
Kit professionale completo per l’estrazione d’acqua nelle murature e nelle pavimentazioni

 

Deumidificatori a condensazione industriali, come funzionano?

Il sistema di condensazione a refrigerazione genera appunto la condensazione del vapore e la riduzione dell’umidità dell’aria. Il compressore, che comprime e pompa la sostanza refrigerante all’intero sistema radiale. L’alta pressione mantiene alta la temperatura. Mentre il fluido refrigerante canalizza fino al condensatore, dove viene raffreddato.

L’evaporazione provoca l’abbassamento della pressione e della temperatura. A seguito di questo fenomeno, il fluido refrigerante assorbe il calore dell’aria (ed evapora).La temperatura dell’aria raggiunge la temperatura inferiore al punto che fa sì, che l’eccesso dell’umidità si condensi sulle pareti del condensatore. La sostanza espansa viene riassorbita dal compressore e tutto il ciclo comincia da capo.

 

Ventilatori industriali canalizzati

Ne esistono di svariate forme, dimensioni ed opzioni di canalizzazione dell’aria. Quest’ultima più delle altre non è mai casuale, tale al punto di risultare a volte più utile degli stessi deumidificatori.

 

Sistemi riscaldanti

Anche questa componente è fondamentale, le temperature dei locali vanno gestite durante tutto il processo di deumidificazione. anche la temperatura non è mai casuale, va calcolata e gestita.

 

Contatti:

 

Emilia Romagna

telefono cellulare 339 3019199 Daniele Stevoli

email info@dsdeumidificazioni.it

 

Puglia

telefono cellulare 338 1566407 ing. Gualtiero Piccinni

email info@perditeinfiltrazioni.com

 

 

 

Daniele Stevoli

Lo specialista dell'umidità di risalita Benvenuto, in questo sito troverai le mie soluzioni ai problemi di umidità e non della pubblicità ai prodotti, non sono legato ad alcun tipo azienda fornitrice e non lo sarò mai, solo così posso permettermi di dire TUTTA la verità e FARE sempre il lavoro nel migliore dei modi.

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

7 + = 17

Pulsante per tornare all'inizio